RASSEGNA CINEMA ARTE E PSICHIATRIA a Mondovì e Ceva (CN)

RASSEGNA CINEMA

ARTE E PSICHIATRIA a MONDOVI'

 

Riceviamo da Mario Silvestro, Presidente di MenteInPace

 

Cinque serate artistiche per parlare di salute mentale a Mondovì (12, 26 gennaio e 2 febbraio) e a Ceva (11 e 25 febbraio)

Una rappresentazione teatrale e la proiezione di due film per parlare di salute mentale: la rassegna “Arte, Cinema e Psichiatria” vuole offrire nuove "lenti" di osservazione della realtà, una realtà talvolta difficilmente condivisibile, ma con cui è possibile comunicare con la mediazione dell'arte che parla all'anima.

Le cinque serate rientrano nelle attività di sensibilizzazione promosse grazie ai fondi dell’8x1000 – in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’ASLCN1 - da “Caritas Diocesana” di Mondovì, Ass.“AVO Mondovì”, Ass. “DiAPsi Mondovì-Ceva” e Ass.“Granda AMA”, con l'obiettivo di iniziare un percorso di conoscenza del disagio mentale attraverso incontri di carattere culturale, senza rinunciare ad una dimensione ludica.

La Rassegna si apre martedì 12 gennaio alle ore 20.45 – presso il Cinema-Teatro Bertola di Mondovì - con lo spettacolo "Prestaci i tuoi occhiali Peggy", frutto di un laboratorio innovativo della regista Silvia Tomatis con la Compagnia teatrale “Cascina Solaro”, che ha al suo attivo altri spettacoli di spessore e successo (fra cui una rivisitazione dell’Antigone di Sofocle e lo spettacolo “La vita è sogno”, liberamente tratto da un’opera letteraria dello spagnolo Calderòn de La Barca) e che coinvolge ospiti, operatori e volontari della Comunità Terapeutica Psichiatrica “Cascina Solaro” e del Centro Diurno “La Gatta Blu” di Mondovì. Spiega Tiziana Vecerina, medico responsabile di Cascina Solaro ed animatrice dell’iniziativa artistica: "Il laboratorio teatrale è durato circa due anni, in quanto scenografia, sceneggiatura e costumi sono stati prodotti dagli stessi partecipanti al gruppo; inoltre abbiamo anche introdotto tecniche audio-visive per la prima volta da quando abbiamo iniziato l'attività teatrale". Lo spettacolo parla della vita di Peggy Guggenheim, mecenate americana che ha dedicato la sua vita alla ricerca di talenti artistici. Guardando la vita attraverso gli occhiali di Peggy abbiamo provato a vedere la realtà come la vedeva lei.

Per la rassegna di cinema sono invece state selezionate due pellicole che intendono toccare questioni della salute mentale per offrire spunti di riflessione agli spettatori.

Elling – che sarà proiettato il 26 gennaio alle 20.45 al Cinema Bertola di Mondovì e l’11 febbraio alle 20.30 al Cinema Borsi di Ceva - è un film norvegese del 2001 diretto da Peter Maes in cui viene affrontato il reinserimento sociale di due pazienti psichiatrici Elling e Kjell, dopo molto tempo trascorso in clinica: l’obiettivo verrà raggiunto attraverso l’aiuto reciproco, la solidarietà che si instaurerà fra i due protagonisti, ma anche gli scontri, che li porteranno ad affrontare le azioni quotidiane (fare la spesa, telefonare…) che per gli altri sono azioni banali, ma per loro tutte sfide nuove e difficili.

Little Miss Sunshine – che sarà proiettato il 2 febbraio al Cinema Bertola ed il 25 febbraio al Cinema Borsi – è invece un film del 2006 diretto da Jonathan Dayton e Valerie Faris in cui la sgangherata famiglia Hoover (madre, padre, fratello, nonno e zio) accompagnano la piccola figlia Olive ad un concorso di bellezza: di fatto viene rappresentata la contrapposizione fra vincenti e perdenti, ma proprio questi ultimi (la famiglia), ognuno con le proprie fragilità e bizzarrie, rimanendo se stessi e facendosi forza a vicenda, riusciranno ad imporsi riuscendo a far andare ogni cosa per il meglio e scoprendo che in ognuno di noi si nasconde un vincente.

 

Vi aspettiamo numerosi!

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.