ESISTONO GABBIE…

" Esistono gabbie le cui sbarre sono immensamente più incorruttibili del migliore acciaio che mai l'uomo abbia conosciuto; esse in realtà son forgiate di pigrizia, paure, pregiudizi e false morali.

Vivere nella gabbia è comodo.

 

Molti diranno che la tua scelta  è quella giusta. Dormirai la notte con la tranquillità di non ricevere nel sonno visite di incubi. Fuori dalla gabbia invece, sarai nella polvere. Ne sentirai il gusto acre, piangerai (non immagini quante lacrime i tuoi occhi sono capaci di generare).

 

Chi verrà da Te, spesso lo farà solo per portarti sulla retta via, perché lui sa qual è "quella giusta".

L'unica consolazione è che, nei rari momenti di serenità potrai alzare lo sguardo e vedere le stelle che scintillano sopra di te. E tutto questo lo porterai nel cuore fino all'ultimo dei tuoi giorni (semmai ne possiedi uno).

Ma ricorda, amico mio: la chiave della tua gabbia è una sola, è quella che stringi nella mano".


Laura Tessiore

 

MenteInPace, Cuneo

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Commenti: 1
  • #1

    Anonimo (domenica, 26 ottobre 2014 10:25)

    Giusto...mi piace la frase che la chiave della nostra gabbia è nella nostra mano perchè se può essere vero che sia il contesto ad opprimerci sta a noi trovare, insieme agli altri, la chiave giusta per poterne uscire.

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Alda Merini

 

IL SUONO DELL'OMBRA

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Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: "La presenza di Orfeo" (1953), "Nozze romane" (1955), "Paura di Dio" (1955), "Tu sei Pietro" (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come "Vuoto d'amore" (1991), "Ballate non pagate" (1995), "Superba è la notte" (2000) e "Il carnevale della croce" (2009). In questi versi l'autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque "linea" o "corrente", nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un'urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche "L'altra verità" (1986) e "Lettere al dottor G." (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio.