Parole per Ricominciare "Prefazione 2"

Il Laboratorio di scrittura creativa URIEL rappresenta un’ ulteriore tappa 

della preziosa collaborazione che nel corso di questi anni si è consolidata 

tra il Centro Diurno del Servizio di Psichiatria di Cuneo e l’associazione 

“MenteInPace” e che ha portato a dare vita a progetti significativi contro il 

pregiudizio nei confronti della malattia mentale e di apertura verso un 

mondo misterioso e affascinante , ma anche inquietante come quello del 

disagio psichico. 

L’apertura del parco ”La Pinetina”, l’organizzazione delle rassegne 

cinematografiche e musicali, le feste del quartiere sono state, in questi 

anni, veri esempi di integrazione e contaminazione con la popolazione 

cittadina e soprattutto con il quartiere in cui siamo ospitati. 

Il laboratorio di scrittura, fortemente voluto da Luciano Jolly e Giovanna 

Garbarino, rappresenta una scommessa ulteriore, un altro mosaico del 

prezioso puzzle che si sta delineando in questi anni nella realtà cuneese, 

dove i saperi si incontrano mantenendo una loro specificità. 

Una scelta coraggiosa, da parte degli organizzatori, è stato collocare questa 

attività al di fuori dei luoghi della psichiatria, all’interno della sede del 

quartiere, rimarcare che il filo conduttore del laboratorio non era una 

terapia per uno specifico disagio, ma che lo scrivere poteva aiutare a stare 

meglio indipendentemente da una diagnosi psichiatrica . 

“Parole per ricominciare” racconta in modo poetico questa esperienza e ci 

permette di capire il senso del Laboratorio 

Con l’augurio che l’esperienza prosegua e si arricchisca di nuovi contenuti. 

 

Dott. Ugo Palomba 

responsabile Centro Diurno Psichiatria Territoriale ASL CN1 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).