LEA e “LONG TERM CARE”

Come ottenere l’assistenza a lungo termine prevista dai Lea, Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria

 

Riceviamo alla casella menteinpace@libero.ite volentieri pubblichiamo.

 

Forum Non Autosufficienza - VI edizione 
Bologna, 19-20 novembre 2014

CENTRO CONGRESSI SAVOIA HOTEL REGENCY - Via del Pilastro 2

 INVITO A PARTECIPARE AL GRUPPO DI LAVORO DI 
Giovedì, 20 novembre 2014   Ore 14,30 – 18,00

 

Presentazione    -   La vigente legislazione sui Lea è in grado di assicurare le Long terme care. Per ottenere risultati concreti è tuttavia indispensabile attuare alcune strategie per ottimizzare le risorse sanitarie e, nel contempo, assicurare le prestazioni Lea agli utenti. Sarà presentata una proposta che ha lo scopo di implementare in primo luogo  le cure domiciliari. L’obiettivo è indicare ai partecipanti percorsi praticabili sulla base di esperienze già in atto da anni. 

Destinatari   -   Le tematiche affrontate nel gruppo di lavoro sono di interesse per amministratori pubblici, dirigenti e/o coordinatori del settore sanitario e socio-sanitario, assistenti sociali,  gestori privati, nonché per organizzazioni sindacali dei pensionati, associazioni di volontariato che operano in ospedale, Rsa o al domicilio, di malati non autosufficienti, associazioni di tutela dei malati di Alzheimer o con altre forme di demenza; associazioni di promozione sociale e patronati,  gruppi di volontariato parrocchiali e centri di ascolto Caritas, gruppi di auto e mutuo aiuto di familiari, caffè Alzheimer. 

PROGRAMMA 

Ore 14.30 – Inizio dei lavori

Modera e introduce  -   Maria Grazia Breda, Fondazione promozione sociale onlus

ESPERIENZE E PROPOSTE
“Il ruolo degli enti gestori dei servizi socio-assistenziali per una corretta attuazione dei Lea (rapporti con Sindaci, Asl, cittadini)”
Mauro Perino, Direttore Consorzio socio-assistenziale Cisap Collegno-Grugliasco (To) 

“L’attività di difesa dei casi individuali in base alle norme sui Lea: il diritto a opporsi alle dimissioni da ospedali e/o case di cura private convenzionate fino all’erogazione del ricovero in Rsa con quota sanitaria a carico dell’Asl”
Giuseppe Marco, Spi-Cgil Lega2 di Torino

Ore 17.00 – Dibattito e conclusione dei lavori

Per ulteriori informazioni e iscrizioni http://www.nonautosufficienza.it

Fondazione Promozione Sociale – Torino

 

 

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).