Pet Me un social petwork per chi ha e chi ama gli animali

Chi Siamo

PetMe, il Social Petwork dedicato a tutti gli animali... e a tutti i loro padroni!

Una vacanza, un viaggio di lavoro, un weekend romantico...

Per chi ha uno o più animali, c’è una cosa che accomuna tutti questi eventi: prima ancora di noi stessi, dobbiamo pensare ai nostri fidati compagni di vita. 

Chi se ne prenderà cura?

E se si sentono male? Chi gli farà anche solo due grattini mentre noi siamo via? 
Parenti e amici non sono sempre disponibili, e mettere i nostri amici fidati in una pensione per molti di noi è come strapparci un pezzetto di cuore: 

Perché non provare con un pet-sitter?

Il problema è che spesso trovarne di affidabili, disponibili, referenziati e soprattutto vicini a noi può essere un’impresa:
ce ne siamo resi conto anche noi, Alice e Carlo, che nell’estate del 2013 abbiamo dovuto sudare sette camicie per reperirne uno che accudisse i nostri due gatti. 

Ecco PetMe!


È per questo che, al ritorno delle vacanze, abbiamo ideato "PetMe - The Social Petwork": un luogo d’incontro tra padroni di ogni tipologia di animale - quindi cani e gatti ma anche uccelli, roditori, pesci... persino iguane! - e pet-sitter. 

Iscriversi su PetMe, gratuitamente, significa scoprire che magari a cento metri da noi vive uno studente universitario appassionato di animali che può portarci fuori il cane quando siamo al lavoro... 

Avete idea di quanti grattacapi possa risolverci?


PetMe nasce da due amanti degli animali ed è dedicato a chi condivide la nostra stessa passione:
per questo garantiamo l’assistenza veterinaria gratuita a chi si affida a noi. 

E per questo, presto, PetMe sarà non solo il punto d’incontro tra pet-sitter e padroni, ma includerà anche veterinari, educatori, strutture alberghiere pet-friendly e molto altro. 

Per avere animali più felici... e padroni più spensierati. 

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.