DISORGANIZZAZIONE E ORGANIZZAZIONE DEL DESIDERIO Convegno della Comunità terapeutica “Il Porto” di Torino

Riceviamo alla nostra casella di posta elettronica menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

Gentili Lettori,

Siamo lieti di annunciare un nuovo evento scientifico organizzato dalla nostra

comunità terapeutica, sulla scia del convegno "Desiderio e Legge. La

disorganizzazione psichica nei pazienti contemporanei", che ha avuto come

relatori Robert Hinshelwood e Salomon Resnik.

Il giorno sabato 5 aprile 2014, dalle ore 9.30 alle 13.30, presso la sala

conferenze della Galleria di Arte Moderna di Torino, si svolgerà il

Convegno dal titolo "DISORGANIZZAZIONE E ORGANIZZAZIONE

DEL DESIDERIO".

Per l'occasione abbiamo voluto nuovamente invitare due figure di grande

rilievo, dando così risalto alla dedizione che da più di trent'anni Il Porto mette

in campo, approfondendo la ricerca sul disagio psichico ed esistenziale, e

ricercando una metodologia della Terapia di Comunità che sappia offrire

risposte efficaci alle problematiche cliniche più contemporanee.

Il convegno avrà come principali relatori Miguel Benasayag e Massimo

Recalcati, due pensatori che da tempo hanno dato impulso vitale alla

riflessione sulle vicissitudini del desiderio e della passione nella clinica

contemporanea. Come elemento di congiunzione tra le due relazioni

principali, Matteo Biaggini, in rappresentanza de Il Porto onlus, descriverà

alcune situazioni esemplificative verificatesi nella vita di comunità, e come si

possa affrontare, nel percorso terapeutico dei nostri pazienti, la

disorganizzazione del desiderio nelle sue diverse e sfaccettate espressioni,

coltivando una sua possibile organizzazione.

Anche questa seconda mattinata è stata organizzata con la collaborazione e la

partecipazione del prof. Filippo Bogetto, Dipartimento di Neuroscienze

dell'Università degli Studi di Torino, e del dott. Carlo Brosio, Centro Torinese

di Psicoanalisi.

Il dibattito nella ultima parte della mattinata vedrà anche la partecipazione di

un gruppo di studenti del Liceo Cavour che stanno riflettendo su questi temi.

Seguirà a breve un invio con la brochure del convegno, che riporterà il

programma completo con orari, titoli degli interventi, abstract e modalità di

iscrizione.

Dato il numero limitato di posti, preghiamo coloro che prevedono il

loro interesse alla partecipazione della mattinata di inviare una mail a:

f.bileci@ilporto.org

 

Cordialmente,

Metello Corulli

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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