IL PROGETTO “ASSIEME SI PUÒ”

 

Dal mese di aprile dello scorso anno abbiamo iniziato alcune delle attività previste:

 

- incontri di cucina – hanno luogo presso il Q.I Centro di incontro giovanile, otto finora. I volontari, coinvolgendo anche loro conoscenti, organizzano incontri a tema che vengono proposti agli utenti del Centro Diurno del Servizio di Salute Mentale in incontri presso il Centro Diurno medesimo in collaborazione con gli operatori. Il venerdì due/ tre volontari acquistano quanto sarà utilizzato il giorno successivo. Il sabato ci si ritrova alle 10 per cucinare insieme, volontari ed utenti, ed insieme pranzare, riassettare, chiacchierare.

 

Si registra una buona partecipazione di utenti, mediamente una diecina per incontro.

 

- corso di danze occitane – tre incontri presso il salone del quartiere Donatello. Ha coinvolto numerosi familiari e volontari di MenteInPace e DiAPsi ed un numero di utenti piuttosto ridotto. Mediamente cinque/sei per incontro. Per questo motivo è stata fatta una nuova proposta :

 

- canto corale – con accompagnamento musicale, tre incontri presso il salone del quartiere Donatello. Anche questi poco frequentati dagli utenti ( quattro/cinque per incontro).

 

- animazione teatrale – due incontri presso il parco “la Pinetina”, in estate, organizzati e gestiti da volontari dell’Associazione IPAZIA  con partecipazione di utenti ancora bassa.

 

- visite a musei, castelli e chiese etc…:

 

- Robilante – laboratorio di scultura dell’artista Giancarlo Risso, museo della fisarmonica, con pranzo al sacco

 

- Borgo S. Dalmazzo – museo dell’Abbazia di Pedona

 

- Saluzzo – Casa Cavassa e Chiesa di S. Giovanni

 

- Manta – Castello e Santa Maria.

 

Buona la partecipazione di utenti ( otto/dieci per uscita) accompagnati da tre/quattro volontari.

 

- slow trekking  - una camminata al Pian delle Gorre con pranzo al sacco – dodici utenti, un operatore e quattro volontari.

 

- gruppo giovani – le uscite sono state finora cinque ( il sabato sera)  e sono precedute da incontri di coordinamento e preparatori cui partecipano i ragazzi interessati ( dieci), gli operatori ( cinque a turno interessati), volontari (tre ) coordinati da uno psicologo. Le uscite vengono preparate con cura in relazione alle maggiori difficoltà legate all’età degli utenti interessati ed al loro coinvolgimento nella scelta e nella fase organizzativa.

 

Maggiore in questa attività anche il coinvolgimento degli operatori del Centro Diurno.

 

- incontro volontari e psicologo ( sino ad ora uno ) finalizzato a verificare quanto è stato fatto, discutere le difficoltà emerse e cercare soluzioni.

 

- Trento – 19-20-21 settembre 2013 – coinvolte trenta persone tra utenti, familiari, operatori e volontari, con presenza anche di volontari di Fossano e Savigliano. Visita alle strutture del Servizio di Salute Mentale di Trento ed incontri con operatori e volontari.

 

- Tavolo del Fareassieme – Riunioni periodiche presso il Centro Diurno del Servizio di Salute Mentale cui partecipano mediamente una trentina di persone tra utenti, famigliari, operatori e volontari di Cuneo, Savigliano, Fossano e Mondovì. Non è previsto dal progetto ma in realtà lo affianca e lo sostiene: nelle riunioni vengono presi in considerazione anche iniziative e problemi relativi ad “ Assieme si può”.

 

 

 

Riteniamo positivo il numero elevato di volontari coinvolti, il fatto di organizzare gran parte delle attività fuori dalle strutture psichiatriche venendo facilmente a contatto con la cittadinanza.

 

Alcune attività proposte hanno riscontrato scarso gradimento verosimilmente perché impegnavano eccessivamente persone con problemi vari e difficoltà di socializzazione.

 

Non sempre facile il coordinamento in relazione all’elevato numero di persone coinvolte.

 

Si è provato a cambiare le attività proposte che non trovavano un adeguato livello di gradimento coinvolgendo maggiormente gli utenti.

 

Sono stati programmati periodici incontri fra volontari ed operatori per dare una risposta a difficoltà di

 

tipo organizzativo.

 

Mario Silvestro, Presidente MenteInPace Cuneo

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).