ESISTONO GABBIE…

" Esistono gabbie le cui sbarre sono immensamente più incorruttibili del migliore acciaio che mai l'uomo abbia conosciuto; esse in realtà son forgiate di pigrizia, paure, pregiudizi e false morali.

Vivere nella gabbia è comodo.

 

Molti diranno che la tua scelta  è quella giusta. Dormirai la notte con la tranquillità di non ricevere nel sonno visite di incubi. Fuori dalla gabbia invece, sarai nella polvere. Ne sentirai il gusto acre, piangerai (non immagini quante lacrime i tuoi occhi sono capaci di generare).

 

Chi verrà da Te, spesso lo farà solo per portarti sulla retta via, perché lui sa qual è "quella giusta".

L'unica consolazione è che, nei rari momenti di serenità potrai alzare lo sguardo e vedere le stelle che scintillano sopra di te. E tutto questo lo porterai nel cuore fino all'ultimo dei tuoi giorni (semmai ne possiedi uno).

Ma ricorda, amico mio: la chiave della tua gabbia è una sola, è quella che stringi nella mano".


Laura Tessiore

 

MenteInPace, Cuneo

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Commenti: 1
  • #1

    Anonimo (domenica, 26 ottobre 2014 10:25)

    Giusto...mi piace la frase che la chiave della nostra gabbia è nella nostra mano perchè se può essere vero che sia il contesto ad opprimerci sta a noi trovare, insieme agli altri, la chiave giusta per poterne uscire.

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PolisAnalisi.

Una clinica del sociale

 Filippo Pergola 

Leonardo Seidita 


pubblicato da Franco Angeli

Economia impazzita, distruzione della madre terra, xenofobia, sessismo, fondamentalismi, terrorismo hanno concause comuni. Peste emozionale, fuga del tempo, obesità tecnologica configurano un corpo sociale affetto da depressione mascherata da accelerazione. Le crisi generano identità fragili, ansietà, rancore, immobilismo e quindi paranoia: per semplificare i conflitti cerchiamo capri espiatori, costruendoci dei nemici e innalzando muri. Ogni situazione politica è espressione di un parallelo problema psichico presente in milioni d'individui; a sua volta ogni personalità è anche frutto del portato della storia e di visioni del mondo nel contesto sociale di appartenenza. Tutto quello che avviene nella città (polis) è un insieme di fatti psichici. La Polisanalisi è un cammino per ampliare le visioni (il capitale semiotico) e favorire l'empatia e la bellezza nell'incontro con l'Altro, dato che la quantità di violenza è proporzionale alla ristrettezza del proprio punto di vista. Una clinica per permettere una cittadinanza terrestre vissuta in fiducia, reciprocità e cooperazione; interconnettendoci con il locale, il globale, la natura. Una cura per riattivare desiderio e speranza attraverso la condivisione di doni (comunità). Iniziamo la lettura chiedendoci: che domanda poniamo all'Altro con la nostra storia e che domanda l'Altro ci pone con la sua storia?