CONSIDERAZIONI ED AGGIORNAMENTI SU "LE PAROLE RITROVATE" PUGLIESI (Michele Grossi)

Sono felice che  le due giornate organizzate  il 17-18 aprile a Monte S. Angelo, siano  riuscite molto bene. C'è stato molto entusiasmo tra i partecipanti, molti non conoscevano il modello del Fareassieme , tutti hanno apprezzato e condiviso queste pratiche. Molte associazioni e cooperative che operano nella salute mentale hanno dato la loro adesione. La prima giornata è stata molto affollata circa 200 persone .Molto entusiasmo per Casati per la brillante discussione della Legge 2233 e il dibattito che è venuto fuori. Ad allietare l'evento c'è stato il coro delle scarpe sciolte  costituito da utenti di Art Village e CD di San Severo,che ha dato una ottima performance, l'artista Antonio Silvestri autore di canzoni per la salute mentale ed il Gruppo Folk Sipontino, che ha messo in scena un pacchetto di tarantelle garganiche.

 

Alla fine delle due giornate è stato rivisto il regolamento del DSM ASL FG con proposte di tutti i partecipanti di  inserire alcune riflessioni provenienti dalla presentazione della proposta della 2233,come la presenza degli UFE nel DSM e dei rappresentanti dei famigliari negli organi propositivi del DSM.

 

Altra proposta:

  • Il coro delle scarpe sciolte potrebbe nell'evento nazionale di Trento aprire con una sua iniziativa musicale o trovare uno spazio nella serata.
  • Iniziativa lodevole e di livello culturale alto , la proposta del DR . Domenico Tancredi responsabile del SPDC di San Severo di organizzare un comitatono - contenzione con la partecipazione di utenti, volontari ed operatori del mondo della salute mentale che controlli i livelli di contenzione di alcuni SPDC che ancora attuano contenzione . Il dr. Tancredi ha annunciato che  il convegno  si terra a Bari  nel mese di novembre .
  • Organizzare per il prossimo anno un 'altra edizione "Le parole ritrovate in Puglia" ci pensiamo ad uno degli incontri, a cui spero di poter  partecipare .
  • Un caro saluto  anche a tutti i partecipanti venuti da Trento.

                         

Michele Grossi

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).