UNA CASA PER UN PO’

Nel 2014 è stato attivato il progetto Una casa per un po’, i cui locali verranno inaugurata a settembre!

Una casa per un po’ è un progetto innovativo nel panorama della psichiatria, in particolare di quella vercellese. Secondo il principio del fare assieme siamo fermamente convinti che la cura del disagio psichico non possa essere considerato un mero atto tecnico ma debba essere prima di tutto affrontata a livello della comunità.

A chi è rivolto il progetto?

Una casa per un po’… di gente che potrà avvicinarsi al mondo della sofferenza mentale, informarsi sull’argomento per interesse o curiosità, ricevere ascolto o suggerimenti per se stesso o per un proprio familiare, senza doversi recare in una struttura sanitaria ancora troppo spesso vista con un alone negativo, fonte di pregiudizi, etichette e vergogna. La casa diventerà un luogo ben accessibile e dall’immagine positiva che sarà utilizzato per momenti pubblici di informazione e socializzazione: saranno organizzate serate di riflessione, dibattiti, proiezioni di film a tema e momenti di convivialità.

Una casa per un po’… di ore, quando ci si sente soli, si potrà trovare uno spazio comunedove incontrarsi per passare parte della propria giornata insieme agli abitanti, i volontari dell’Associazione e agli altri amici: usufruire della cucina, della televisione, della biblioteca, dei giochi da tavolo, del punto internet e di tutto quello che sarà messo a disposizione dall’Associazione.

Una casa per un po’… di giorni, come spazio di “pronta accoglienza” per periodi di tempo che vanno dal weekend a massimo 3 mesi, rivolto a persone che a causa del loro disagio psichico necessitino di un momento di serenità, sicurezza e allontanamento da un contesto sociale fonte di stress. Una zona della casa potrà essere utilizzata in alternativa ai ricoveri nelle strutture sanitarie, quando non strettamente necessario, riducendo in questo modo i sentimenti di inadeguatezza e vergogna che il ricorso a queste può generare nei pazienti.

Una casa per un po’… di mesi, rivolta a coloro che, con storia di disagio psichico in fase avanzata del percorso riabilitativo, vogliano sperimentarsi in un percorso di autonomia abitativa partecipata. Alcune persone vivranno per un periodo di tempo medio-lungo offrendo la loro disponibilità a prendersi cura della casa, supportati dai volontari dell’Associazione. Il loro percorso si interromperà quando si sentiranno finalmente pronti per lasciare l’appartamento e passare ad una soluzione abitativa completamente autonoma.

Il progetto è realizzato con il contributo del Fondo Speciale per il Volontariato in Piemonte  Centro di Servizio di Vercelli e vede la collaborazione del Comune d Vercelli, del Dipartimento delle Dipendenze, Salute Mentale e Psicologia dell’ASL VCe delle associazioni La Voce, Chesterton onlus, Amici della Via Francigena PGS Decathlon.

 

DiAPsi Vercelli

 

Fonte: www.diapsivercelli.it

 

link: http://www.diapsivercelli.it/casa

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Commenti: 3
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Gustavo Pietropolli Charmet

L'insostenibile bisogno di ammirazione

 

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In pochi anni e con un'accelerazione imprevedibile è successa una catastrofe: sono spariti il Patriarcato e il suo rappresentante più noto, il Padre. Il loro posto è stato occupato dal Sé, è lui che comanda e sancisce il giusto dall'ingiusto. L'individuo, insensibile alle regole e alle leggi e in assenza di grandi narrazioni condivise, pretende di realizzarsi e di ottenere con facilità ricchezza, benessere e potere sociale. Se nelle società del passato l'urgenza era quella di adeguarsi alle regole e alla legge del Padre, oggi il desiderio più profondo dei ragazzi - ma sempre di più anche degli adulti - è quello di suscitare ammirazione. E se non c'è l'ammirazione, c'è la vergogna: risulta intollerabile l'idea di essere considerati brutti, insignificanti, privi di fascino. Alla caduta dell'etica condivisa ha corrisposto l'enfasi sull'estetica, sul potere della seduzione, sull'esibizione spudorata di doti spesso inesistenti. Ecco perché oggi la paura di essere inadeguati, di non essere all'altezza delle aspettative, di non essere desiderabili, è divenuta la causa più diffusa di sofferenza mentale.

 

L'Autore

 

Gustavo Pietropolli Charmet è uno dei più importanti psichiatri e psicoterapeuti italiani. È stato primario in diversi ospedali psichiatrici e docente di Psicologia Dinamica all’Università Statale di Milano e all’Università di Milano Bicocca. Nel 1985, con l’appoggio di Franco Fornari e con altri soci, ha fondato l’Istituto Minotauro di cui è stato presidente fino al 2011 e di cui è tuttora socio. Attualmente, presso il Minotauro, è docente della Scuola di Psicoterapia dell’Adolescenza ARPAD ed è il Direttore Scientifico del Consultorio per Adolescenti. A Milano è Presidente del C.A.F. Onlus - Centro Aiuto alla Famiglia in Crisi e al Bambino Maltrattato - e Direttore clinico del Progetto TEEN Comunità Residenziale e Centro Diurno. È Direttore Scientifico della collana “Parenting” della BUR – Rizzoli e della collana “Adolescenza, educazione, affetti” dell’Editore Franco Angeli; ha diretto la collana “Biblioteca dei genitori” del Corriere della Sera. È autore di numerosi saggi sull’adolescenza e dal 2014 è Direttore Scientifico del Festival della Mente di Sarzana.