IO STO CON LA SPOSA, E TU?

Scusate, su quale binario parte il treno per la Svezia?”.

La domanda del ragazzo che, sentendoli parlare in arabo, si è appena avvicinato sorprende Gabriele e Khaled.
Loro sono uno, Gabriele Del Grande, un giornalista esperto di Medio Oriente, autore del blog
Fortress Europe, e l’altro, Khaled Soliman Al Nassiry, un poeta palestinese siriano.
Con Antonio Augugliaro, regista, inventano e firmano 
Io Sto Con La Sposa, il film-documentario che è da giorni, clamoroso, tra i più popolari della piattaforma di raccolta fondi Indiegogo.

Il ragazzo che chiede informazioni è, invece, sopravvissuto a uno dei tanti naufragi del Mediterraneo e, adesso, da Milano vuole andare in Svezia. Quella domanda accende un’idea che si trasforma nel più folle, coraggioso, determinato, ilare, contagioso atto di disobbedienza civilemai pensato in relazione al tema immigrazione e al tema del Mediterraneo come risorsa da proteggere anziché barriera teatro di drammi.
L’idea è questa. Aiutare un gruppo di migranti a raggiungere la Svezia (da Milano) fingendosi un corteo nuziale in viaggio con una coppia di sposi.
Di più, girare tutto per produrre un film-manifesto. Un viaggio di 4 giorni attraverso Francia, Lussemburgo, Germania, Danimarca, un po’ a piedi, un po’ in macchina, un po’ in treno.

Ecco come racconta tutto questo la sinossi del film.
Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani (tra i quali un ragazzino, ndr.) sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri però, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati. Così mascherati, attraverseranno mezza Europa, in un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri. Un viaggio carico di emozioni che, oltre a raccontare le storie e i sogni dei cinque palestinesi e siriani in fuga e dei loro speciali contrabbandieri, mostra un’Europa sconosciuta. Un’Europa transnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa delle leggi e dei controlli della Fortezza con una mascherata che ha dell’incredibile, ma che altro non è che il racconto in presa diretta di una storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013.
Gabriele Del Grande mi parla della Sposa con passione e una vena ironica sempre presente nel tono della voce. Almeno, questo è quello che percepisco. “Ci siamo detti non è possibile che siamo gli unici a voler fare qualcosa su questo tema dei naufragi, della libertà di movimento, dei migranti. La Sposa è il simbolo, stare con la Sposa significa prendere posizione, ricentrare il dibattito, dire con chiarezza che illegale non è illegittimo”.
L’obbedienza non è più una virtù, scriveva Don Milani nel 1965.

“Per farlo ci siamo indebitati, abbiamo preso quello che avevamo sui nostri conti correnti, non abbiamo pagato l’affitto e siamo tornati con 30 euro in tasca. Abbiamo chiesto a tutti i professionisti che hanno lavorato un atto di fiducia, abbiamo rischiato insieme, questa cosa ci ha unito, abbiamo viaggiato e lavorato 20 ore al giorno, dovevamo fare presto e volevamo farlo con un linguaggio inedito. Non drammatico, non compassionevole”.

Adesso per terminare di produrre questo documentario–commedia “alla ricerca di una nuova estetica della frontiera” è in corso un crowdfunding che, in una sola settimana, ha già raccolto 25.000 su 75.000 euro.
Una risposta straordinaria.
La pagina Facebook in pochi giorni è vicina ai 10.000 Mi Piace.
Migliaia di persone stanno con la Sposa, stanno donando, diffondendo notizie, sostenendo l’operazione perché il film sia prodotto in tempo per iscriverlo al Festival di Venezia.
Antonio, Khaled e Gabriele rischiano il carcere per favoreggiamento della immigrazione clandestina, hanno gli avvocati e, se fosse, sono pronti: “Parliamone, parliamone di negare la possibilità di movimento a persone in fuga dalla guerra”.
Ecco, sì, parliamone.
Noi stiamo con la Sposa. Voi? State anche voi con la Sposa! E donate.
Non vorrete presentarvi a nozze senza neppure un piccolo regalo, vero?

Consuelo Vignarelli

Giornalista

c.vignarelli@cosacome.com

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Jenni Johnston (sabato, 21 gennaio 2017 21:10)


    Hi there! Do you know if they make any plugins to assist with SEO? I'm trying to get my blog to rank for some targeted keywords but I'm not seeing very good gains. If you know of any please share. Kudos!

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 138.4 KB
BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 353.7 KB

 

IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.