PER CONOSCERE IL LUPO GITA AD ENTRACQUE

 

 

 

Con tempo instabile, che andava e veniva, siamo partiti dal Parco “La Pinetina” di Cuneo nel primo pomeriggio, intorno alle 14,30, con tre macchine disponibili per andare a visitare, diviso in due tronconi, un percorso itinerante che riguarda la storia del lupo in tutte le sue espressioni.

 

All’ingresso abbiamo trovato una signora del Centro Faunistico “Uomini e lupi” di Entracque che ha spiegato le modalità della visita. L’altra signora, che ha girato il documentario, è una grande appassionata di video e animali. Queste due passioni le hanno permesso, nel corso del tempo, di sentir parlare del lupo Ligabue* e quindi ha cercato in tutti i modi di incontrarlo, anche solo per un breve momento. Tutto questo anche grazie all’aiuto personale e telefonico di un suo amico, con il quale ha intrapreso la ricerca.

Vi dirò solo che l’incontro c’è stato, breve e molto intenso, pieno d’emozione. Alcuni particolari e la fine di questo lupo sta a voi scoprirlo perché non potete mancare a questi due appuntamenti, questi due luoghi in cui si divide il Centro Faunistico di Entracque.

Il personale è stato molto gentile con noi e il pomeriggio è passato in modo calmo e lieto. Vista una leggera stanchezza mentale siamo andati a fare un mini relax, molto opportuno, scambiandoci le prime sensazioni.

Dopo di che la maggior parte di noi penso abbia avuto un bel ricordo del posto e delle persone che gli hanno tenuto compagnia.

 

Roberto Pacifico, MenteInPace Cuneo

 

 

*Ligabue è un lupo nato nei dintorni di Modena, ferito in un incidente, curato e rilasciato con un radiocollare e del quale seguirono le tracce per un po’ di tempo. Ligabue arrivò poi nel suo vagabondare su queste montagne, tra il 2004 ed il 2005.

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.