ESISTONO GABBIE…

" Esistono gabbie le cui sbarre sono immensamente più incorruttibili del migliore acciaio che mai l'uomo abbia conosciuto; esse in realtà son forgiate di pigrizia, paure, pregiudizi e false morali.

Vivere nella gabbia è comodo.

 

Molti diranno che la tua scelta  è quella giusta. Dormirai la notte con la tranquillità di non ricevere nel sonno visite di incubi. Fuori dalla gabbia invece, sarai nella polvere. Ne sentirai il gusto acre, piangerai (non immagini quante lacrime i tuoi occhi sono capaci di generare).

 

Chi verrà da Te, spesso lo farà solo per portarti sulla retta via, perché lui sa qual è "quella giusta".

L'unica consolazione è che, nei rari momenti di serenità potrai alzare lo sguardo e vedere le stelle che scintillano sopra di te. E tutto questo lo porterai nel cuore fino all'ultimo dei tuoi giorni (semmai ne possiedi uno).

Ma ricorda, amico mio: la chiave della tua gabbia è una sola, è quella che stringi nella mano".


Laura Tessiore

 

MenteInPace, Cuneo

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Anonimo (domenica, 26 ottobre 2014 10:25)

    Giusto...mi piace la frase che la chiave della nostra gabbia è nella nostra mano perchè se può essere vero che sia il contesto ad opprimerci sta a noi trovare, insieme agli altri, la chiave giusta per poterne uscire.

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 138.4 KB
BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
Documento Adobe Acrobat 353.7 KB

 

IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.