CANZONE PER UN SOLDATO IN GUERRA

 

Amo questo tuo pensarmi

 

e il silenzioso respiro della montagna.

 

 

 

Come miele sciolto

 

scivola in me la tua poesia

 

a scaldare sangue e pelle,

 

a sciogliere pugnali di ghiaccio

 

che trafiggono il mio pensare

 

e leggero diventa il volo

 

del grifone e dolce il suo posarsi.

 

 

 

Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.

 

 

 

Odo l'eco del tuo canto

 

che forte copre i colpi del fucile,

 

sento i tuoi passi stanchi che affondano

 

e scavano strade di gloria.

 

Di una gloria inutile!

 

 

 

Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.

 

 

 

Lacera  è la notte e un urlo di fucili

 

straccia l'alba come artigli tenera carne.

 

Aquile in paziente volo attendono ferite

 

non più sanguinanti di chi a te affida

 

l'ultimo bacio per la mamma  lontana.

 

 

 

Sulle cime occhi verso un cielo che non c'è.

 

 

 

L'eco del tuo canto più non mi giunge.

 

Ferma! Ferma il sangue che macchia la neve,

 

non è questa la gloria. Non è questa!

 

E' solo la gloria dei potenti

 

che sporca la tua neve e le coscienze!

 

 

 

Come sudore scivola in me

 

la tua poesia a bruciare

 

carni strappate, a deformare un’eco

 

caduta in un campo di battaglia.

 

 

 

Sul tuo petto una medaglia sotto un cielo che non c'è.

 

 

 

ADA FIRINO

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).