"BASTAAAAAAA"

Eccoci qua, ancora una volta per raccontare i miei vissuti durante la preparazione di questo mio quadro.

Vi ricordate del buon vecchio libro Cuore??? Chissà se la nuova generazione avrà mai questa gioia di leggerlo.

Intanto se osservate sulla sinistra, ci sono dei ritagli che ricordano proprio quei tempi, forse avevo anche io una maestra così in prima elementare.

Partiamo col dire che anche questo quadro può avere due visioni.

Il diritto di tutti, e dico tutti, i bambini di andare a scuola. Che bello poi il ritorno a casa, quando non esistevano i computer, i telefonini! Noi tutti, e parlo della mia generazione, siamo andati a scuola benissimo senza entrambe le cose; diciamolo pure i tempi sono cambiati ma, in meglio o in peggio? ... lasciamo perdere non mettiamoci a fare i moralisti.

Come dicevo la scuola è un diritto di ogni bambino, maschio o femmina, ricco o povero, bianco o nero.Eppure basta soffermarsi un attimo e pensare ... quanti bambini non vanno a scuola e i media mica c'è lo raccontano nei telegiornali. Fa più notizia la ragazzina tredicenne con il cellulare (gran brutta storia anche questa) ripetuta per giorni e giorni, all'infinito, arricchendo il tutto di particolari, veri o falsi per dare modo di emulare.Scusate la parentesi, polemica.

In basso a sinistra c'è un talebano, simbolo estremo del proibizionismo, e nel centro questo piccolino che si tappa le orecchie: a cosa starà cercando di sfuggire? Al rumore della guerra? Diciamo pure alla paura, oppure alle grida di un qualsiasi soldato dalla parte dei buoni, o dei cattivi? Piccolo, potessi stringerti e farti sentire il rumore del "SILENZIO"e poi mandarti a scuola e sentire la voce di una tenera maestra che ti insegna a leggere e scrivere!Passiamo al significato più profondo, forse quello che vedo solo io. L'immagine suprema della maestra, ho già detto  delle vecchie maestre, ma forse solo nel mio immaginario esistevano. Quando andavo a scuola io si vestivano così?

E neanche noi, potevamo mica assomigliare a quei bimbi? Qui entrano secondo me i sogni? I sogni si fanno da bambine, dove le donne indossano abiti lunghi e odorosi, tutte perfettamente magre, le bimbe con il fiocchetto in testa, anche loro vestite magnificamente ... e magre!!!

Insomma io mi chiedo: se non vediamo un quadro di "Botero" non esistono persone grasse? Anche in un quadro popolare  sono tutte perfette, in linea con quelli che sono i canoni della bellezza, magre, possibilmente bionde ...

In basso come dicevo prima, il proibizionismo assoluto, i talebani, dove la donna non viene neanche considerata, quasi sempre subisce violenze fisiche e mentali.  A dire il vero alcuni popoli preferiscono la donna un po' più in carne, ma anche lì tutti i canoni sono da rispettare.

Le donne non hanno diritti, se non quello di crescere dei figli maschi; che tristezza!!!!!

....... E quel bimbo????? Oserei dire che sono io, che grido bastaaaaaaa!!!!!!!!! non voglio più sentire, niente e nessuno "LASCIATEMI STARE" nel mio silenzio.

 

Sebj

MenteInPace, Cuneo

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LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

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