PATTO PER LA SALUTE: SIAMO TUTTI RESPONSABILI? Lettera aperta in risposta alla Pastorale della salute della Diocesi di Torino

Riceviamo alla nostra casella di posta elettronica menteinpace@libero.it e volentieri pubblichiamo.

 

- Lettera aperta alle Associazioni del settore socio-sanitario

E p.c.  Don Marco Brunetti, Pastorale della salute, Diocesi di Torino

 

Gentili Associazioni,

Vi scrivo alquanto sconcertata per le affermazioni contenute nell’articolo “Patto per la salute: siamo tutti responsabili”, apparso su La Voce del Popolo del 19 ottobre 2014, a firma di don Marco Brunetti, responsabile della Pastorale della salute della Diocesi di Torino.

In relazione ai problemi della sanità piemontese per quanto riguarda gli interventi da assicurare ai malati non autosufficienti e/o con gravi disabilità, egli afferma che sia i cittadini, che le associazioni che li rappresentano, dovrebbero abbandonare «la linea della rivendicazione dei diritti, sia pure sacrosanti e costituzionalmente garantiti, ma che non hanno più risorse per essere assicurati a tutti in maniera universale gratuita».

Certamente non mi sarei aspettata un così rapido cambiamento di linea, dopo la lettera che era stata inviata dallo stesso don Brunetti e da Mons. Fiandino al Presidente della Giunta Chiamparino  (allegato) e che era stata distribuita a tutti i partecipanti al convegno da noi organizzato alle Molinette di Torino il 27 giugno u.s. sul tema “La salute è un diritto per tutti. Le cure socio-sanitarie per gli anziani malati non autosufficienti e le persone con demenza senile”.

A quanto pare sono bastati pochi mesi e per la diocesi di Torino il diritto esigibile alle cure sanitarie e socio-sanitarie garantito dalle leggi vigenti è condizionato dalla disponibilità delle risorse e, quindi, non è più esigibile.

Se non ci sono risorse l’invito è a rassegnarsi, anzi, a  “un cambio culturale” che, nell’intendimento di don Brunetti corrisponde a “non rivendicare” e cioè ad accettare con rassegnazione di essere abbandonati a sé stessi e ai propri familiari, che anche quando ci sono, non sono mai tenuti dalle leggi a curare i propri cari non autosufficienti, sostituendosi ai doveri del Servizio sanitario nazionale. In pratica don Brunetti invita i 32mila piemontesi non autosufficienti in lista d’attesa da anni e le loro famiglie a non chiedere più cure domiciliari, centri diurni, ricoveri in comunità alloggio o nelle Rsa. Esse devono attendere: se ci saranno risorse forse arriverà qualcosa, a discrezione della Giunta regionale.

Mi permetto di osservare che, nella stessa pagina de La Voce del popolo, ampio spazio viene dato alle “sacrosante” rivendicazioni degli Ospedali e case di cura cattoliche, che lamentano tutta una lunga serie di costi e oneri che dovrebbero a loro avviso essere sostenuti proprio dalla stessa sanità regionale, che non dovrebbe però finanziare le prestazioni di Livello essenziale ai malati cronici non autosufficienti e alle persone con disabilità grave. I due ambiti sono per caso in conflitto di interessi?

Naturalmente sono perfettamente d’accordo con don Brunetti quando invoca un “cambio culturale”, che ritengo sia da cercare però nell’utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie, come è stato ampiamente documentato nel corso del convegno svoltosi alle Molinette sopra citato, al quale sono seguiti anche documenti scritti proposti tempestivamente all’Amministrazione regionale e all’Assessore alla sanità, finora ignorati.

Si tratta di percorsi che prevedono riduzione dei costi per il Servizio sanitario nazionale (per il quale paghiamo contributi e tasse), mentre le prestazioni Lea pongono mediamente almeno il 50% del costo a carico del malato. Non sono prestazioni socio-sanitarie gratuite per gli anziani malati cronici non autosufficienti!

Ritengo poi gravissimo che don Brunetti, abbia l’ardire di dare per certo che le risorse mancano: solo dalla lettura dei quotidiani si evince che le risorse ci sono e sono peraltro immense. É un insulto al buon senso pensare che le risorse non ci siano. Oltre agli scandali quotidiani di cui ci rendicontano ormai da due anni ogni giorno i mass media, sono frequentissime sui quotidiani le lettere firmate da singoli cittadini onesti che segnalano enormi sprechi. E che dire di: evasione, elusione, corruzione e così via? Dobbiamo rassegnarci anche in questo caso?

Le risorse ci sono, eccome: è la politica che deve operare scelte di priorità in modo che siano distribuite – come avviene in ogni famiglia normale – in base alle esigenze indifferibili dei suoi membri e alle regole stabilite dalle leggi. Sono infatti le leggi approvate dallo Stato che distinguono tra quelli che sono i diritti esigibili e, quindi da finanziare comunque, e quelli invece che prevedono un interesse, legittimo, ma che si può differire nel tempo.

Per le persone non autosufficienti i Livelli essenziali di assistenza socio-sanitaria sono diritti esigibili, il minimo essenziale garantito dallo Stato a chi è colpito da patologie e/o da disabilità invalidanti deve dipendere in tutto e per tutto dall’aiuto di altre persone che, se sono persone della stessa famiglia, non per questo devono soccombere a causa dell’assenza dello Stato e della violazione di diritti costituzionalmente garantiti ai loro parenti malati.

E’ vero che Don Brunetti chiede, in chiusura del suo articolo, che sia riconosciuto un contributo a questi familiari che si fanno carico dei loro congiunti non autosufficienti. Tuttavia, omette di ricordare che in questo momento le delibere regionali approvate dalla Giunta Cota e confermate finora dalla Giunta Chiamparino-Saitta, hanno illegittimamente estromesso dai Lea, e quindi dal diritto a ricevere un contributo da parte della sanità, le prestazioni di «aiuto infermieristico e assistenza tutelare alla persona», previsti dalla legge nazionale per gli anziani malati cronici non autosufficienti (e tutte le altre persone non autosufficienti) che sono curati a casa e che devono essere prese in carico dal Servizio sanitario nazionale. Se le delibere rimarranno così, solo se si è molto, ma molto poveri, e se ci saranno risorse, i Comuni piemontesi potranno erogare un contributo: per beneficienza, non per diritto. Contro questi negativi provvedimenti le associazioni (ma anche il Comune di Torino e altri 19 enti locali) hanno presentato ricorso al Tar del Piemonte.

Recentemente ho consultato l’enciclopedia Treccani e ho scoperto che alla voce “eugenetica” conclude con la seguente affermazione: «Sotto il profilo etico, l’eugenetica moderna presuppone un’eliminazione sistematica, programmata di esseri umani, nella maggior parte dei casi motivata da ragioni e pressioni di origine economica (etica utilitarista)». Per quanto mi riguarda non ho nessuna intenzione di essere complice di una strisciante eugenetica moderna, né dell’eutanasia da abbandono terapeutico che si riscontra nelle dimissioni da ospedali e case di cura convenzionate di malati cronici non autosufficienti senza che sia garantita loro la continuità terapeutica cui hanno diritto.

Per questo Vi comunico che continuerò, con le associazioni del Csa, a rivendicare il diritto alle cure sanitarie e socio-sanitarie garantite dalla legge 833/1978 e dai Lea per le persone malate non autosufficienti e/o con gravi disabilità invalidanti e a pretendere dalla politica e dalle istituzioni che le risorse siano trovate e stanziate prioritariamente per le prestazioni di cui hanno un bisogno indifferibile. In questo mi sento confortata dalle dichiarazioni del prof. Gustavo Zagrebelsky, riportate nell’articolo che allego.

Cordiali saluti.

Maria Grazia Breda

 

Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

TOTALE VISITATORI

34756

TOTALE VISITE

51585

Dati aggiornati

al 24-06-2019

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2018
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE.pdf
Documento Adobe Acrobat 618.6 KB

Referenti del Movimento “Le Parole Ritrovate”

a cui ci si può rivolgere per informazioni e collaborazioni

nelle regioni d’Italia dove il movimento è presente

 

vai anche alla pagina CONTATTI

Movimento LE PAROLE RITROVATE
Elenco Referenti regione per regione
elenco referenti regionali.pdf
Documento Adobe Acrobat 196.6 KB

----------------------------------------------

ATTIVITA' MENTEINPACE 2018
MIP - ATTIVITA' 2018.pdf
Documento Adobe Acrobat 129.6 KB
PROGETTO "STARE BENE INSIEME"
Relazione descrittiva presentata alla Fondazione CRC
PROGETTO STARE BENE INSIEME- RELAZIONE D
Documento Adobe Acrobat 405.0 KB

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

RENZO DE STEFANI E JACOPO TOMASI

 

LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

Pronto intervento emozioni

Strategie di mindfulness per affrontare con serenità le difficoltà della vita

Il volume affronta le principali e più diffuse emozioni dolorose, descrivendone sintomi, rimedi e terapie.

La paura, l’abbandono, l’insuccesso o il dolore sono un’esperienza comune nella vita di chiunque. Eppure, spesso facciamo poco o niente per riparare i danni che queste emozioni procurano. Perché? Semplicemente, perché non abbiamo gli strumenti adatti per gestirle: ci sembra eccessivo ricorrere a uno psicanalista, e insufficiente parlarne a un amico.

Così accade che trascuriamo le nostre ferite psicologiche perché pensiamo che non esistano rimedi semplici, rapidi ed efficaci per guarirle.

Primo soccorso emotivo
Ognuno di noi può imparare facilmente tecniche e interventi di primo soccorso emotivo, accelerando la «guarigione» dalle proprie ferite e prevenendo l’arrivo di quelle future. Il volume propone tecniche ispirate alla mindfulness, l’approccio che consente di sviluppare la flessibilità mentale e aumentare l’autoconsapevolezza, per permettere a ognuno di noi di costruirsi il personale  kit essenziale di primo soccorso emotivo, da tenere sempre a portata di mano.