PREGHIERA SEMPLICE

Padre celeste

che ci ami

incondizionatamente

senza chiedere

nulla in cambio

perdona i miei peccati

e quelli degli altri

uomini e donne

che abbiamo ferito noi stessi e chi ci sta vicino.

Trasforma,

Tu che sei Padre

e ci ami incondizionatamente,

i miei dolori e le mie ferite,

risana pure chi ho offeso

ed a cui non ho portato

il rispetto dovuto.

Tu sei Amore

e ci sei vicino.

Sempre

senza chiedere nulla in cambio.

Grazie della vita che ci hai donato

Fai, Tu che sei buono veramente,

che nel sentiero della vita

io rispetti me stesso e la vita stessa

che tu mi hai donato

con Amore.

Tu

Sei Amore.

 

Andrea Castellino

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Commenti: 2
  • #1

    Luciano Jolly (lunedì, 17 novembre 2014 11:28)

    Caro Andrea, con la preghiera semplice hai toccato un tema importante per la guarigione. Pregare è in linea con il pensiero e l'azione dello psichiatra di Gorizia, Marco Bertali. Egli ha scritto "PSICHIATRIA COME MEDICINA DELL'ANIMA" in cui i rapporti con il Divino ed il Trascendente sono il fondamento del processo di guarigione. Però non sono sicuro che il Divino non si aspetti da noi nulla in cambio della fede. Piuttosto sono convinto che quello che noi chiamiamo Dio si attenda da noi un percorso di crescita che passa attraverso la creatività, l'abbandono di abitudini superate, il lavoro corporeo, la meditazione, per arrivare infine a somigliarGli un pochino.

  • #2

    Andrea Castellino (giovedì, 20 novembre 2014 22:15)

    Grazie!!! Sono daccordo con te il Signore ci chiede un percorso di crescita personale e con il dovuto rispetto verso gli altri... perchè "Gli altri siamo noi" dice Vasco Rossi in una sua canzone. Un abbraccio!! Andrea

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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