Parole per Ricominciare "Prefazione 2"

Il Laboratorio di scrittura creativa URIEL rappresenta un’ ulteriore tappa 

della preziosa collaborazione che nel corso di questi anni si è consolidata 

tra il Centro Diurno del Servizio di Psichiatria di Cuneo e l’associazione 

“MenteInPace” e che ha portato a dare vita a progetti significativi contro il 

pregiudizio nei confronti della malattia mentale e di apertura verso un 

mondo misterioso e affascinante , ma anche inquietante come quello del 

disagio psichico. 

L’apertura del parco ”La Pinetina”, l’organizzazione delle rassegne 

cinematografiche e musicali, le feste del quartiere sono state, in questi 

anni, veri esempi di integrazione e contaminazione con la popolazione 

cittadina e soprattutto con il quartiere in cui siamo ospitati. 

Il laboratorio di scrittura, fortemente voluto da Luciano Jolly e Giovanna 

Garbarino, rappresenta una scommessa ulteriore, un altro mosaico del 

prezioso puzzle che si sta delineando in questi anni nella realtà cuneese, 

dove i saperi si incontrano mantenendo una loro specificità. 

Una scelta coraggiosa, da parte degli organizzatori, è stato collocare questa 

attività al di fuori dei luoghi della psichiatria, all’interno della sede del 

quartiere, rimarcare che il filo conduttore del laboratorio non era una 

terapia per uno specifico disagio, ma che lo scrivere poteva aiutare a stare 

meglio indipendentemente da una diagnosi psichiatrica . 

“Parole per ricominciare” racconta in modo poetico questa esperienza e ci 

permette di capire il senso del Laboratorio 

Con l’augurio che l’esperienza prosegua e si arricchisca di nuovi contenuti. 

 

Dott. Ugo Palomba 

responsabile Centro Diurno Psichiatria Territoriale ASL CN1 

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PIGOZZI LAURA

TROPPA FAMIGLIA FA MALE

COME LA DIPENDENZA MATERNA CREA ADULTI BAMBINI (E PESSIMI CITTADINI)

Rizzoli

La famiglia, all'origine della civiltà, oggi ne sta decretando la fine. È una crisi che investe l'intera società perché ciò che accade all'interno della famiglia ha rilevanza sul sociale e sul futuro dell'uomo. I genitori hanno rinunciato al ruolo di guida proteggendo all'infinito i figli: è il plusmaterno che nasce dal fallimento della cura e sospende il momento della responsabilità. La generazione che ha contestato sta crescendo figli e nipoti docili, pronti all'assoggettamento. Cosa è successo? I giovani che non dissentono permettono al fantasma mai sconfitto dell'antica tendenza dell'essere umano alla sottomissione di giocare la partita della vita al posto loro, rovesciandola in morte. Laura Pigozzi, psicoanalista, esplora in questo saggio come lo scacco della famiglia sia la radice di una tragedia sociale più vasta e ferocemente distruttiva. Attraverso il concetto di disobbedienza civile elaborato da Hannah Arendt, prende forma in queste pagine una inedita rilettura delle origini del totalitarismo che per la prima volta riesce a spiegare le conseguenze politiche della pulsione di morte freudiana e ci permette di riscoprire alcuni casi emblematici di rapporti genitoriali fallimentari, come quello di Hitler con sua madre. «L'adattamento di un giovane» ci ricorda l'autrice «ha sempre qualcosa di immorale» perché sia un soggetto che una comunità si fondano sulla divergenza. È nelle famiglie che i ragazzi dovrebbero allenarsi a trovare lo slancio verso l'esterno, diventando adulti. Fallire questa trasformazione significa condannarli a un'eterna infanzia, che apre le porte non solo ai dittatori bambini ma anche a quelli veri.

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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