PARI-A-PARI Corso di formazione per persone che soffrono di disagio psichico

Primi giorni d’estate. Potrei starmene in spiaggia, spaparanzato al sole, ogni tanto un tuffo in acqua per rinfrescarmi. Ma sono a Milano, seduto in una stanza di Progetto Itaca con altre nove persone: Cinzia, Giovanni, Guido, Andrea, Paola, Barbara e Marco, come me, sono qui per frequentare il Corso Peer to Peer; Elyse e Deanna, direttamente dall’America, saranno le nostre formatrici.

L’inesauribile Gughi (Ughetta Radice Fossati, Segretario Generale di Progetto Itaca, NdR) fa il suo ingresso per i saluti e gli auguri di rito, seguita a breve distanza da Angelica e Isabella, che saranno le nostre traduttrici simultanee inglese-italiano negli attimi di smarrimento.

Peer to Peer: Pari a Pari. Mi è sembrata subito un’ottima idea: persone che hanno sofferto o soffrono di disturbi psichici, ma in fase di equilibrio e recupero, aiutano chi è ancora in lotta con la depressione, l’ansia, gli attacchi di panico, il disturbo bipolare, la schizofrenia, ecc.

Si parte. Tante le barriere che potrebbero separarci: differenza di lingua, d’età, di vissuto, paura. Ma, più il tempo passa – tra una lezione, un esercizio e una pausa caffè –, più mi rendo conto che si sta creando, stiamo creando, un’armonia.

E tutti quelli che erano stati i miei timori prima della partenza scompaiono mentre riscopro il potere benefico dell’esprimersi in libertà, il senso di comunione interiore quando ci si ascolta e comprende, l’umanità che c’è in ognuno di noi.

Perché fuori da qui è tutto così difficile?

Non ho il tempo di darmi una risposta soddisfacente. Forse perché non c’è, forse perché è ora di andare a pranzo tutti insieme.

Quando torniamo, sto pensando che alla fine di questi tre giorni sarò anch’io un formatore e avrò il compito di trasmettere un po’ di forza, coraggio e speranza a persone che assomiglieranno al me stesso di qualche anno fa.

Allora nasce il desiderio che sia presto domani, non importa se la sveglia suonerà di nuovo alle sette.

E la spiaggia, il mare, il sole?

Possono aspettare.

 

Raffaele Sivolella

Napoli

PARI-A-PARI

Corso di formazione per persone che soffrono di disagio psichico

 

Caratteristiche del programma:

  • Gli insegnanti del corso non sono professionisti, ma “pari” che a loro volta hanno sofferto di disagio psichico e che hanno seguito una formazione specifica.
  • Il corso prevede 10 incontri, di 2 ore.
  • Il corso e il manuale fornito sono gratuiti.
  • Progetto Itaca ha avuto l’accreditamento dall’Associazione americana NAMI (National Alliance on Mental Illness) per realizzare in Italia il Corso Peer-to-Peer (Pari-a-Pari) www.nami.org.
  • Nel giugno 2014 a Milano si è svolto in lingua inglese il Corso di training, con due insegnanti americane, con l’obiettivo di preparare i formatori italiani.
  • La traduzione in italiano del manuale del corso è stata realizzata con la collaborazione dei Dipartimenti di Lingue e di Psicologia dell’Università IULM.

 

Che cosa include il corso:

  • Informazioni e discussioni sui disturbi psichiatrici (psicosi, schizofrenia, depressione maggiore, disturbo bipolare, attacchi di panico, disturbo ossessivo compulsivo, disturbo di personalità borderline...).
  • Informazione aggiornata sui farmaci, effetti secondari e strategie per la continuità terapeutica, la prevenzione delle ricadute e la consapevolezza.
  • Informazioni sul funzionamento del cervello.
  • Condivisione di esperienze personali.
  • Strategie per gestire la crisi e le ricadute.
  • Esercitazioni per gestire paure, stress e sovraccarico emotivo.
  • Guida nei rapporti con i servizi e supporti della comunità.

 

Il corso è già partito a Milano e, dall’anno prossimo (data da definire), partirà anche a Napoli. Per ulteriori informazioni, scrivere a: pariapari@progettoitaca.org

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.