RINGRAZIAMENTI DALLA DIAPSI PIEMONTE

Riceviamo alla casella menteinpace@libero.ite volentieri pubblichiamo.

 

Vorrei ringraziare Mario Silvestro per avermi offerto la possibilità di partecipare al  15° incontro nazionale “Le Parole Ritrovate” a Trento, che per me è stato molto arricchente in quanto mi ha permesso di acquisire molteplici esperienze, anche di “Fareassieme”, che non conoscevo, pur avendo svolto attività di volontariato nell’ambito della Psichiatria per sette anni.

Soprattutto ho avuto modo di conoscere la volontà, l’entusiasmo e la capacità dei molteplici gruppi di utenti e familiari in Italia che hanno dimostrato che “SI PUO’ FARE” per sviluppare le competenze degli ammalati psichici, e quindi migliorare il loro livello di entusiasmo e di autostima.

Faccio inoltre i complimenti:

- agli organizzatori per l’efficienza degli aspetti logistici dell’evento;

- a Beatrice Durbano e  Gianfranco Conforti per l’efficacia dei loro interventi;

- a Giuseppe Aimasso per la capacità e la pazienza dimostrata

nell’accompagnamento.

Porgo cordiali saluti a tutti

 

 

Sebastiano Piglia

 

(distaccato Di.A.Psi. Piemonte a Ceva)

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).