Parole per Ricominciare "Prefazione 1"

È di prossima pubblicazione il libro che raccoglie alcuni scritti, frutto del Laboratorio 

di Scrittura Creativa organizzato dal Laboratorio Siddharta e dall’Associazione 

MenteInPace di Cuneo e condotto da Luciano Jolly e da Giovanna Garbarino. 

Pubblichiamo le due prefazioni e l’introduzione. 

 

Li ho visti lo scorso settembre alla “Pinetina”, una domenica pomeriggio di 

sole ancora tiepido, presentare alcune poesie e brani da loro scritti. 

Erano gli autori impegnati nel Laboratorio di scrittura creativa URIEL che 

ogni giovedì rinasce nella sede del Quartiere Donatello; sconosciuti gli uni 

agli altri prima di incontrarsi nel laboratorio, apparivano come un gruppo 

unito, con un obiettivo condiviso e si muovevano con entusiasmo per 

realizzarlo divertendosi. 

Luciano e Giovanna erano riusciti a realizzare ciò di cui avevamo parlato e 

immaginato nelle riunioni di MenteInPace: formare un gruppo in grado di 

favorire i contatti tra gli utenti del Servizio di Salute Mentale, altre persone 

che avevano vissuto esperienze di sofferenza emozionale e il mondo esterno 

a questo ambiente. Permettere agli uni di uscire da una condizione di 

isolamento ed agli altri di conoscerli meglio lavorando insieme ed a tutti di 

riflettere su se stessi, esprimersi e comunicare. 

Un gruppo di persone che discutono e sono in grado di capirsi, dove conta 

quel che si scrive ma soprattutto il clima in cui si sviluppano le relazioni, il 

rispetto reciproco e la voglia di mettersi in gioco. 

MenteInPace pubblica alcuni dei lavori perché si vuole far conoscere questa 

realtà. Dalla lettura dei pregevoli brani emergono i valori condivisi del gruppo: 

amicizia ed amore sopra tutti, la capacità di guardarsi dentro e guardare gli 

altri con serenità ed anche con ironia, lo spazio dedicato ai ricordi come 

parte della vita e non nostalgia paralizzante di un passato irripetibile, la 

magia e l’incanto che ci aiutano a capire ed accettare la realtà. 

È il risultato di un anno in parte vissuto insieme: il lavoro di persone 

differenti che sanno essere eguali, indistinguibili. 

 

Mario Silvestro 

Associazione MenteInPace 

 

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ADRENALINA PURA!!

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Andrea Castellino

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PROGETTO

"COSA SI FA DI BELLO?"

anni 2020-2021

PROGETTO: "COSA SI FA DI BELLO?"
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PROGETTO

"ANCORA INSIEME" Relazione finale

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Relazione finale
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PROGETTO RESTART AND RECOVERY. Una rete di comunità per la salute mentale
Cooperativa Proposta 80
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ZONA FRANCA 

è un laboratorio di inclusione sociale, in cui si sperimentano forme alternative di partecipazione, protagonismo ed espressione.

 

È ideato e prodotto dalla Cooperativa Proposta 80 

in collaborazione con l’Associazione Culturale Kosmoki 

e dagli

utenti del Servizio di Salute Mentale del Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo.

 

Collaborano al progetto la Città di Cuneo, la Cooperativa Momo, MenteInPace, DiAPsi Cuneo e la Casa del Quartiere Donatello.                       

  

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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