PER CONOSCERE IL LUPO GITA AD ENTRACQUE

 

 

 

Con tempo instabile, che andava e veniva, siamo partiti dal Parco “La Pinetina” di Cuneo nel primo pomeriggio, intorno alle 14,30, con tre macchine disponibili per andare a visitare, diviso in due tronconi, un percorso itinerante che riguarda la storia del lupo in tutte le sue espressioni.

 

All’ingresso abbiamo trovato una signora del Centro Faunistico “Uomini e lupi” di Entracque che ha spiegato le modalità della visita. L’altra signora, che ha girato il documentario, è una grande appassionata di video e animali. Queste due passioni le hanno permesso, nel corso del tempo, di sentir parlare del lupo Ligabue* e quindi ha cercato in tutti i modi di incontrarlo, anche solo per un breve momento. Tutto questo anche grazie all’aiuto personale e telefonico di un suo amico, con il quale ha intrapreso la ricerca.

Vi dirò solo che l’incontro c’è stato, breve e molto intenso, pieno d’emozione. Alcuni particolari e la fine di questo lupo sta a voi scoprirlo perché non potete mancare a questi due appuntamenti, questi due luoghi in cui si divide il Centro Faunistico di Entracque.

Il personale è stato molto gentile con noi e il pomeriggio è passato in modo calmo e lieto. Vista una leggera stanchezza mentale siamo andati a fare un mini relax, molto opportuno, scambiandoci le prime sensazioni.

Dopo di che la maggior parte di noi penso abbia avuto un bel ricordo del posto e delle persone che gli hanno tenuto compagnia.

 

Roberto Pacifico, MenteInPace Cuneo

 

 

*Ligabue è un lupo nato nei dintorni di Modena, ferito in un incidente, curato e rilasciato con un radiocollare e del quale seguirono le tracce per un po’ di tempo. Ligabue arrivò poi nel suo vagabondare su queste montagne, tra il 2004 ed il 2005.

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).