IL MUSCOLO DEL CUORE

Chi tocca il fondo non può

scendere

più in basso e nel buio del pozzo

si è circondati da muri. Scuro è

l’orizzonte,

vietato il cuore. Ma tu che stai

per morire,

respira ancora una volta! Non chiudere

la porta! Osserva con stupefatta meraviglia:

incomincia la fine del travaglio! Non lo sapevi,

e sta per esaurirsi la crudezza: la porta

che credevi sprangata s’intrachiude, lentamente

cigolano i cardini arrugginiti. Nell’acqua

del pozzo si ricomincia a nuotare, si prende gusto

a respirare. Dopo la notte del vittorioso

dolore, il motore dei cicli s’inverte.

Qualcuno lassù si è commosso.

In queste ore la vita che pareva negata

ritorna a riscaldare il muscolo del cuore.

 

Luciano Jolly

(dalla raccolta Le Ombre materiali)

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).