NEWSLETTER N 1 DI PARLACONLEVOCI.IT  (Associazione di promozione sociale Rete Italiana Noi e Le Voci )

Significati, esperienze e strategie di riduzione dei farmaci

Due incontri con Will Hall - Roma 2 novembre e Torino 4 novembre

L’ipertrofia della funzione del farmaco, rispetto alle altre dimensioni essenziali della relazione interpersonale e terapeutica, è sotto gli occhi di tutti.

Fare in modo che il farmaco perda il suo alone (pseudoscientifico) di onnipotenza e sia semplicemente utile, per un periodo di tempo circoscritto, deve tornare ad essere un obiettivo qualificante per la psichiatria di comunità italiana affinché rimanga consapevole che il pieno esercizio dei diritti di cittadinanza, compreso quello alla guarigione, non ha nulla a che fare con i recettori della serotonina o della dopamina.

Per questo l’Associazione “Rete Italiana Noi e le Voci” in collaborazione con l’Università di Torino (Dipartimento Culture Politiche e Società) e il CNR (Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione) organizza due incontri con Will Hall:

Lunedì 2 novembre (ore 9-17), presso il CNR, aula Marconi, Roma

Mercoledì 4 novembre (ore 9-13), presso il Campus Universitario, Torino

Gli incontri sono rivolti a operatori (di qualsiasi professionalità), pazienti e familiari, nella convinzione che tutti i punti di vista siano ugualmente importanti e che sia necessario creare occasioni di dialogo e di confronto.

Sul sito www.parlaconlevoci.it potete scaricare locandina e pieghevole dei due incontri.

Su www.willhall.net/comingoffmeds potete scaricare l’edizione italiana del manuale di Will Hall “Interrompere l’uso degli psicofarmaci. Guida alla riduzione del danno”.


WILL HALL

-Ex-paziente (diagosticato come schizofrenico), attivista, counselor, scrittore e formatore nel campo della salute mentale.

-E’ una delle figure più note del movimento americano degli utenti; sostiene l’importanza del supporto tra pari (peer support), dell’auto-aiuto e dell’approccio orientato alla recovery.

-E’ uno dei co-fondatori del Freedom Center e del Movimento degli uditori di Voci di Portland, ha coordinato Icarus Project e nel 2012 è stato consultato dall’American Psychiatric Association.

-Conduce un programma alla radio (Madness Radio).

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Il sistema psichiatrico in Brasile. Politiche della salute e modelli di cura

Torino 3 novembre (ore 11)

Seminario organizzato dal Dipartimento Culture Politiche e Società dell’Università di Torino

Roberto Beneduce e Mario Cardano ne discutono con Luciane Kantorsky (Università Federale di Pelotas, Brasile) presso Campus Luigi Einaudi - 3D233 - 3° piano, Torino

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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).