SENTIERI DI COLLINA Tra Monferrato e Langa astigiana

 

Riceviamo alla casella menteinpace@libero.ite volentieri pubblichiamo.

 

Tempo fa le Edizioni del Capricorno (casa editrice specializzata in escursionismo, natura e percorsi culturali), in sinergia con il quotidiano torinese La Stampa, mi hanno chiesto di curare un volume che avesse come oggetto una serie di itinerari in grado di condurre il lettore a scoprire ed esplorare i contenuti di natura, paesaggio, arte, storia, memoria e bellezza che si annidano in alcuni angoli suggestivi e poco conosciuti delle ondulazioni collinari astigiane, tra Monferrato e Langa.

Ho accettato con piacere e oggi il libro, dal titolo “Sentieri di collina, tra Monferrato e Langa Astigiana”, ha visto la luce.

 

Il volume è uscito martedì 16 settembre in abbinamento al quotidiano La Stampa, con un prezzo di copertina di 9,90 euro. Sarà reperibile nelle edicole di tutte le province del Piemonte e della Liguria di Ponente. Il libro resterà in edicola un mese; dall’ 8 ottobre è presente e acquistabile nelle librerie.

 

Il libro è una guida contenente 8 itinerari che si snodano in tre diversi settori del territorio della Provincia di Asti (l’Astigiano nord-occidentale, l’Astigiano centrale e la Langa Astigiana), oscillando lungo l’interfaccia natura-cultura e restituendo nell’insieme una sintesi esemplificativa della varietà ecosistemica e della specificità storico-memoriale che caratterizzano questo ambito ecogeografico. I primi due itinerari si sviluppano tra le alture e le valli del sistema Cornareto-Vezzolano-Muscandia-Valpinzolo, un’area collinare ad elevata valenza ambientale, paesaggistica e storico-architettonica localizzata nel territorio dei Comuni alto-astigiani di Castelnuovo Don Bosco, Pino d’Asti, Passerano-Marmorito, Albugnano e Moncucco Torinese. I tre percorsi successivi si dispiegano lungo una rosa di sentieri che attraversano contesti di particolare significato sul piano della complessità ecologica, della biodiversità e della tradizione culturale, ubicati nella parte centrale del territorio astigiano (frazione Valmanera di Asti e Comuni di Rocchetta Tanaro, Costigliole d’Asti e Isola d’Asti). Gli ultimi tre itinerari hanno come teatro l’estrema propaggine sud della provincia di Asti e muovono tra boschi, calanchi, praterie e vigneti della Langa Astigiana, inoltrandosi in ambienti di grande valore naturalistico e paesistico, distribuiti sul territorio dei Comuni di Cassinasco, Loazzolo, Bubbio, Monastero Bormida, Roccaverano, Mombaldone e Serole.

Scivolando fra colline e vallate, boschi e prati, stagni e sentieri, sorgenti e ruscelli, siepi e campi, vigne e cascine, chiese e castelli, questi itinerari cercano di porsi come circuiti preferenziali flessibili e informativi che dell’area indagata suggeriscono simultaneamente una dettagliata investigazione nello spazio (attraverso la fisicità del territorio) e un ampio excursus nel tempo (lungo i vettori e i gradienti della storia). Nell’analisi dei luoghi, speciale attenzione è stata riservata alla flora e alla vegetazione, al patrimonio forestale, alla fauna, al mosaico ecosistemico, alla biodiversità, alla storia geologica e alle testimonianze fossili, al paesaggio naturale e agrario, alle preesistenze storico-artistiche e memoriali.

Ai testi che illustrano la sequenza degli itinerari proposti è intercalata una serie di approfondimenti tematici, inerenti aspetti specifici del territorio che rivestono una particolare importanza nella comprensione e nell’interpretazione delle diverse sfere (ecologica, paesaggistica, storico-testimoniale) che si interfacciano all’interno degli ambiti collinari esplorati.

 

Nell’elaborazione del volume (itinerari, approfondimenti tematici, apparati iconografici) ho avuto il privilegio di potermi avvalere della preziosa e fondamentale collaborazione di un folto gruppo di specialisti ed esperti (biologi, naturalisti, botanici, entomologi, geologi, agronomi, storici, storici dell’arte, architetti, paesaggisti, fotografi, ecc.), che hanno messo a disposizione le loro competenze, la loro esperienza e la loro dettagliata conoscenza dei territori esplorati, fornendo con grande generosità testi, dati, fotografie e informazioni inedite.

Per gli apporti cruciali che hanno assicurato, voglio in particolare ringraziare di cuore i seguenti amici: Franca Cagliero, Maurizio Pistone, Fabio Viarengo, Francesco Ravetti, Loredana Ferro, Filippo Romagnolo, Marco Demaria, Piero Damarco, Paola Salerno, Vittorio Croce, Aldo A. Settia, Gianni Allegro, Giorgio Baldizzone, Francesco Scalfari, Guido Blanchard, Tiziano Bo, Marco Devecchi, Ezio Claudio Pia, Lorenzo Dotti, Elio Cazzuli, Renato Barbero, Carlo Nebbia, Gabriele Motta, Oscar Maioglio, Giovanni Scaglione, Teo Ferrero, Andrea Giulivi, Franco Rabino, Mariano Dallago, Paola Grassi, Silvana Bruna e Andrea Nano.

Mi permetto quindi, nel caso siate interessati ai temi del libro, di segnalarvi la sua imminente uscita. Vi pregherei altresì, se ne avrete il tempo e la voglia, di rilanciare e diffondere questa informazione ai vostri contatti, nel modo più capillare possibile. Ciò nella convinzione che questa guida, nel suo piccolo, possa essere un utile strumento non solo per fare conoscere e apprezzare la bellezza delle colline astigiane ad un ampio pubblico, ma (sulla falsariga del percorso già tracciato dai Quaderni di Muscandia e dal mio precedente libro “Ambienti naturali, ecomosaici e paesaggi culturali di un frammento di campagna astigiana”) per farle vedere nel modo giusto, mostrandone in dettaglio gli straordinari contenuti di natura e cultura in maniera non disgiunta dall’invito ad accostarsi ad essi con attenzione e rispetto.

Grazie infinite di tutto e a presto.

Molto cordialmente,

 

 

Franco Correggia

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).