LA GITA AL CENTRO CICOGNE DI RACCONIGI (di Roberto Pacifico)

SABATI INSIEME

La gita al Centro Cicogne di Racconigi

 

Sabato 11 luglio 2015 è stata  una bella giornata di sole con temperatura di qualche grado oltre alla stagione.

Partenza dal Centro Diurno di Cuneo con un pulmino messo a disposizione in previsione di questa gita al Centro Cicogne di Racconigi, che per la maggior parte degli aderenti era la prima volta e quindi molta curiosità e tanta buona armonia dei partecipanti.

Arrivando sul posto subito alcune foto del gruppo, ma anche della natura.

Comincia così la visita itinerante con fermate di transito per poter ammirare aironi, cicogne e altre specie nei momenti  particolari della loro giornata e cogliere anche il loro modo di muoversi.

Il consiglio migliore è stato quando ci hanno comunicato che più silenzio c’era e più si poteva ammirare, anche a livello numerico, tutto questo spettacolo della natura.

La passeggiata è durata circa due ore e,  ascoltando il consiglio, tutti noi abbiamo cominciato a fare alcune foto mentre altri usavano il binocolo per vedere gli spostamenti di questi animali molto belli e molto colorati  che in certi momenti sembrava ci dessero una mano per farsi notare e quindi riprendere.

Ogni tanto fa bene avvicinarsi alla natura e sentirla vicina a noi. Bisognerebbe farlo più spesso perché può essere anche di aiuto morale non indifferente.

Come ogni giornata un minimo velo di stanchezza e quindi una pausa per prendere qualcosa per rinfrescarsi e fare i primi commenti a caldo.

Purtroppo bisogna ripartire ma speriamo tanto che ci siano altre giornate così dove tranquillità, natura, amicizia tra la gente aiutino a vedere un futuro più rosa anche ritornando alle cose di tutti i giorni.

Un saluto.

 

Roberto Pacifico

MenteInPace, Cuneo

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.