OSSERVAZIONI SULLE STRUTTURE RESIDENZIALI PSICHIATRICHE

 

 

 

Riceviamo alla nostra casella di posta elettronica menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OSSERVAZIONI IN MERITO ALLA BOZZA DI DELIBERA DELLA GIUNTA REGIONALE DEL PIEMONTE “STRUTTURE RESIDENZIALI PSICHIATRICHE PER INTERVENTI SOCIO-RIABILITATIVI (S.R.P.3)”. ISTITUZIONE DEL CONTRIBUTO REGIONALE PER LA COPERTURA DELLA QUOTA SOCIO-ASSISTENZIALE DELLE TARIFFE DI RICOVERO.

 

Ad avviso di questo Coordinamento la bozza di delibera predisposta dall’Assessorato alla sanità e alle politiche sociali della Regione Piemonte ha lo scopo di predisporre le condizioni per il trasferimento del maggior numero possibile di pazienti psichiatrici alle «strutture a bassa intensità assistenziale» previste dai Lea, Livelli essenziali di assistenza sanitaria e socio-sanitaria.

 

In primo luogo si precisa che la parola “assistenziale” è utilizzata dai Lea non per indicare una attività di natura socio-assistenziale, ma con riferimento agli interventi di competenza sanitaria. Infatti i Lea riguardano le prestazioni che devono essere garantite dal Servizio sanitario nazionale con oneri interamente o parzialmente a carico della Sanità.

 

Ne deriva che trattandosi di attività di competenza del Servizio sanitario nazionale, la delibera, tenendo conto delle interconnessioni con le altre funzioni sanitarie, dovrebbe essere predisposta dalla Direzione sanitaria dell’Assessorato alla sanità della Regione Piemonte e non dalla Direzione delle politiche sociali i cui compiti riguardano l’assistenza sociale.

 

L’orientamento verso l’assistenza sociale della delibera (e cioè il passaggio dalla cura alla badanza) è comprovato dall’individuazione della «struttura residenziale psichiatrica per interventi socio-riabilitativi, con differenti livelli di intensità assistenziale, articolati in tre sottotipologie, con personale socio-sanitario presente nelle 24 ore, nelle 12 ore, per fasce orarie (SRP3)».

 

Al riguardo si osserva che la previsione di personale socio-sanitario «presente nelle 24 ore» dimostra che gli utenti possono anche essere infermi che necessitano di cure continue di natura sanitaria, che mai dovrebbero essere inseriti in una struttura a bassa intensità assistenziale. Analoghe considerazioni valgono per la prevista permanenza del personale socio-sanitario per le 12 ore.

 

Per evidenti motivi di chiarezza occorrerebbe che per tutte le strutture (comprese quelle per i trattamenti riabilitativi a carattere intensivo ed estensivo) venissero precisate sia le condizioni dei pazienti da accogliere, sia l’eventuale durata massima della degenza, sia la qualifica e il numero degli operatori addetti.

 

Per quanto concerne gli oneri economici a carico degli utenti, non si comprende in base a quali motivi nella delibera si faccia riferimento a «contributi» e non ad un importo che integri le risorse degli utenti al fine di assicurare l’importo del 60% a carico degli utenti/Comune.

 

Per quanto concerne l’erogazione delle prestazioni economiche non si capisce in base a quali principio nella bozza in oggetto venga precisato che verrà effettuata dalle Asl, mentre la legge dello Stato (articolo 54 della legge 289/2002) ne attribuisce la competenza ai Comuni.

 

Ad avviso del Csa dovrebbero essere considerate strutture a bassa intensità assistenziale esclusivamente le convivenze di 2 o più soggetti (fino ad un massimo di 5) che sono in grado di autogestirsi e che necessitano solamente di interventi saltuari del personale medico/infermieristico psichiatrico.

 

Pertanto si richiede di riesaminare radicalmente la proposta di delibera in questione alla luce delle osservazioni fin qui esposte.

 

Cordiali saluti

 

p. Csa, Andrea Ciattaglia e Francesco Santanera         

 


 

Attualmente fanno parte del Csa le seguenti organizzazioni: Associazione Geaph, Genitori e amici dei portatori di handicap di Sangano (To); Agafh, Associazione genitori di adulti e fanciulli handicappati di Orbassano (To); Aias, Associazione italiana assistenza spastici, sezione di Torino; Associazione “La Scintilla” di Collegno-Grugliasco (To); Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie, Torino; Associazione “Odissea 33” di Chivasso (To); Associazione “Oltre il Ponte” di Lanzo Torinese (To); Associazione “Prader Willi”, sezione di Torino; Aps, Associazione promozione sociale, Torino; Associazione tutori volontari, Torino; Cogeha, Collettivo genitori dei portatori di handicap, Settimo Torinese (To); Comitato per l’integrazione scolastica, Torino; Ggl, Gruppo genitori per il diritto al lavoro delle persone con handicap intellettivo, Torino; Grh, Genitori ragazzi handicappati di Venaria-Druento (To); Gruppo inserimento sociale handicappati di Ciriè (To); Ulces, Unione per la lotta contro l’emarginazione sociale, Torino; Utim, Unione per la tutela delle persone con disabilità intellettiva, Torino.

 

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In un bosco nei dintorni di Ginevra, in circostanze casuali, si consuma il cruento omicidio del vicedirettore della HEGA, l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di economia sanitaria mondiale.

L’autore materiale è un alto funzionario della stessa agenzia, Andreas Krause, per il quale la vittima rappresenta l’unico ostacolo apparentemente insormontabile alle proprie ambizioni di carriera. Assediato dal timore di essere scoperto e dai sospetti che cominciano ad addensarsi su di lui, si ritrova lentamente risucchiato in un gorgo di paure e ossessioni, che degenera in un’autentica paranoia. Arriva addirittura ad assoldare un killer per sbarazzarsi di un collega che, secondo il suo lucido delirio, sarebbe pronto a denunciarlo. In breve tempo la sua vita privata e professionale va a rotoli, e ogni tentativo di fare marcia indietro e confessare il proprio delitto è vanificato da continue oscillazioni emotive e confusi progetti di fuga. Nel chiuso, ovattato quanto spregiudicato ambiente diplomatico internazionale affiorano intanto intrighi e personaggi di dubbia moralità, disposti a tutto pur di non perdere potere e privilegi. Tra rituali bizantini, scandali messi sotto silenzio e subdoli conflitti d’interesse, emerge un quadro a tinte fosche tratteggiato con inquietante precisione. Nella sua pur riluttante connivenza, di questo perverso mosaico Krause è un tassello fondamentale.

 

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L’Autore

Psichiatra, dal 1999 al 2010 è stato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze dell’Organizzazione mondiale della Salute a Ginevra. In precedenza ha lavorato all’Ospedale psichiatrico di Trieste sotto la direzione di Franco Basaglia e Franco Rotelli, ed è stato a capo del Laboratorio di Epidemiologia e Psichiatria sociale presso l’Istituto Mario Negri.

Membro onorario del Royal College of Psychiatry, attualmente è segretario generale del Lisbon Institute of Global Mental Health. Ha all’attivo oltre duecento articoli su riviste scientifiche internazionali.

Tra i suoi ultimi volumi pubblicati ricordiamo: Psicopolitica. Città, salute, migrazioni (DeriveApprodi, 2019); Sulla povertà della psichiatria (DeriveApprodi, 2017); Discorso globale, sofferenze locali. Analisi critica del Movimento di salute mentale globale (il Saggiatore, 2014).

 

 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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