PER RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE DI SALUTE OCCORRE UN APPROCCIO SOCIALE E TERRITORIALE (Luisa Dettoni, Paola Ragazzoni, Elena Barbera - Dors)

15 Settembre 2015

Policy brief

CONDIZIONI ABITATIVE; PARTECIPAZIONE; TRASPORTO ATTIVO;



Questo documento, indirizzato ai decisori locali, ha l’obiettivo di contrastare efficacemente le disuguaglianze di salute a livello locale sostenendo la comprensione e l’azione della ‘salute in tutte le politiche’.


Intervenire sui determinanti sociali di salute, relativi alle condizioni di vita, contribuisce a ridurre le disuguaglianze.

Le disuguaglianze di salute si creano a partire dall’infanzia e sono correlate, ad esempio, alle condizioni di vita, alla sistemazione abitativa, alla pianificazione urbana, alla modalità di trasporto, all’istruzione, alla vita sociale,…

Sono, quindi, necessarie politiche di sviluppo e inclusione sociale che agiscano su questi determinanti.

Questo policy brief descrive:

·         i vantaggi di un approccio locale e trasversale nell’affrontare le disuguaglianze di salute

·         il legame che intercorre tra pianificazione urbana, condizione abitativa, legami sociali e salute, definendo che cosa possono fare e quali strumenti  hanno a disposizione gli amministratori locali.

Il documento descrive la realtà francese, le sue politiche e le sue opportunità.
Sebbene non sempre si possano comparare le politiche francesi con quelle italiane, questo brief offre una serie di suggerimenti pratico-operativi adattabili a contesti diversi.


Il policy brief Ridurre le disuguaglianze sociali e territoriali di salute. I vantaggi di un approccio locale e trasversale - è on line su disuguaglianzedisalute.it.


Si tratta della traduzione italiana di Réduire les inégalités sociales et territoriales de santé. Intérêts d’une approche locale et transversale elaborato dall’Institut national de prévention et d'éducation pour la santé (INPES). L’INPES ha il compito di mettere in pratica le politiche di prevenzione e di educazione alla salute definite, nel quadro più generale della politica di salute pubblica, dal governo e dal Ministero della Salute francesi.


Dors ha curato la traduzione italiana di questo policy brief nell’ambito del progetto interregionale dell’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle Malattie della Povertà (INMP).


Il testo completo, in italiano, del documento dal titolo: RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI E TERRITORIALI DI SALUTE redatto a cura della Regione Piemonte, ASL TO3, DoRS Regione Piemonte è consultabile su questo sito alla pagina "novità e iniziative"

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).