ODE ALL'OSTU

Ci siamo stati alla Osteria del Sorriso in frazione Morra di Villar San Costanzo e ne abbiamo avuto un’ottima impressione. Per questo propongo questo articolo di Paola Gula tratto dalla rubrica “Peccati di…Gula” su Targatocn.it.

 

Gianfranco Conforti, MenteInPace Cuneo

 

A Villar San Costanzo l'Osteria del Sorriso serve in tavola profumi e sapori che non dobbiamo dimenticare.

 

Se è la prima impressione quella che conta, appena entrati all’Osteria del Sorriso di Villar San Costanzo non vorrete più uscire.

Profumo di “ostu” . L’avete mai sentito?

Per chi non fosse così fortunato provo a descriverlo: si tratta di una sensazione fatta di casa, composta dall’abbraccio del calore delle pentole che bollono sul fuoco, aggiunto allo sfrigolio del soffritto prima che diventi ragù con un pizzico di sentore di buon vino rosso, il tutto condito con erbe aromatiche raccolte nell’orto e un po’ di aglio.

Il nome è più che azzeccato: siete accolti dal sorriso contagioso di Cristina Raffetto, dottoressa in scienze naturali e guida naturalistica che, con i genitori, nei mesi scorsi ha rilevato questo localino. Arriva subito una terrina piena si peperoni al forno. Buoni come solo quelli di mia mamma …. E non vi dico le “anciue al vert”. Straordinarie!

Pane del forno a legna, peperoni, acciughe e la superba Barbera d’Asti di Pico Macario. Si può andare avanti per ore senza smettere. E così avrei fatto, se non fosse arrivata sul tavolo un’altra sorpresa. I tajarin al ragù decisamente gustosi, ma i ravioli ris e coj sono i migliori che io abbia mai assaggiato. Più tardi mi hanno spiegato che il cavolo arriva da un agricoltore che coltiva gli ortaggi secondo le regole della bio dinamica. Sarà quello? Non saprei. Certo ancora una volta dimostriamo che la cura nella scelta delle materie prime è fondamentale.

Ci sono tanti piccoli locali che vogliono fare l’osteria, ma senza riuscirci. Manca lo spirito giusto. Dopo i primi successi iniziano a darsi arie da ristorante stellato: cambiano i piatti, le posate, lo stile di servizio, le ricette. Soprattutto dimenticano l’essenza del  loro mestiere: la semplicità. È un mestiere che bisogna saper fare e a fine serata davanti a un delizioso semi freddo allo zabajone ho scoperto l’arcano. Il padre di Cristina ha in se’ i geni dell’oste. La sua famiglia ha gestito per anni la Barra di Ferro di Caraglio e, anche se oggi la sua professione è diversa, si percepiscono i suoi talenti mentre si aggira tra i tavoli. Simpatico e ciarliero. La mamma, la signora Janine porta un tocco di Provenza e grazia nel loro piccolo mondo.

Forse non sarei mai entrata se non me lo avesse consigliato un amico che l’oste lo ha fatto a lungo e rimane ancora il migliore, anche se ha lasciato il suo ristorante da qualche anno. Lui sì che sa riconoscere i propri simili e i suoi consigli sono preziosi. Sempre. Grazie Felice Bruno!

 

Paola Gula

 

Fonte: www.targatocn.it

Link: http://www.targatocn.it/2012/10/13/sommario/monregalese/leggi-notizia/argomenti/peccati-di-gula/articolo/ode-allostu.html

 

Contatti:
Osteria del Sorriso di Raffetto Cristina
Piazza Armando Diaz 3
12020 Villar San Costanzo - Frazione Morra Cuneo
Telefono: +39 0171 90 22 19
Cellulare: +39 346 84 26154

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.