BIBLIOTECA PER GLI UTENTI

La Comunità Psichiatrica Riabilitativa di Ceva inaugura un Punto Biblioteca, con accesso e possibilità di prestito di alcune centinaia di volumi, a partire dal   17 aprile. La biblioteca  è dotata di numerosi volumi di lettura, in particolare: saggi divulgativi, romanzi di varia ambientazione, romanzi classici, best sellers e libri di attualità, raccolte fotografiche. Il patrimonio librario si è accumulato nel corso degli anni, frutto del passaggio di vari utenti che hanno lasciato a disposizione dei compagni i testi avuti in lettura per regalo o acquistati nel corso della degenza. Un decisivo contributo alla crescita della biblioteca è poi stato offerto da donazioni di privati che hanno consentito di accumulare materiale decisamente superiore a quello che si può trovare nelle comuni abitazioni. Commenta il dott. Raffaele Gozzi, promotore del progetto: “D'altronde, la lettura è sempre stata considerata una attività centrale nella riabilitazione psicologica e cognitiva delle persone reduci da periodi di grave sofferenza mentale. Infatti i libri consentono alle persone, anche a quelle che sono più timorose, di mettersi in gioco nelle relazioni con gli altri per paura della disillusione o per sentimenti di inadeguatezza, di non sentirsi mai completamente soli e ignorati”. “Nella lettura – continua il dott. Gozzi - si realizza un rapporto reale tra autore e lettore, anche a grandi distanze di spazio e di tempo. Chi scrive lo fa immaginando che qualcuno lo legga, e chi legge sa di essere oggetto dell’attenzione particolare della scrittore. La lettura è quindi un’apertura alla comunicazione con l’altro, e nello stesso tempo sviluppa sensibilità, capacità di empatia e di identificarsi con gli altri, ampliamento del bagaglio esperienziale. Ma anche occasione di instaurare relazioni reali, attraverso le azioni concrete del prestito, della recensione, del commento, della condivisione di giudizi”. Per questi motivi il personale della Comunità Psichiatrica Riabilitativa di Ceva ha deciso, grazie allo sforzo di alcuni ospiti e volontari che si sono offerti di effettuare gratuitamente un notevole lavoro di revisione dei volumi, catagolazione, schedatura e sistemazione in spazi appositamente dedicati, di istituire un vero e proprio Punto Biblioteca. Il Punto Biblioteca è rivolto in primis a tutti gli utenti delle strutture riabilitative e di incentivazione al benessere mentale. Il dott. Raffaele Gozzi: “Si ringraziano tutti coloro che hanno collaborato con donazioni, lavoro personale e consigli”.

Fonte: www.cuneocronaca.it

Link: http://www.cuneocronaca.it/news.asp?cat=34 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).