IL PROGETTO COFFEE BAG

Riceviamo alla nostra casella di posta menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

 

 

 

Il progetto Coffee Bag nasce come laboratorio artigianale all’interno delle attività svolte da DIAPSIVercelli

 

 L’idea di creare un laboratorio è stata la naturale evoluzione di un percorso che intende inserire o reintegrare nel mondo del lavoro le persone che vivono o hanno vissuto un disagio psichico (molte attività sono fatte anche per i familiari ma questa è proprio rivolta a chi vive direttamente la sofferenza).

Sì perché, il nostro obiettivo è soprattutto quello di recuperare, e lo vogliamo fare in diversi

ambiti:

1 – recuperare chiunque abbia perso, anche momentaneamente, il suo benessere psichico, perriuscire ad offrirgli un nuovo inizio.

 

2 – recuperare a livello ecologico, perché dovendo realizzare un laboratorio artigianale ci siamo concentrati sulla creazione di borse e accessori, realizzati con le buste del caffè che normalmente diventerebbero rifiuto indifferenziato.

 

3 – recuperare ed instaurare nuove relazioni tra la cittadinanza e l’associazione: questo è il punto in cui TI vorremmo vedere partecipe delle nostre attività e sostenitore del nostro progetto: ogni TUO piccolo gesto servirà a infondere fiducia ad una persona, sarà un grandissimo risultato, e anche TU potrai dire di esserne stato PROTAGONISTA!

 

Per maggiori info visita: www.coffeebag.it

 

DiAPsi Vercelli

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre».

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Quali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali le tecniche per annientare la personalità di un individuo? Quali rapporti si creano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la "zona grigia" della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibile capire dall'interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibile ribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di un'esperienza estrema? Le risposte dell'autore di Se questo è un uomo nel suo ultimo e per certi versi piú importante libro sui Lager nazisti. Un saggio imprescindibile per capire il Novecento e ricostruire un'antropologia dell'uomo contemporaneo.