PER CONOSCERE IL LUPO GITA AD ENTRACQUE

 

 

 

Con tempo instabile, che andava e veniva, siamo partiti dal Parco “La Pinetina” di Cuneo nel primo pomeriggio, intorno alle 14,30, con tre macchine disponibili per andare a visitare, diviso in due tronconi, un percorso itinerante che riguarda la storia del lupo in tutte le sue espressioni.

 

All’ingresso abbiamo trovato una signora del Centro Faunistico “Uomini e lupi” di Entracque che ha spiegato le modalità della visita. L’altra signora, che ha girato il documentario, è una grande appassionata di video e animali. Queste due passioni le hanno permesso, nel corso del tempo, di sentir parlare del lupo Ligabue* e quindi ha cercato in tutti i modi di incontrarlo, anche solo per un breve momento. Tutto questo anche grazie all’aiuto personale e telefonico di un suo amico, con il quale ha intrapreso la ricerca.

Vi dirò solo che l’incontro c’è stato, breve e molto intenso, pieno d’emozione. Alcuni particolari e la fine di questo lupo sta a voi scoprirlo perché non potete mancare a questi due appuntamenti, questi due luoghi in cui si divide il Centro Faunistico di Entracque.

Il personale è stato molto gentile con noi e il pomeriggio è passato in modo calmo e lieto. Vista una leggera stanchezza mentale siamo andati a fare un mini relax, molto opportuno, scambiandoci le prime sensazioni.

Dopo di che la maggior parte di noi penso abbia avuto un bel ricordo del posto e delle persone che gli hanno tenuto compagnia.

 

Roberto Pacifico, MenteInPace Cuneo

 

 

*Ligabue è un lupo nato nei dintorni di Modena, ferito in un incidente, curato e rilasciato con un radiocollare e del quale seguirono le tracce per un po’ di tempo. Ligabue arrivò poi nel suo vagabondare su queste montagne, tra il 2004 ed il 2005.

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A soffrire si impara, e l'infelicità è un'arte che si apprende fin da piccole, grazie all'insegnamento di chi ci ha precedute. Antenate, nonne, zie, prozie si snodano in una processione che arriva da lontano, ognuna con il proprio fardello, fino a chi ci è più vicino: la madre. Una madre svalutante e glaciale nel caso di Serena, protagonista di questa storia. Costretta ad allontanarsene nel tentativo di salvarsi, Serena interrompe i rapporti con lei, recidendo i legami con il passato, gli amici, il paese dell'infanzia pieno di ricordi. Fino a quando la madre terribile muore, e la figlia dopo una lunga assenza ritorna. Per ingaggiare un dialogo interiore con il fantasma della figura più importante della sua vita e scoprirne infine un lato insospettabile. Senza perdere la comicità e l'acume tipici del suo raccontare, Silvia Ziche si misura con il suo primo libro non umoristico, condividendo una storia privata eppure capace di parlare a quella parte indifesa, nascosta in molti di noi, a cui è mancata una carezza. Un viaggio coraggioso alle radici di un'assenza, nel cuore di una domanda che brucia: perché, proprio negli affetti più cari, siamo capaci di dare il peggio di noi.

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