IL PROGETTO COFFEE BAG

Riceviamo alla nostra casella di posta menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

 

 

 

Il progetto Coffee Bag nasce come laboratorio artigianale all’interno delle attività svolte da DIAPSIVercelli

 

 L’idea di creare un laboratorio è stata la naturale evoluzione di un percorso che intende inserire o reintegrare nel mondo del lavoro le persone che vivono o hanno vissuto un disagio psichico (molte attività sono fatte anche per i familiari ma questa è proprio rivolta a chi vive direttamente la sofferenza).

Sì perché, il nostro obiettivo è soprattutto quello di recuperare, e lo vogliamo fare in diversi

ambiti:

1 – recuperare chiunque abbia perso, anche momentaneamente, il suo benessere psichico, perriuscire ad offrirgli un nuovo inizio.

 

2 – recuperare a livello ecologico, perché dovendo realizzare un laboratorio artigianale ci siamo concentrati sulla creazione di borse e accessori, realizzati con le buste del caffè che normalmente diventerebbero rifiuto indifferenziato.

 

3 – recuperare ed instaurare nuove relazioni tra la cittadinanza e l’associazione: questo è il punto in cui TI vorremmo vedere partecipe delle nostre attività e sostenitore del nostro progetto: ogni TUO piccolo gesto servirà a infondere fiducia ad una persona, sarà un grandissimo risultato, e anche TU potrai dire di esserne stato PROTAGONISTA!

 

Per maggiori info visita: www.coffeebag.it

 

DiAPsi Vercelli

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Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

TOTALE VISITATORI

28360

TOTALE VISITE

43275

Dati aggiornati

al 17-2-2019

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DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2018
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE.pdf
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GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

 

Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).