Parole per Ricominciare "Prefazione 1"

È di prossima pubblicazione il libro che raccoglie alcuni scritti, frutto del Laboratorio 

di Scrittura Creativa organizzato dal Laboratorio Siddharta e dall’Associazione 

MenteInPace di Cuneo e condotto da Luciano Jolly e da Giovanna Garbarino. 

Pubblichiamo le due prefazioni e l’introduzione. 

 

Li ho visti lo scorso settembre alla “Pinetina”, una domenica pomeriggio di 

sole ancora tiepido, presentare alcune poesie e brani da loro scritti. 

Erano gli autori impegnati nel Laboratorio di scrittura creativa URIEL che 

ogni giovedì rinasce nella sede del Quartiere Donatello; sconosciuti gli uni 

agli altri prima di incontrarsi nel laboratorio, apparivano come un gruppo 

unito, con un obiettivo condiviso e si muovevano con entusiasmo per 

realizzarlo divertendosi. 

Luciano e Giovanna erano riusciti a realizzare ciò di cui avevamo parlato e 

immaginato nelle riunioni di MenteInPace: formare un gruppo in grado di 

favorire i contatti tra gli utenti del Servizio di Salute Mentale, altre persone 

che avevano vissuto esperienze di sofferenza emozionale e il mondo esterno 

a questo ambiente. Permettere agli uni di uscire da una condizione di 

isolamento ed agli altri di conoscerli meglio lavorando insieme ed a tutti di 

riflettere su se stessi, esprimersi e comunicare. 

Un gruppo di persone che discutono e sono in grado di capirsi, dove conta 

quel che si scrive ma soprattutto il clima in cui si sviluppano le relazioni, il 

rispetto reciproco e la voglia di mettersi in gioco. 

MenteInPace pubblica alcuni dei lavori perché si vuole far conoscere questa 

realtà. Dalla lettura dei pregevoli brani emergono i valori condivisi del gruppo: 

amicizia ed amore sopra tutti, la capacità di guardarsi dentro e guardare gli 

altri con serenità ed anche con ironia, lo spazio dedicato ai ricordi come 

parte della vita e non nostalgia paralizzante di un passato irripetibile, la 

magia e l’incanto che ci aiutano a capire ed accettare la realtà. 

È il risultato di un anno in parte vissuto insieme: il lavoro di persone 

differenti che sanno essere eguali, indistinguibili. 

 

Mario Silvestro 

Associazione MenteInPace 

 

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PIGOZZI LAURA

TROPPA FAMIGLIA FA MALE

COME LA DIPENDENZA MATERNA CREA ADULTI BAMBINI (E PESSIMI CITTADINI)

Rizzoli

La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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