"Liberiamo il PUF": parte la campagna per "occupare" i 18 alloggi disabitati nei palazzi finanziari di Cuneo (Simone Giraudi, Targatocn.it)

Il Palazzo degli uffici finanziari conta infatti 18 appartamenti disabitati da 15 anni: lo Sportello lancia una raccolta firme e si dimostra disposto a iniziare una lunga "lotta civile" perché siano dati alle famiglie sfrattate e in difficoltà

Sperano di ripetere il grandissimo successo della raccolta firme contro l'attuazione della (famigerata) legge Lupi sulle case popolari, i membri dello Sportello Casa di Cuneo, lanciando ufficialmente proprio oggi (4 novembre) la campagna di sensibilizzazione "Liberiamo il PUF".

Protagonista della nuova raccolta firme, il Palazzo degli uffici comunali di Cuneo: inaugurato il 15 novembre 2001, conta da quasi 15 anni ben 30mila metri quadri inutilizzati divisi in 18 appartamenti del tutto disabitati, per un costo di solo riscaldamento pari a circa 400mila euro all'anno (pagati dal demanio). Una situazione semplicemente inaccettabile per lo Sportello, specialmente quando in città ci sono più di 80 famiglie sfrattate e centinaia che hanno fatto domanda di case popolari. Il PUF attualmente presenta anche diversi danni strutturali, allagamenti e infiltrazioni, nell'apparente silenzio dell'Amministrazione comunale.

Lo stato in cui versa il PUF, però, non è certo un problema "di oggi"; già nel 2013 la Senatrice Patrizia Manassero ha inviato al Ministero dell'Economia un'interrogazione in merito, attualmente ancora senza risposta, e lo stesso Sindaco di Cuneo Federico Borgna si è dimostrato interessato a risolvere in qualche modo la situazione.

"Siamo legati al tema della casa" ha detto Carlo Masoero, coordinatore dello Sportello, nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattin (4 novembre), "e abbiamo tutta l'intenzione non solo di portare la questione davanti al Prefetto, ma anche di "animare" il prossimo Consiglio comunale e spingere i consiglieri a inserire il PUF in un ordine del giorno. Ci auguriamo che il Consiglio voti all'unanimità, com'è successo nel caso della vendita all'asta delle case popolari: nel caso non si riesca però a trovare una vera e propria soluzione, siamo pronti a rispondere alla popolazione cuneese anche attraverso l'adozione di pratiche di "lotta civile" non conosciute e non convenzionali nel capoluogo".

Le premesse, però, ci sono tutte: attorno alla campagna "Liberiamo il PUF" è già sorta una vera e propria "coalizione sociale", che ha già visto la FIOM, la Caritas, Libera e e la Pastorale Lavoro dare il proprio incondizionato appoggio.

"Vogliamo fare del PUF un esempio della lotta per il diritto della casa", aggiunge Fabio Panero, "e grazie alla rete di associazioni cuneesi forse può essere possibile". "Al contrario di ciò che si sente dire in giro, l'emergenza casa nella città di Cuneo esiste: siamo al top nella lista del numero di sfratti esecutivi. In senso istituzionale a Cuneo si potrebbe fare qualcosa di più, volendolo; il punto non può essere costruire, ma recuperare l'esistente, però occorono scelte politiche differenti."

La campagna di raccolta firme, appena partita, sembra quindi interesserà la città per diversi dei mesi in arrivo: il direttivo dello Sportello Casa non si è ancora posto un "limite" di tempo, e nemmeno di un tetto massimo di firme da raggiungere. "Sicuramente", chiosa Panero, "questa non sarà una campagna d'opinione. Sarà una campagna ben diversa dal solito."


 simone giraudi

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 Claudio Rabbia

LA MIA VITA CON IL PARKINSON SULLE NOTE DEL TANGO

 

ArabaFenice Edizioni

2018, € 16,00, pag.176

 

Claudio Rabbia racconta con ironia la sua vita, dalle prime bravate da bambino all'incontro con Ivana, dalle difficoltà economiche alla scoperta del Parkinson che, a soli 44 anni, con due figli ancor piccoli, gli stravolge l'esistenza.
Dopo iniziale depressione decide di combattere la malattia a viso aperto, memore delle parole di suo padre "Se non ci riesci prova a fare al contrario di quello che hai fatto finora". Così Claudio studia nuove strategie per affrontare tutti gli ostacoli che la malattia porta al movimento.
Seguendo questa nuova strada si accorge che, dopo aver ballato il Tango argentino, sta meglio: ritrova l'equilibrio, i movimenti sono più sciolti, anche la calligrafia cambia. Ne parla con i suoi medici e da quel momento la sua vita cambia direzione.

QUARTA DI COPERTINA

Mi rimboccai le maniche cercando di dimenticare la frase "Non si guarisce, è una malattia degenerativa". Non volevo limitarmi a cercare stratagemmi per sopravvivere. Da quando misi in pratica quesa teoria, cioè non limitarmi ai consigli dei medici ma provare ad andare oltre, pur non sapendo ancora come, mi accorsi di sentirmi meno depresso. Trovare una speranza diversa dalle solite mi faceva acquisire fiducia in me stesso.
Ora avevo chiara la mia situazione: era come se avessi due personalità dentro di me. Mi dividevo fra la parte mia normale e la parte ammalata: da una parte ero Claudio Rabbia, dall'altra ero Claudio Parkinson. Quindi non ero tutto da buttare, metà di me era normale.
Difficile la convivenza dei due Claudio: il primo sempre attivo e allegro, il secondo ogni volta più lento e malinconico. Questo era il mio nuovo mondo.
Tenere divisi questi due personaggi è stato utile, a mio parere. Non ho mai condiviso la teoria degli psicologi che cercano in tutti i modi di farti accettare "la situazione". Non posso accettare la convivenza in me di un qualcosa che mi fa stare male. CR sta bene e non deve fermarsi per aspettare CP che è lento e che fa stare male. Che provi a correre più veloce se vuole raggiungermi, intanto non ce la farà mai. CR sarà sempre davanti. Accettai così la sfida con Mister park.
BIOGRAFIA DELL'AUTORE
Claudio Rabbia nasce a Cuneo il 16 settembre 1956. La sua famiglia è composta da papà Angelo e mamma Lucia, due sorelle più grandi di lui, Concetta ed Elsa, e due fratelli più piccoli, Paolo e Alberto. Terminata la terza media inizia a lavorare nell'azienda agricola di famiglia a Roata Chiusani.
Il 23 maggio del 1981 si sposa con Ivana Revelli e, dalla loro unione, nascono Maurizio nel 1982 e Andrea nel 1986.
All'età di 44 anni, nel 2000, iniziano le prime difficoltà motorie e dopo le prime visite neurologiche, nel 2001, gli viene diagnosticato un "Parkinsonismo". Poco tempo dopo ha la certezza di essere affetto dalla "Malattia di Parkinson".
Dopo un periodo di comprensibile depressione si rialza, grazie alla forza sua e della moglie Ivana che lo spinge a non chiudersi e a continuare a coltivare la loro grande passione, il Tango Argentino.
Nel 2006 Claudio fonda, con l'aiuto di alcuni amici e dei neurologi dell'Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo, che lo seguono, l'Associazione Parkinson Lago Maggiore con sede a Pallanza.
Nel 2011 apre una seconda sede a Cuneo diventando "Associazione Parkinson Lago Maggiore, Cuneo e le sue Valli", meglio conosciuta grazie al suo originale e simpatico logo con la lumaca "La Parkimaca", portandolo così a far conoscere e divulgare, in Italia e non solo, la tanto sospirata "Tango Terapia".