PER CONOSCERE IL LUPO GITA AD ENTRACQUE

 

 

 

Con tempo instabile, che andava e veniva, siamo partiti dal Parco “La Pinetina” di Cuneo nel primo pomeriggio, intorno alle 14,30, con tre macchine disponibili per andare a visitare, diviso in due tronconi, un percorso itinerante che riguarda la storia del lupo in tutte le sue espressioni.

 

All’ingresso abbiamo trovato una signora del Centro Faunistico “Uomini e lupi” di Entracque che ha spiegato le modalità della visita. L’altra signora, che ha girato il documentario, è una grande appassionata di video e animali. Queste due passioni le hanno permesso, nel corso del tempo, di sentir parlare del lupo Ligabue* e quindi ha cercato in tutti i modi di incontrarlo, anche solo per un breve momento. Tutto questo anche grazie all’aiuto personale e telefonico di un suo amico, con il quale ha intrapreso la ricerca.

Vi dirò solo che l’incontro c’è stato, breve e molto intenso, pieno d’emozione. Alcuni particolari e la fine di questo lupo sta a voi scoprirlo perché non potete mancare a questi due appuntamenti, questi due luoghi in cui si divide il Centro Faunistico di Entracque.

Il personale è stato molto gentile con noi e il pomeriggio è passato in modo calmo e lieto. Vista una leggera stanchezza mentale siamo andati a fare un mini relax, molto opportuno, scambiandoci le prime sensazioni.

Dopo di che la maggior parte di noi penso abbia avuto un bel ricordo del posto e delle persone che gli hanno tenuto compagnia.

 

Roberto Pacifico, MenteInPace Cuneo

 

 

*Ligabue è un lupo nato nei dintorni di Modena, ferito in un incidente, curato e rilasciato con un radiocollare e del quale seguirono le tracce per un po’ di tempo. Ligabue arrivò poi nel suo vagabondare su queste montagne, tra il 2004 ed il 2005.

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Gustavo Pietropolli Charmet

L'insostenibile bisogno di ammirazione

 

2018 Collana Tempi Nuovi, Edizioni Laterza

 

In pochi anni e con un'accelerazione imprevedibile è successa una catastrofe: sono spariti il Patriarcato e il suo rappresentante più noto, il Padre. Il loro posto è stato occupato dal Sé, è lui che comanda e sancisce il giusto dall'ingiusto. L'individuo, insensibile alle regole e alle leggi e in assenza di grandi narrazioni condivise, pretende di realizzarsi e di ottenere con facilità ricchezza, benessere e potere sociale. Se nelle società del passato l'urgenza era quella di adeguarsi alle regole e alla legge del Padre, oggi il desiderio più profondo dei ragazzi - ma sempre di più anche degli adulti - è quello di suscitare ammirazione. E se non c'è l'ammirazione, c'è la vergogna: risulta intollerabile l'idea di essere considerati brutti, insignificanti, privi di fascino. Alla caduta dell'etica condivisa ha corrisposto l'enfasi sull'estetica, sul potere della seduzione, sull'esibizione spudorata di doti spesso inesistenti. Ecco perché oggi la paura di essere inadeguati, di non essere all'altezza delle aspettative, di non essere desiderabili, è divenuta la causa più diffusa di sofferenza mentale.

 

L'Autore

 

Gustavo Pietropolli Charmet è uno dei più importanti psichiatri e psicoterapeuti italiani. È stato primario in diversi ospedali psichiatrici e docente di Psicologia Dinamica all’Università Statale di Milano e all’Università di Milano Bicocca. Nel 1985, con l’appoggio di Franco Fornari e con altri soci, ha fondato l’Istituto Minotauro di cui è stato presidente fino al 2011 e di cui è tuttora socio. Attualmente, presso il Minotauro, è docente della Scuola di Psicoterapia dell’Adolescenza ARPAD ed è il Direttore Scientifico del Consultorio per Adolescenti. A Milano è Presidente del C.A.F. Onlus - Centro Aiuto alla Famiglia in Crisi e al Bambino Maltrattato - e Direttore clinico del Progetto TEEN Comunità Residenziale e Centro Diurno. È Direttore Scientifico della collana “Parenting” della BUR – Rizzoli e della collana “Adolescenza, educazione, affetti” dell’Editore Franco Angeli; ha diretto la collana “Biblioteca dei genitori” del Corriere della Sera. È autore di numerosi saggi sull’adolescenza e dal 2014 è Direttore Scientifico del Festival della Mente di Sarzana.