Una cosa bella?

Viviamo in un mondo dove per poter emergere bisogna avere un bel fisico, un lavoro di prestigio, una bella casa, una bella macchina ed essere furbi.

         Prestando attenzione a queste cose materiali, dimentichiamo altre cose belle che ci circondano come: la Natura, l’Infinito, la Spiritualità, ma soprattutto, l’Amicizia.

         Cosa c’è di più bello dell’Amicizia?

         L’amico ti è fedele e discreto sempre.

         Se racconterai la tua storia, lui ascolterà e tu ascolterai le sue vicissitudini, partecipando alle stesse emozioni; ci sarà intesa e complicità.

         Se piangerà, soffrirai con lui, ma se riderà, riderete insieme.

         Se avrai bisogno d’aiuto saprai a chi chiedere, se lui chiederà il tuo aiuto, farai il possibile per dargli sollievo.

         L’Amicizia è importante per non sentirsi mai soli.

 

 

Carmen Ceravolo

Gruppo di Scrittura Creativa Uriel, Cuneo

 

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

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Alda Merini

 

IL SUONO DELL'OMBRA

Mondadori

 

Poetessa amatissima, personaggio trasgressivo e commovente che ha saputo parlare direttamente al cuore del popolo, Alda Merini ha rappresentato un caso del tutto particolare nella storia letteraria del Novecento italiano. In questa ricca antologia, che ne raccoglie tutti gli scritti importanti in poesia e in prosa, sono riproposte per intero le raccolte poetiche degli inizi: "La presenza di Orfeo" (1953), "Nozze romane" (1955), "Paura di Dio" (1955), "Tu sei Pietro" (1962), nelle quali si intrecciano temi mistici e slanci erotici, interrogativi estremi senza risposta. Il volume comprende poi notissimi e più recenti titoli come "Vuoto d'amore" (1991), "Ballate non pagate" (1995), "Superba è la notte" (2000) e "Il carnevale della croce" (2009). In questi versi l'autrice conferma la potenza della sua lirica, estranea a qualunque "linea" o "corrente", nella quale si mescolano passione e tenerezza, ironia e sarcasmo, gioco e disperazione, nel segno di un'urgenza assoluta di fare poesia. Le prose autobiografiche "L'altra verità" (1986) e "Lettere al dottor G." (2008), infine, testimoniano la straziante discesa negli inferi del manicomio.