UN LIBRO SOSPESO VI ASPETTA IN LIBRERIA

 

Riceviamo da Lucia Costa Giani, via facebook, questa segnalazione che volentieri pubblichiamo.

 

 

 

 

 

Come nasce un’idea per favorire la lettura tra i più giovani? Da un caffè.

 

La generosa abitudine partenopea del “caffè sospeso” si trasferisce in una libreria di Polla, in provincia di Salerno, e prende nuova vita con l’iniziativa Il Libro Sospeso che si rivolge ai ragazzi tra i 10 e i 18 anni. L’ idea nasce nello specifico nella Libreria Ex Libris Cafè di Michele Gentile che si è ispirato al “caffè sospeso napoletano” che si può lasciare già pagato al bar a vantaggio di chi non potesse permettersi di pagarlo da sé.

 

Il meccanismo è semplice: si acquistano due libri, uno per sé, l’altro per uno “sconosciuto” tra i 10 e i 18 anni. Il libro acquistato sarà preso in consegna dal libraio e consegnato a un ragazzo che si sarà recato in libreria nei successivi sette giorni. Per sapere a chi è andato il proprio “libro sospeso” si potrà chiedere in libreria oppure ricevere il nome sulla propria e-mail.

 

Numerose le adesioni non solo dei clienti, ma soprattutto di altre librerie in diversi luoghi d’Italia: tutti hanno abbracciato con entusiasmo l’idea che intende essenzialmente favorire la lettura tra i ragazzi (ma non solo, visto che l’iniziativa diventando virale ha perso la connotazione dell’età, diventando generica) per tentare una decisa inversione di marcia alla tendenza che vede gli italiani sempre più lontani dalla lettura.

 

Da Milano a Lecce, i libri sospesi in attesa di un lettore aumentano e, mentre si fa a gara per accaparrarsi i meriti dell’idea, le foto con i libri donati abbondano su tutti i social (guardate su twitter all’hashtag #librosospeso). Di chiunque sia la buona pensata, resta comunque un’iniziativa più che lodevole…soprattutto visto il costo dei libri!

 

Regalando letture, regaliamo pane e ottimo companatico per la mente. Speriamo che la generosità attecchisca ovunque…

 

 

 

Fonte: http://dilettieriletti.wordpress.com/

 

 

Link: http://dilettieriletti.wordpress.com/2014/03/30/buone-notizie-un-librosospeso-vi-aspetta-in-libreria/

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Farhad Bitani

L'ultimo lenzuolo bianco

Edizioni Neri Pozza

 

«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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