SEDENTARIETÀ, CRESCE IL PERICOLO DEPRESSIONE

La sedentarietà aumenta il rischio di depressione fino al 25%, specie se il tempo per cui si resta inattivi è trascorso di fronte al computer e internet, ma anche stare troppo davanti alla tv aumenta il rischio (+13%). 

 

Lo dimostra un grosso studio sul British Medical Journal Sport Medicine e condotto da esperti dell'università Qindau in Cina su oltre 193 mila persone. Invece un altro studio dell'University of Pennsylvania e pubblicato sull'American Journal of Physiology ha portato alla scoperta, per caso, dei benefici offerti dall'esercizio fisico contro i tumori: la ginnastica durante la chemio potenzia gli effetti di quest'ultima e quindi la rende più efficace incrementando la riduzione della massa tumorale.

 

Nello studio cinese sono stati riesaminati dati di molte ricerche pubblicate in diversi paesi del mondo sull'associazione tra sedentarietà e disturbi depressivi. L'analisi delle ricerche ha consentito di stabilire un rapporto diretto tra assenza di attività fisica e rischio di depressione. Indipendentemente da altri fattori che possono influenzare il dato, emerge sempre che se un individuo è sedentario ha un rischio maggiore di essere depresso, specie se nelle ore di inattività sta davanti al pc.

Gli studiosi Usa invece stavano indagando se fare sport durante la chemio può proteggere dagli effetti collaterali dei farmaci anti-tumore, specie quelli sul cuore. Così hanno testato la ginanstica su topolini con melanoma trattati con chemioterapico e si sono accorti che, mentre l'esercizio fisico non protegge l'animale dagli effetti avversi del farmaco, ha invece un'altra azione che gli scienziati non si aspettavano: potenzia l'efficacia della chemioterapia. Il tumore si riduce di più se l'animale fa ginnastica nel periodo in cui riceve la terapia neoplastica. Secondo gli esperti il motivo è che l'esercizio fisico migliora la circolazione sanguigna e quindi aiuta il farmaco a raggiungere meglio il tumore.

 

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 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

ArabaFenice Edizioni

2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".