LE VALLI CUNEESI A PICCOLI PASSI

Itinerari, escursioni, scalate e passeggiate

per piccoli piedi

 

 

 

Riceviamo alla nostra casella di posta elettronica menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

Che fatica.

La salita è ripida, il fiato arranca e i muscoli delle gambe si contraggono ad ogni passo.

Mamma, dove dobbiamo arrivare? Dietro l’angolo: la meta è sempre dietro l’angolo eppure sembra sempre lontana, irraggiungibile.

Così è la vita, no?

Ma quand’è che arriviamo? Dai su, manca poco, finita questa salita e ci siamo. Ma poi finita questa salita improvvisamente, c’è un altro costone da risalire. E allora bisogna raccontare la storia dei folletti del bosco, fermarsi a guardare uno sciame di farfalle lilla che volano radenti su una pozzanghera, ricominciare a giocare con le parole…tutte le parole che iniziano per…

Per poi, di nuovo, ricominciare a salire, andando a cercare sui massi o sulla roccia la tacca bianca e rossa successiva. Una tacca dopo l’altra così, come brevi tappe, si prosegue il cammino e si conquistano pezzi di sentiero. Bisogna aver pazienza: senza fatica si ottiene ben poco. Dai, coraggio, un passo e dopo l’altro e vedrai che ce la fai. E vedrai, bimbo mio, come sarai felice quando sarai lassù sulla cima e potrai ammirare il panorama dall’alto e vedrai ai tuoi piedi la strada percorsa e ti sentirai leggero come su una nuvola e potente, come chi ha vinto una partita (con se’ stesso).

Dai, che tutto passa, panta rei, e quando sarai al lago e immergerai le gambe fino al ginocchio nell’acqua gelata, dimenticherai in una battibaleno la fatica, il male ai piedi, il cuore che batte a mille stretto dalla morsa dell’affanno.

E vedrai che quando avrai raggiunto il colle sarai lì sospeso tra due valli o tra due paesi con addosso la libertà di chi può scegliere tra due strade.

Non c’è nulla di più reale e potente che la metafora tra la vita e la montagna. E per questo crescere figli e bambini capaci di guardare verso l’alto è un grande regalo che gli adulti possono fare a chi sarà adulto domani. Ma anche un regalo al loro mondo.

Perché: imparare ad amare la montagna significa aprirsi al bello e costruirsi un’estetica della vita, che, infine, è anche un’etica.

Certo, lo sforzo è immane per i piccoli piedi e le piccole gambe che devono scalare l’enorme montagna ma è una fatica immensa anche per le mamme e i papà che devono metter da parte la propria voglia di andare al passo per tenere il passo dei propri figli.

Portare i figli in montagna richiede tanta pazienza, una grande capacità di comprensione, di rallentare e di attendere; significa ritornare bambini e ricordarsi quanto ci apparisse immensa la montagna di fronte a noi: un gigante che ci riempiva di paura ma che ci veniva chiesto di affrontare.

Crescere piccoli alpinisti richiede anche tanta fantasia, perché bisogna ogni volta inventarsi dei perché di fronte a quel gigante.

L’idea della guida Le valli cuneesi a piccoli passi (+eventi edizioni 2013) è quella di porsi come una piccola risposta a questi perché.

Una guida per giovani alpinisti alle prime armi, accompagnati da genitori consapevoli di cosa significhi portare i figli in montagna: tanta pazienza, grande capacità di comprensione e una grande

dote di fantasia per far rapportare i piccoli alla maestosità e al mistero della montagna.

Ma la nuova guida “Le valli cuneesi a piccoli passi” è , si potrebbe dire, “rivoluzionaria” fondamentalmente per due motivi.

Innanzi tutto perché, forse per la prima volta nella storia dell'editoria di montagna, l'opera è rivolta direttamente al protagonista dell’azione educativa: il giovane, coinvolgendolo in prima persona e proponendogli una raccolta sistematica di itinerari con schede e approfondimenti davvero accattivanti, che gli consentono di vivere la montagna in tutti i suoi aspetti da vero protagonista.

In secondo luogo perché è stato scritta attingendo direttamente dal vasto patrimonio di “esperienze

sul campo” di alcuni genitori e dei più attivi accompagnatori di Alpinismo Giovanile delle principali

sezioni CAI della provincia di Cuneo, che davvero con enorme entusiasmo s'impegnano per trasformare ogni gita in esperienza di vita.

La guida invita le famiglie con bambini e ragazzi a scoprire le valli cuneesi. Vengono proposti tre itinerari per ciascuna zona, per un totale di trenta percorsi scelti sulla base dell’interesse naturalistico, paesaggistico o culturale; tra questi è stata inserita un’escursione di due giorni per ciascuna valle, nella consapevolezza che l’esperienza di dormire in quota nei rifugi è assai entusiasmante per i piccoli camminatori.

A fianco degli itinerari, è stata predisposta una sezione a parte con una serie di salite a quindici facili cime, perché raggiungere una vetta permette di conoscere e provare un senso soddisfazione davvero gratificante. Si tratta di scalate di tipo escursionistico e senza passaggi che richiedano competenze di tipo alpinistico.

Completano la guida alcuni approfondimenti, curiosità e proposte di attività il cui scopo è quello di fare in modo che ciascuna gita sia davvero un’occasione di scoperta e crescita, rendendo ancora più ricca l’esperienza del tempo trascorso in montagna.

La guida è stata scritta con il contributo e con la consulenza (alpinistica e pedagogica) delle sezioni

cuneesi dell’Alpinismo Giovanile del Club Alpino Italiano.

 

+eventi edizioni

Sito: www.piueventi.it

Link: http://www.piueventi.it/categoria/categoria-63_libri/?post_type=product

 

LE VALLI CUNEESI A PICCOLI PASSI

45 itinerari per bambini e ragazzi in provincia di Cuneo

a cura di Laura Conforti

Cuneo, 2013; +eventi edizioni

€ 19,50

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il 02-06-2014

 

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Michele Zappella

BAMBINI CON L’ETICHETTA

Dislessici, autistici e iperattivi: cattive diagnosi ed esclusione

Feltrinelli

Una nuova emarginazione, basata su diagnosi erronee di disabilità trasformate in etichette di “diversità” irrecuperabile, è in pieno sviluppo nel nostro paese e coinvolge un numero crescente di bambini e ragazzi. Si riferiscono ad abilità considerate oggi importanti anche in una prospettiva lavorativa, come leggere bene e relazionarsi agli altri adeguatamente. Spesso, infatti, ritardi di lettura vengono confusi con sintomi di dislessia, oppure si certifica l’autismo mentre si è di fronte a difficoltà del linguaggio, depressioni, mutismo selettivo, o persino transitorie timidezze. Come può avvenire tutto ciò? E con quali conseguenze? Cosa ha portato all’esplosione di diagnosi, spesso senza fondamento, negli ultimi anni? Come liberare i bambini da etichette che compromettono l’intera loro esistenza e quella delle loro famiglie? A queste e a molte altre domande risponde Michele Zappella. La ricca casistica e la profonda esperienza clinica e di ricerca dell’autore chiamano in causa la scuola, gli operatori professionali e le politiche di “sostegno” alla diversità. Zappella invita i genitori e gli educatori ad aprire gli occhi e a non cedere al fascino (in)discreto dell’etichetta, e i professionisti a mantenere aggiornata la cultura specialistica, sperimentando nuove modalità di approccio ai bambini che ne stimolino fantasia e creatività. Gli effetti possono essere sorprendenti!

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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