LA 181 DIVENTA DISEGNO DI LEGGE

Pubblichiamo il comunicato stampa approvato nella riunione del 4 Giugno u.s. di MenteInPace.

In data 27 marzo 2014 è stato depositato il Disegno di Legge n.2233 dal titolo:

Norme per valorizzare, in continuità con la legge 13 maggio 1978, n. 180, la partecipazione attiva di utenti, familiari, operatori e cittadini nei servizi di salute mentale e per promuovere equità di cure nel territorio nazionale

Tale testo riprende la Proposta di Legge d’iniziativa popolare comunemente chiamata “181”, promossa l’anno scorso dal movimento nazionale “Le Parole Ritrovate”, che mirava a portare a compimento l’attuazione della Legge 180 di Riforma psichiatrica del 1978, nota come Legge Basaglia.

L’Associazione “MenteInPace – Forum per il ben-essere psichico” di Cuneo aderì a suo tempo alla raccolta di firme, nel periodo da Giugno a Novembre 2013, riuscendo a raccoglierne 2097 (2678 in provincia, grazie alla collaborazione con l’AVO - Associazione Volontari Ospedalieri di Mondovì-Ceva e l’Associazione DiAPsi di Savigliano-Fossano-Saluzzo) contribuendo significativamente a collocare il Piemonte come quinta regione, dietro a Lombardia, Veneto, Trentino e Lazio, con un totale di 3255 firme.

 

In sintesi il Disegno di Legge in questione vuole uniformare l’assistenza psichiatrica sul territorio a livello nazionale migliorandone gli standard, riconoscendo un ruolo attivo nelle strutture psichiatriche agli UFE (utenti e familiari esperti), prevedendo organi d’indirizzo e monitoraggio a livello nazionale e regionale per le politiche sulla salute mentale (le Consulte) in cui sono previsti  rappresentanti di utenti e familiari,  operatori e associazioni o enti interessati.

Il tutto in un’ottica di fiducia e speranza per quanto riguarda la guarigione dalla malattia mentale o perlomeno per una efficace presa in carico a livello territoriale, sia per quanto riguarda l’urgenza che per la riabilitazione psico-sociale.

Primo firmatario è CASATI Ezio Primo (Partito Democratico); gli altri firmatari, fra cui VARGIU Pierpaolo (Scelta Civica per l’Italia) Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sono: MOLEA Bruno (Scelta Civica per l’Italia),GRASSI Gero (Partito Democratico),CAPONE Salvatore (Partito Democratico), CAPUA Ilaria (Scelta Civica per l’Italia),CATANIA Mario (Scelta Civica per l’Italia),D'INCECCO Vittoria (Partito Democratico),IORI Vanna (Partito Democratico),MAZZIOTTI DI CELSO Andrea (Scelta Civica per l’Italia),MIOTTO Anna Margherita (Partito Democratico), OLIARO Roberta (Scelta Civica per l’Italia), ROMANO Andrea (Scelta Civica per l’Italia),  TINAGLI Irene (Scelta Civica per l’Italia),VITELLI Paolo (Scelta Civica per l’Italia).

Il 18 Giugno, presso Montecitorio a Roma, sarà presentato, in una conferenza stampa, il testo definitivo con una delegazione rappresentativa delle varie realtà a livello nazionale del Movimento “Le Parole Ritrovate” di cui è referente ed anima il dr. Renzo De Stefani, Direttore dei Servizi Psichiatrici di Trento.

 

Link: http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44212.htm

http://www.camera.it/leg17/126?leg=17&idDocumento=2233

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.