UN QUADRO MAGICO

Un giorno stavo passeggiando e ho visto un cielo così azzurro ma così azzurro che sembrava una cartolina, non so neanche perché (ormai siamo tutti organizzati di macchina fotografica essendo presente su tutti i cellulari) ho girato gli occhi in su e ho cominciato a fare foto al sole, ed ecco qua il risultato:

Davvero incredibile, questo effetto ottico rende questa foto “magica”!!!!!

Quindi per questa fantastica foto un quadro di “klimt” mi pare perfetto, per l’accostamento di colori e non solo … sapete già che agisco di impulso e a dire il vero mi capita di trovare più di un quadro di questo pittore he mi affascina anche se non lo lascio mai integro, ma gioco con le sue figure.

Dunque…dunque… lo prendo imprestito, e comincio a lavorarci su, è una cosa quasi inspiegabile quando mi innamoro di un immagine non posso fare a meno di trasportarla su legno … e poi questo sarà un quadro “magico”. Forse mi piace particolarmente “Klimt” perché le persone che lui rappresenta, non sono ben definite, non sono né grasse, né magre. Quando guardo ci vedo una gran confusione di persone, colori, immagini, mi ricorda molto la mia confusione mentale e soprattutto sembra che lui non abbia nessuna intenzione di mettere ordine.

Certo, se questo lo legge un critico d’arte si spaventa!!! Se lo legge una persona “malata di disturbi alimentari – di depressione” invece, secondo me mi dà ragione, perché noi, o almeno io sono una eterna confusa, che non sa quale è il suo posto. E’ come se dovessi trovare un identità che vada bene per gli altri, io mi sento perennemente in colpa e così vivo pensando cosa vorrebbero gli altri da me, ma non mi chiedo mai … ma io cosa voglio, o meglio quando la smetterò di scappare e affronterò la realtà?

In questi quadri, non ‘è bisogno di avere un abbigliamento particolare, puoi essere grasso o magro e nessuno se ne accorge, puoi essere felice o depresso, ma questi visi non lasciano trapelare nulla.

Un'altra cosa che mi piace che gioca con colori molto vivaci e a me questi piacciono, non è proprio normale per una persona depressa amare i colori vivaci ma io per il viola e l’arancio impazzisco … e chi mi conosce bene lo sa’!

Devo dire che se uno di voi ha voglia di dare un’occhiata alle mie rappresentazioni vedrà che io spazio dal grigio al rosso, arancio, verde … non uso sempre gli stessi colori è soprattutto per me è  importante che leghino bene tra di loro e con il tema che voglio esprimere. Questo spiega come io tenga all’apparenza, ma ho due unità di misura, una per gli altri e una per me stessa.

I miei quadri normalmente sono più intensi, oserei dire, ma vi assicuro che anche questo ha la sua importanza interiore. Innanzitutto quando ho scattato la foto stavo passeggiando da sola in una regione che non era la mia, in quanto stavo cercando di sicuro non la soluzione ai miei problemi, ma una chiamiamola “mano” per superare un periodo di quelli “voglio scappare dal mondo”

Non vi succede mai di dire basta, mollo tutto ma proprio tutto e sparisco, magari tra quelle figure contorte di quei quadri? A me purtroppo succede sovente e ultimamente sempre di più… E QUESTO FA’ PAURA.

Torniamo alla foto, non ne scatto solo una e a dire il vero non le guardo neanche subito, per me era solo un passatempo. Quando poi riprendo in mano il cellulare mi viene in mente, e per pura curiosità cosa si può vedere di una foto scattato al sole. Ohhhhhhhhh!!!!!! Ma è incredibile in questa foto c’è il sole, gli alberi mha…. Il sole ha i petali, sembra una grossa margherita, e poi sulla pianta sembra un fiore a campanella. Bhe, devo dire che la faccio vedere a tutti, anche con un po’ di orgoglio, è così bella!!!

Allora penso alla magia della natura, quello che normalmente l’occhio umano non può vedere, quello che gli altri non possono vedere, ma se avessero una macchina fotografica magica, scattandoci una foto vedrebbero, sì proprio così: io guardavo il sole (e con fatica) ma non vedevo nulla di più … e così credo che sia anche per la gente che ci vive vicino, ci guarda con fatica ma non ci vede nulla di così strano, anzi meglio fare gli indifferenti così non dobbiamo cercare delle risposte.

Quindi viviamo in un mondo di indifferenti, che preferisce non scattare foto al sole altrimenti potrebbe succedere di vedere qualche cosa di diverso… e le risposte alcune volte fanno male.

Sebj

MenteInPace, Cuneo

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Sono andato in pensione l’1 marzo del 2020. E, invece della tanto agognata libertà del “finalmente faccio quello che voglio quando voglio”, mi sono ritrovato tre mesi di arresti domiciliari!  
Così ho cominciato a buttar giù schizzi di sensazioni, brevi storie che riecheggiassero le esperienze straordinarie che tutti stavamo facendo in quel periodo, da pubblicare sulla mia pagina Facebook, per condividere emozioni e “tenere memoria” di quanto stava avvenendo: una condizione talmente fuori dal normale che, una volta superata l’emergenza, potrebbe essere rimossa e magari in gran parte dimenticata. Ma della quale sarebbe bene non scordare mai quel che ci ha tolto, insieme a ciò che ci ha insegnato. 

L'autore
Alberto Arnaudo, medico, ha diretto il Servizio di Patologia delle Dipendenze (SerD) di Cuneo fino al 2020. In pensione, si dedica ad attività di formazione nel campo delle Addiction, e può coltivare con maggior tranquillità la sua passione per la letteratura. 

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