IL CONTRATTO PSICOLOGICO NELLE RELAZIONI DI LAVORO

Sulla base di vittimizzazione, si trova un contratto poco chiaro
            Prima di essere una posizione sociale e anche
sociologica,la vittimizzazione è una posizione psicologica che deve essere capita.Nel triangolo drammatico di analisi transazionale, la vittima si sente impotente, (o realmente, o siimmagina), aspetta un salvatore e (possibilmente) urla „come dalla bocca di serpente”, indicando: "Aggressore! Aggressore! Mi opprima!". Quando sei una vittima, dai ad un altro il diritto di intervenire per te. Questo tipo di comportamento è quello che cede l'indipendenza, responsabilità e, ad un livello più alto, la sovranità. Questa può essere una realtà o può essere solo una percezione. Vi darò un esempio.

Supponiamo che X accusa Y di qualcosa che Y ha fatto a X. Se c'è un dialogo tra la presunta vittima e il presunto aggressore, è possibile che le cose non degenerino. Ma in tutta questa posizione dobbiamo sottolineare un punto fondamentale: alla base di qualsiasi triangolo drammatico si trova un contratto poco chiaro .

  Un contratto chiaro è formulato nel seguente senso: "Se fai A, allora io ho diritto di fare B" e spesso nel negoziare in una tale situazione non ci si attiene letteralmente alle condizioni e si batte il pugno sul tavolo per il riconoscimento dei propri diritti. Questo concede la presunzione di innocenza, la tolleranza (compresi gli errori) e la comprensione.

  Così abbiamo tre termini chiave: quello legale (innocenza), uno politico (tolleranza) e uno psicologico (comprensione). Tutti trasmettono un'idea amichevole: "se abbiamo punti di vista diversi, vediamo come possiamo risolvere questo pacificamente", non l'idea, "se abbiamo punti di vista diversi, vediamo chi ha ragione." Non è rilevante chi ha ragione. È importante chi dovrebbe retribuire, tramite paga, lavoro, o altra "regolazione ufficiale dei conti."

Beh, insieme al legale e commerciale, aggiungiamo il piano psicologico e politico le cose sembrano complicarsi, ma la loro completa essenza è data dalle dinamiche di vittima-aggressore-salvatore. E la metamorfosi da una posizione ad un'altra può avvenire abbastanza rapidamente.
            Tutte le cause legali e contenziosi in realtà partono da un triangolo vittima-aggressore-salvatore. E solo perché al cittadino non è consentito fare giustizia da sé, lui utilizza un sistema che apparentemente può portare giustizia. Per evitare un'escalation occorre avere, in ogni rapporto (sia esso personale, professionale, commerciale o giuridico), il contratto chiaramente indicato: "Se fai A, allora io ho diritto di fare B". Molte relazioni sentimentali (azzarderei, anche la maggior parte) sono rotte a causa di un accordo poco chiaro. Molti processi tra datore di lavoro e dipendente vengono causati della rottura del contratto poco chiaro, cioè insufficientemente formulato.

 

Il contratto psicologico nelle risorse umane

Il Codice Rumeno del Lavoro del 2011, così osteggiato al momento della promulgazione, ha introdotto nei rapporti tra il datore di lavoro-dipendente la nozione di "indicatori chiave di performance (key performance indicators, KPI), che devono essere precisati nei rapporti contrattuali che contano di più ... indovinate dove! A licenziamento, che "se tu dipendente fai questo, allora dai al datore di lavoro il diritto di licenziarti." La maggior parte dei processi avviati dai dipendenti rumeni in Romania al confronto legale con il datore di lavoro sono vinti dai dipendenti perche il licenziamento non è stato fatto nelle regole del contratto di lavoro. Qualsiasi regolamento, qualsiasi legge, sono un contratto che possono essere ridotti alla formula: "Se fai A, allora io ho diritto di fare B".

La Romania è una società dove i contratti non sono rispettati. E questo è solo in parte legato al fatto che di solito sono di scarsa qualità. Come diceva anche un importante insegnante di analisi transazionale in Romania, John Parr: "In Romania, le leggi sono formulate come una benda su un pezzo su un altro pezzo." E perché nessuno non rispetta i contratti, un sacco di persone si sentono minacciati. Questo significa che è facile essere ricattati, manipolati e diventare facilmente vittima di bullismo.

Nel desiderio di "equilibrare" le cose, nell’ottica più o meno comunista, quasi tutti arrivano a rubare direttamente o indirettamente da ciascuno: il datore di lavoro indirettamente ruba al dipendente perche lo tiene oltre l’orario senza paga, il dipendente ruba direttamente o indirettamente al datore di lavoro carta, penne e telefonate per uso personale, il datore di lavoro ruba da solo o in collaborazione con il personale allo Stato per evitare le tasse e lo Stato indirettamente ruba a tutti con la tassazione eccessiva e con la corruzione.

Nell'accordo scritto, tutti comprendiamo di essere corretti con gli altri. Nell'accordo psicologico molti intendono, come socialmente accettabile, rubare gli uni agli altri.

Alcuni tentativi per sensibilizzare i dipendenti e i datori di lavoro sono illusori perché in realtà, c'è un chiaro contratto psicologico tra la maggior parte dei romeni, che dice: «Se rubi, allora anch'io ho il diritto di rubare". Le uniche divergenze nascono quando le parti non sono d'accordo su quanto rubare ciascuno. Pertanto, ciò che è scritto non importa tanto, e il contratto scritto perde legittimità, lasciando spazio per le grandi compagnie multinazionali che scrivono i contratti su molte pagine con caratteri minuscoli, nel migliore dei casi.


            La negoziazione dei contratti

Per caso, sei abituato a firmare contratti senza leggerli? Le grandi aziende multinazionali non negoziano i contratti che fanno con i piccoli utenti, consumatori o clienti, facendo la stessa cosa con i dipendenti che non hanno il coraggio di negoziare non conoscendo i propri diritti. Purtroppo, molti non credono che sarebbe molto importante, adottando una posizione fatalista. Così, moralità, integrità, etica, sono venduti in un pacchetto con ore di lavoro per un contratto incerto, che molti non osano sfidare.

La soluzione è quella di stabilire con chiarezza ciò che si vuole e si dà in ogni rapporto contrattuale in cui ci si impegna, e negoziare per ottenere la miglior offerta di posti di lavoro, prodotti e servizi.



           
Ştefan Alexandrescu,

Consulente nella strategie di comunicazione e risorse umane

 

Volontario MenteInPace, Cuneo

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Commenti: 1
  • #1

    Gianfranco Conforti (venerdì, 24 ottobre 2014 15:32)

    bravo

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.