NITRIRE AL PIANETA. Marco Cavallo all'EXPO lotta per tutti gli esclusi (Peppe Dell'Acqua)

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Luglio - Ottobre 2015

NITRIRE AL PIANETA

Marco Cavallo all'EXPO lotta per tutti gli esclusi

 

 

Carissimi Amici,

 

il viaggio di Marco Cavallo non finisce mai.
 

Ora si è messo in testa che deve andare all'EXPO. Lo hanno chiamato tanti nuovi e vecchi amici che con lui hanno girato il mondo tra manicomi, carceri, campi profughi, periferie. Ha cominciare a nitrire e a scalpitare. Dice che battersi per sconfiggere la fame e che tutti possano disporre di buoni cibi sono cose buone. Ma, dice anche, che senza diritti, nelle diseguaglianze nelle prepotenze dei poteri, nelle istituzioni totali si riproduce ogni giorno l'impossibilità che davvero tutti, proprio tutti possano essere invitati alla nostra mensa.

 

Avete capito per fare tutte le cose che intende fare ha bisogno del vostro aiuto.

Per Nitrire al Pianeta!

 

Da oggi e fino 31 ottobre 2015, potete aiutarci con un bonifico facendo una donazione, anche di pochi euro, a sostegno del progetto a:

 

Beneficiario: Conferenza Permanente per la Salute Mentale nel Mondo Franco Basaglia

IBAN: IT 52L  02008 02200 000102965913

Causale: Nitrire al pianeta

Peppe Dell'Acqua

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Commenti: 1
  • #1

    Lesli Cowgill (domenica, 22 gennaio 2017 14:42)


    Excellent way of explaining, and good piece of writing to obtain data regarding my presentation focus, which i am going to convey in academy.

ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
MIP - ATTIVITA' 2017.pdf
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
MIP - B. CONSUNTIVO 2017.pdf
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.