I LIMITI

 

Ognuno di noi è o è stato condizionato dai propri limiti. Il riconoscerli, superarli o accettarli è lo scopo di una consapevole esistenza, volta a ritrovare se stessi.

Possono essere le paure di tutti i giorni o angosce, amarezze, delusioni, traumi, che si presentano lungo il nostro cammino e ci trasciniamo dentro, create quando eravamo fanciulli, adolescenti o magari, in un'altra vita…

Superare i propri limiti non è fare qualcosa di grandioso, di stupefacente, che nutra il nostro ego o stupisca il prossimo. E’ qualcosa di intimo. 

È la volontà di mettersi in gioco, di provare, riprovare e dire: “posso farlo”, “sono in grado”, “voglio tentare, con tutte le mie forze ed il mio impegno” e poi, “vada come vada!”.

Siamo talmente coinvolti nella “visione” pessimista e ristretta del Mondo che ci circonda, che non riusciamo a vedere oltre e a riconoscere le nostre innumerevoli capacità innate.

Se guardassimo il Mondo con gli occhi del nostro bambino interiore, non ci sarebbero limiti ma occasioni, è la nostra mente adulta, condizionata dalla Società, che ci pone vincoli, barriere ed ostacoli.

C’è chi nasconde, sopprime o rinnega le proprie paure ed i propri limiti, per apparire forte, sicuro di sé, senza rendersi conto che si paleseranno inconsciamente negli atteggiamenti o nelle azioni che essi compiranno.                                                             

I limiti sono opportunità, opportunità di crescita personale e collettiva. Una volta che li superi o li accetti, ti trasformi e con te, il Mondo intorno.  

Ognuno ha i propri Demoni, il difficile è riconoscerli per quel che sono, cioè una parte di te, ma se riesci in questo, sei sulla giusta via.

Il nostro più grande limite, è credere di avere limiti.

 

Alberto Spanu

 

Gruppo di Scrittura Creativa Uriel, Cuneo

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Commenti: 1
  • #1

    meo cometti (martedì, 04 novembre 2014 18:35)

    Profonde ed azzeccate riflessioni. Credo che ognuno di noi debba trarne insegnamento. A presto

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.