LENZUOLA DI SETA BIANCHE CON LE ALI D'ORO

La storia di Alberto non è diversa da quella della gran parte degli adolescenti. Possiamo dire un po' più intrigante. 
E' cresciuto nella bolla d'aria dei suoi genitori: amore, sobrietà, serenità, serietà. 

Già quando incomincia le scuole dimostra parsimonia. Ma già in quella giovane età era portato ad approfondire la storia e la scienza. 
Oggi ha superato con buonissimi voti la seconda liceo Scientifico. Non fraintendetemi; Alberto non è un "secchione". Ha solo la capacità, quando studia, di concentrarsi e memorizzare tutto facilmente.

Veste come tutti gli adolescenti: jeans larghi che scendono in vita, fino ad infilarsi in enormi, alte, colorate scarpe da ginnastica. Magliette o giubbotti super colorati. Oggi che ha sedici anni non ama ancora parlare del suo privato. Neanche di un suo piccolo amore nascosto. 

Parlavamo della sua passione per la scienza e la storia. Ora alla sua età, con l'arrivo dei computer, è molto più facile soddisfare le sue ricerche. Le immagini che ha sempre solo visto sui libri, ora le vede in modo professionale. Spesso, alla sera, stupisce suo padre. "Sai papà' quanti chilometri ci sono fra la Terra e Saturno?". Oppure:" sai quanto dura il giro di Plutone intorno al sole?”. E così via. Il padre lo ascolta orgoglioso. 
La sua nonna, per il suo compleanno, gli regala una cosa emozionante: un periscopio professionale. Alberto abita in collina e la sua camera da letto è il luogo ideale per scrutare il cielo. Così tutte le sere assapora l'emozione di guardare le stelle. Con l'aiuto del computer incomincia a chiamarle per nome. Più volte la mamma l’ha scoperto, a tarda sera, ancora sveglio, intrigato nella sua passione. 

Una notte si sveglia di sobbalzo. Guarda la finestra e vede provenire dal cielo una moltitudine di lampi multicolori. Si avvicina, non si udiva nessun tuono e non pioveva. Prende il suo periscopio e con grande sorpresa vede una moltitudine di corpi che si accendono e si spengono. Emanano tutti i colori dell'arcobaleno. Le loro ali sono fatte da lenzuola di seta bianche con le ali d'oro. Volano, volteggiano, si incrociano, sino a compiere un grande balzo e scomparire nell'universo. 
Con grande emozione, Alberto si infila nel letto. Il giorno dopo va a scuola agitato. Tra sé e sé dice “e' stato un sogno”. 
Alla sera decide, dopo cena, di andare subito a letto. 
Ma nel bel mezzo della notte si sveglia. Guarda la finestra ed eccole nuovamente le solite luci colorate che compongono un paesaggio irreale. Questa volta, un po' spaventato, si mette sotto le coperte. 

Il giorno dopo chiede a sua madre se può' invitare il fido amico Luciano per passare il fine settimana insieme. Per la mamma nessun problema. 
Il sabato pomeriggio si divertono un mondo. Giocano a basket, fanno una lunga passeggiata nei boschi con il cane Ketti. 
Dopo la merenda guardano un film di fantascienza. Quando ci si diverte il tempo vola. È  già  ora di cena. 

Stanchi della giornata salgono in camera. Parlano del più e del meno mentre si addormentano. Nel bel mezzo della notte Alberto si sveglia e guardando la finestra vede il solito spettacolo. Col periscopio appaiono i soliti esseri luminescenti. 
Alberto sveglia subito l’amico.

"Luciano, presto vieni alla finestra!!"

Lui assonnato si alza e chiede "Cosa c'è?".

"Guarda, guarda che meraviglia!".  

Luciano guarda nel periscopio e dice:" Io non vedo nulla. Se non sapessi che sei astemio,  direi che hai le allucinazioni" poi si butta a letto e continua a dormire. 

Non ti preoccupare Alberto. Tu non hai le allucinazioni, né altra malattia. Anzi, al contrario sei fortunato ad avere mantenuto una cosa che, sia tra gli adulti che tra i giovani, sta scomparendo: LA  FANTASIA.

 

Massimo Fornasini, MenteInPace Cuneo

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Commenti: 1
  • #1

    oreste (domenica, 20 luglio 2014 20:50)

    È un bellissimo elogio della fantasia tramite uno scritto creativo. La fantasia è frutto della creatività o viceversa?

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

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Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).