AMORE E CATTIVE ABITUDINI

Lui e Lei si sono incontrati, innamorati e si sono avvicinati. 
Incontri ravvicinati con i capelli nel lavandino e calzini sporchi. Ovunque è una questione di aspettative. Questa è l'essenza di vivere insieme. Quello che si può fare è collocare nella giusta prospettiva le brutture che si possono sopportare. 
Si può iniziare a catalogare le cattive abitudini. 

Quelle di natura involontaria. 

Per queste c'è poco da fare: digrignare i denti, togliersi il cerume dalle orecchie, mangiarsi le unghie, tirare su con il naso, schioccare le nocchie delle mani, fischiettare in mezzo ai denti.  Il vostro partner ha una di queste strane abitudini?

Avete tutta la nostra comprensione. 

Rassegnatevi! 
Per non fare un elenco delle funzioni corporee, che ritengo poco elegante, area soprattutto monopolizzata dagli uomini, ritengo più idoneo parlare di cattive abitudini legate al galateo. 
Ritirare i piatti mentre le persone stanno ancora mangiando,lavare in acqua bollente i maglioni di lana e lasciare alzato l'asse del water. 
A meno che i partners siano accomodanti al massimo. Bisogna scendere a compromessi. Talvolta chiudere un occhio.. 
Per fortuna nella relazione ci sono altri bisogni che rendono felici! 


Massimo Fornasini

Scuola di Scrittura Creativa Uriel, Cuneo

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PolisAnalisi.

Una clinica del sociale

 Filippo Pergola 

Leonardo Seidita 


pubblicato da Franco Angeli

Economia impazzita, distruzione della madre terra, xenofobia, sessismo, fondamentalismi, terrorismo hanno concause comuni. Peste emozionale, fuga del tempo, obesità tecnologica configurano un corpo sociale affetto da depressione mascherata da accelerazione. Le crisi generano identità fragili, ansietà, rancore, immobilismo e quindi paranoia: per semplificare i conflitti cerchiamo capri espiatori, costruendoci dei nemici e innalzando muri. Ogni situazione politica è espressione di un parallelo problema psichico presente in milioni d'individui; a sua volta ogni personalità è anche frutto del portato della storia e di visioni del mondo nel contesto sociale di appartenenza. Tutto quello che avviene nella città (polis) è un insieme di fatti psichici. La Polisanalisi è un cammino per ampliare le visioni (il capitale semiotico) e favorire l'empatia e la bellezza nell'incontro con l'Altro, dato che la quantità di violenza è proporzionale alla ristrettezza del proprio punto di vista. Una clinica per permettere una cittadinanza terrestre vissuta in fiducia, reciprocità e cooperazione; interconnettendoci con il locale, il globale, la natura. Una cura per riattivare desiderio e speranza attraverso la condivisione di doni (comunità). Iniziamo la lettura chiedendoci: che domanda poniamo all'Altro con la nostra storia e che domanda l'Altro ci pone con la sua storia?