I FARMACI NEL CONTESTO DELLA SALUTE MENTALE. Seminario a Torino (Marcello Macario)

L’ipertrofia della funzione del farmaco, rispetto alle altre dimensioni essenziali della relazione interpersonale e terapeutica, è sotto gli occhi di tutti. 

Fare in modo che il farmaco perda il suo alone (pseudoscientifico) di onnipotenza e sia semplicemente utile, per un periodo di tempo circoscritto, deve tornare ad essere un obiettivo qualificante per la psichiatria di comunità italiana affinché rimanga consapevole che il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza, compreso quello alla guarigione, non ha nulla a che fare con i recettori della serotonina o della dopamina.

Per questo l’Associazione “Rete Italiana Noi e le Voci” e l’Università di Torino (Dipartimento Culture Politiche e Società) organizzano il Seminario

I farmaci nel contesto della salute mentale:
significati, esperienze, strategie di riduzione e sospensione

con Will Hall
Mercoledì 4 novembre (ore 9-13), presso il Campus Universitario, Torino.

Il seminario è rivolto a operatori (di qualsiasi professionalità), pazienti e familiari, nella convinzione che tutti i punti di vista siano ugualmente importanti e che sia necessario creare occasioni di dialogo e di confronto.

Grazie dell’attenzione e cari saluti,
Marcello Macario
(Presidente Associazione “Rete Italiana Noi e le Voci”)


  
Will HALL
Ex-paziente (diagnosticato come schizofrenico), attivista, counselor, scrittore e formatore nel campo della salute mentale.
E’ una delle figure più note del movimento americano degli utenti; sostiene l’importanza del supporto tra pari (peer support), dell’auto-aiuto e dell’approccio orientato alla recovery.
E’ uno dei co-fondatori del Freedom Center e del Movimento degli uditori di Voci di Portland, ha coordinato Icarus Project e nel 2012 è stato consultato dall’American Psychiatric Association.
Conduce un programma alla radio (Madness Radio).
Ha scritto il manuale “Interrompere l’uso degli psicofarmaci. Guida alla riduzione del danno” che si può scaricare da http://www.willhall.net/comingoffmeds

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Daniele Mencarelli

Fame d'aria

 Mondadori

Tra colline di pietra bianca, tornanti, e paesi arroccati, Pietro Borzacchi sta viaggiando con il figlio Jacopo. D'un tratto la frizione della sua vecchia Golf lo abbandona, nel momento peggiore: di venerdì pomeriggio, in mezzo al nulla. Per fortuna padre e figlio incontrano Oliviero, un meccanico alla guida del suo carro attrezzi che accetta di scortarli fino al paese più vicino, Sant'Anna del Sannio. Quando Jacopo scende dall'auto è evidente che qualcosa in lui non va: lo sguardo vuoto, il passo dondolante, la mano sinistra che continua a sfregare la gamba dei pantaloni, avanti e indietro. In attesa che Oliviero ripari l'auto, padre e figlio trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che una volta era anche pensione, è proprio in una delle vecchie stanze che si sistemano. Sant'Anna del Sannio, poche centinaia di anime, è un paese bellissimo in cui il tempo sembra essersi fermato, senza futuro apparente, come tanti piccoli centri della provincia italiana. Ad aiutare Agata nel bar c'è Gaia, il cui sorriso è perfetta sintesi del suo nome. Sarà proprio lei, Gaia, a infrangere con la sua spontaneità ogni apparenza. Perché Pietro è un uomo che vive all'inferno. "I genitori dei figli sani non sanno niente, non sanno che la normalità è una lotteria, e la malattia di un figlio, tanto più se hai un solo reddito, diventa una maledizione." Ma la povertà non è la cosa peggiore. Pietro lotta ogni giorno contro un nemico che si porta all'altezza del cuore. Il disamore. Per tutto. Un disamore che sfocia spesso in una rabbia nera, cieca. Il dolore di Pietro, però, si troverà di fronte qualcosa di nuovo e inaspettato. Agata, Gaia e Oliviero sono l'umanità che ancora resiste, fatta il più delle volte di un eroismo semplice quanto inconsapevole. Con "Fame d'aria", Daniele Mencarelli fa i conti con uno dei sentimenti più intensi: l'amore genitoriale, e lo fa portandoci per mano dentro quel sottilissimo solco in cui convivono, da sempre, tragedia e rinascita.

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