L'INSERIMENTO IN FAMIGLIE DI PAZIENTI PSICHIATRICI: un Convegno ed uno spettacolo teatrale il 10 ottobre 2015 (ASL TO3)

Gent.ssime/i,

 

siamo lieti di invitarvi alla Prima Assoluta dello spettacolo teatrale “La stanza che non c’era” , Regia di Maria Rosa Menzio, dedicato all’Inserimento Eterofamiliare Supportato di Adulti (IESA).  La drammatizzazione è tratta dal libro “Famiglie che accolgono. Oltre la psichiatria” (G. Aluffi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2014) che raccoglie l’esperienza dei 18 anni di attività del Servizio IESA dell’ASL TO3. Uno spettacolo volto a presentare come lo IESA sia un ottimo strumento di reintegrazione sociale per diverse categorie di utenza, grazie alla disponibilità delle famiglie volontarie di offrire uno spazio di vita “altro” rispetto alle strutture chiuse.

Si parte dalla storia di Santa Dymphna e dalla città di Geel, primo centro al mondo in cui un paese intero si prende cura dei pazienti psichiatrici, per arrivare ai racconti di quotidianità delle famiglie che accolgono oggi.

L’evento, ad ingresso gratuito, si terrà Sabato 10 ottobre 2015, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, presso il Centro Incontri Regione Piemonte in Corso Stati Uniti n.23, Torino.

Precede lo spettacolo la Tavola Rotonda “Curare in Famiglia” (si allega il programma) in cui verrà affrontato l’Inserimento Eterofamiliare Supportato come argomento tecnico e terapeutico.

Chi fosse interessato ad iscriversi dovrà seguire le indicazioni contenute nel pieghevole, inviando la scheda compilata entro il 30/09/2015 al seguente numero di fax 011/4017276.

A causa del numero limitato di posti, la partecipazione al convegno sarà garantita ai primi 15 iscritti, mentre per lo spettacolo teatrale i posti saranno riservati alle prime 300 schede d’iscrizione pervenute.

Vi chiediamo, inoltre, di pubblicizzare l’evento tra i vostri contatti.

Per ulteriori informazioni e chiarimenti vi chiediamo di scriverci via mail al seguente indirizzo:umd.dsm5@gmail.com

 

Cordiali saluti,

 

la Segreteria Organizzativa

UMPC- ASL TO3

Tel: 0114017000

umd.dsm5@gmail.com

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).