TAVOLO DEL FAREASSIEME Sintesi dell’incontro preliminare con il dott. Francesco Risso

I rappresentanti del Sottogruppo di lavoro espongono l’evoluzione di alcuni progetti portati avanti dal Tavolo del FAREASSIEME.

Il Tavolo si è ritrovato presso il Centro Diurno di Cuneo in orario preserale mediamente ogni 2 mesi a partire dal 7 dicembre 2012 fino ad oggi con una partecipazione abbastanza costante che in quest’ultimo anno si è anche allargata a tutto il DSM (Dipartimento di Salute Mentale) della provincia.

Uno dei progetti del Tavolo ha portato al finanziamento da parte della Fondazione CRC e Ass, MenteInPace di Borse Lavoro per 6 utenti usciti con successo dai Corsi Aiuto Cuoco e Aree Verdi 2013/2014 a cura di ASLCN1 ed ENAIP (tot 14.500 euro di cui 10 a carico della Fondazione).

Il Tavolo ha inoltre favorito e gestito molte attività legate al tempo libero, weekend e altre iniziative con un incontro specifico su invito dei Gruppi di Fossano svoltosi a maggio u.s.

Il Tavolo ha deciso di affrontare anche alcuni aspetti istituzionali delegando questo approfondimento ad un Sottogruppo che al momento si è riunito 3 volte elaborando le seguenti proposte:

-      percorso formativo ECM per operatori, aperto anche a Famigliari e Volontari da svolgersi nel programma della formazione aziendale nella primavera 2015 con 3 incontri con il dr, Renzo De Stefani e collaboratori sul Fareassieme/UFE.

-      Proposte derivanti dai Gruppi dei Famigliari per una analisi in positivo e in negativo del modello operativo del DSM (si stanno valutando le modalità, questionari ecc) al fine di arrivare alla formulazione di richieste o proposte da sottoporre al Direttore di Dipartimento.

DaI Gruppo di  Fossano-Savigliano emerge inoltre la richiesta di valutare la fattibilità di attivazione di un “punto di ascolto” gestito dal gruppo dei Famigliari all’interno del CSM (la Coordinatrice Focardi è disponibile a seguire questo aspetto).

Il Direttore del Dipartimento dott. Risso esprime la disponibilità ad un successivo incontro per approfondire questi argomenti, ribadendo l’importanza del coinvolgimento delle Famiglie nel percorso terapeutico come espresso anche nel PANS (Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale) che parla chiaramente di “estrema attenzione” a questi aspetti ed al livello di soddisfazione in ambito della Salute Mentale.

 

Si è svolto inoltre un incontro mercoledì 24 settembre 2014 ore 16 anche con il dott.Milordini (direttore del CSM di Savigliano).

 

Mario Piasco

MenteInPace, Cuneo

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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