NASCE IL COMITATO PER LA SALUTE MENTALE IN PIEMONTE

 

Riceviamo dall'Associazione "Più Diritti" di Settimo Torinese e da Sebastiano Piglia della DiAPsi di Ceva e Mondovì e volentieri pubblichiamo

 

 

 

COMITATO per la SALUTE MENTALE in PIEMONTE

Il 3 giugno la Giunta Regionale del Piemonte approva la delibera n° 30 sul riordino della residenzialità psichiatrica che rischia di mettere a repentaglio i percorsi di cura. A partire da quel momento tutte le realtà coinvolte si attivano chiedendone il ritiro. Vengono presentati ricorsi al TAR e la delibera è sospesa perché “potrebbe creare danni gravi e irreparabili”. Il dibattito pubblico sul tema, però, stenta a decollare.  Il 23 e il 24 Ottobre 2015 presso il Caffè Basaglia si tengono le “Giornate basagliane”. Inizia il processo di costituzione del Comitato per la salute mentale in Piemonte.

Si tratta di un comitato trasversale che mira a promuovere iniziative comuni e il confronto permanente fra soggetti diversi che condividono alcune posizioni di fondo sulla salute mentale: associazioni di volontariato, utenti, familiari, operatori pubblici e privati, organizzazioni professionali, sindacati.

 L’obiettivo è unire le forze e rompere il silenzio. A fronte di una necessità di riordino dei servizi, da tutti riconosciuta, nella società piemontese domina una sconcertante assenza di confronto e pubblico dibattito, che ha probabilmente favorito l’elaborazione autoreferenziale di provvedimenti legislativi inadeguati. Attraverso il comitato si intende costituire un gruppo di formazione permanente che produca iniziative culturali e stimoli una riflessione seria e partecipata sulla salute mentale piemontese.

I soggetti aderenti, pur mantenendo le loro differenze, condividono i seguenti principi fondamentali: 

  • al centro sta la persona e non la malattia: i percorsi di cura non riguardano solo il controllo dei sintomi e dei comportamenti: mirano alla guarigione e all’evoluzione personale, a garantire la qualità di vita, il rispetto della soggettività e dignità, l’inclusione sociale, il rifiuto dell’emarginazione e dell’istituzionalizzazione;
  •  la priorità va ai giovani che attraversano le prime fasi del malessere, in un’ottica di prevenzione; alle persone più gravemente sofferenti, bisognose di sostegno e cure protratte nel tempo;
  • i servizi sono orientati dai bisogni e dalle preferenze degli utenti e dei loro famigliari;
  • le cure  non possono limitarsi alla “collocazione” in contenitori fra loro non integrati ed avulsi dal mondo circostante. Occorre garantire percorsi personalizzati e flessibili, costruiti attraverso la co-progettazione e il dialogo tra utenti, servizi delle diverse agenzie e familiari;
  • il coordinamento dei percorsi nell’ottica della continuità, dall’esordio, alle crisi, al trattamento a lungo termine, spetta al Centro di salute mentale pubblico;

·         l’azione dei servizi pubblici  deve articolarsi con quella del privato in un rapporto trasparente di partnership e co-progettazione;

·         è doverosa una costante riflessione critica sul ricorso alle pratiche coercitive (tso, contenzione meccanica, ecc);

·          è da respingere ogni forma di istituzionalizzazione mascherata da terapia per i pazienti autori di reato;

·         è indispensabile il pieno rispetto dei diritti e della dignità professionale dei lavoratori impegnati in salute mentale, inscindibile dal rispetto dei diritti degli utenti. Il lavoro sulla relazione non può prescindere dalla serenità e dal benessere di chi lavora.

 

Il comitato si pone anche l’obiettivo di sostenere la richiesta, già giunta da più parti, alla Regione di istituire una Consulta o Osservatorio permanente sulla Salute Mentale, che comprenda tutti gli attori coinvolti, e in primo luogo le associazioni di utenti e familiari, per monitorare la qualità dei servizi, gli esiti dei trattamenti e la soddisfazione di utenti e familiari.

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Carla Soldi (giovedì, 28 gennaio 2016 09:01)

    Attualmente il CSM non segue e non controlla nelle Residenze il progetto terapeutico, il paziente non è seguito né osservato nel suo vivere. Come può essere valutata la sua partecipazione, l’ambientarsi, le reali attività svolte, il progredire o meno, come si può fare una seria revisione del progetto? Si impongano meno obblighi strutturali alle residenze e più obblighi di confronto e partecipazione di CSM e psichiatri responsabili con le residenze.
    Il miglioramento di un paziente in una residenza sanitaria non sempre avviene in tre anni e non può avvenire per Delibera regionale, con obbligo di trasferimento altrove. Ogni persona ha i suoi tempi. Il mancato o non ancora raggiunto miglioramento (realtà ben frequente) deve permettere il prolungarsi della permanenza e un adeguamento del progetto ai suoi reali bisogni. Ma non deve obbligare al passaggio in residenza solo assistenziale considerando il malato soggetto a perdere. Una residenza per malati deve avere carattere sanitario seppure diversamente modulato. Il diritto alle cure sanitarie è costituzionalmente prioritario. Il cambiamento di residenza se non adeguatamente valutato, o non accettato dal paziente, è destabilizzante e porta al peggioramento vanificando lavoro e costi di anni ed inciderà per anni con maggior spesa.

    Da definire le attività terapeutiche riabilitative e socio-riabilitative, anch'esse pur sempre terapeutiche. Il ridursi dei budget portano praticamente a confonderle?

    Saluti a tutti:
    Carla Soldi

 

Questo sito è iniziato

il 02-06-2014

TOTALE VISITATORI

40504

TOTALE VISITE

58974

Dati aggiornati

al 18-10-2019

DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE
anni 2014-2018
DATI COMPLETI SITO MENTEINPACE.pdf
Documento Adobe Acrobat 618.6 KB

Referenti del Movimento “Le Parole Ritrovate”

a cui ci si può rivolgere per informazioni e collaborazioni

nelle regioni d’Italia dove il movimento è presente

 

vai anche alla pagina CONTATTI

Movimento LE PAROLE RITROVATE
Elenco Referenti regione per regione
elenco referenti regionali.pdf
Documento Adobe Acrobat 196.6 KB

----------------------------------------------

ATTIVITA' MENTEINPACE 2018
MIP - ATTIVITA' 2018.pdf
Documento Adobe Acrobat 129.6 KB
PROGETTO "STARE BENE INSIEME"
Relazione descrittiva presentata alla Fondazione CRC
PROGETTO STARE BENE INSIEME- RELAZIONE D
Documento Adobe Acrobat 405.0 KB

 

GUARDA LE NOVITA' della

CASA DEL QUARTIERE DONATELLO

http://www.casadelquartieredonatello.it

     Leonardo Caffo

     

    Il bosco interiore

     

Per una vita non addomesticata in compagnia di Henry D. Thoreau

 

     Edizioni Sonda, 2015

 

     Vivere una vita non addomesticata, vuol dire vivere in modo da non essere quello che vogliono gli altri. Significa prima di tutto cercare di vivere ogni giorno una vita non addomesticata. Nonostante tutto. Nella crisi in cui siamo immersi - economica, culturale e di valori - finiamo con il sentirci tutti precari e impotenti, desiderosi di fuggire da un tipo di società che ci opprime. Misurarsi con le durezze della Natura e del "selvatico" sembra un buon viatico per recuperare sé stessi; del resto, romanzi e film ispirati a questa scelta (dal premiato "Into the Wild" al più recente "Wild", ispirato all'esperienza di Cheryl Strayed) riscuotono interesse, accendono dibattiti e coinvolgono lettori e spettatori. Non tutti ricordano che l'ispiratore di questa scelta è stato il filosofo americano H.D. Thoreau che in "Walden o la vita nei boschi" raccontò i suoi due anni trascorsi in una capanna sulle rive del lago Walden, in Massachusetts. Leonardo Caffo si è interrogato se, al di là del mito, Thoreau ha ancora qualcosa di attuale da comunicare a ognuno di noi, riguardo al senso della vita, alle relazioni umane, al lavoro, alle forme di partecipazione sociale e politica, all'ambiente. In queste pagine rilegge le questioni della contemporaneità alla luce degli insegnamenti del filosofo americano, già ispiratore del pensiero nonviolento di Gandhi, Martin Luther King e della Beat generation. E ci spiega come il suo pensiero continua a essere una fonte di ispirazione per condurre diversamente le nostre vite.

 

Turismo
in Langa

Notte al Castello

Castello dei Conti Roero di Monticello d’Alba
Giovedì 31 ottobre 2019 e Sabato 2 novembre 2019
In occasione della festa di Halloween

leggi di più su

http://www.turismoinlanga.it/it/notte-al-castello-monticello-halloween/

 Apple cinnamon tart Crostata mele e cannella

Ingredienti per uno stampo da 22-24 cm

  • 250 g di farina 00
  • 125 g di burro freddo a cubetti
  • 100 g di zucchero a velo o semolato
  • 1 uovo intero medio
  • Vaniglia naturale in bacca
  • 350 g di confettura di mele a pezzettoni
  • Cannella
  • (eventuale mela fresca in aggiunta)

Per la preparazione e il video CLICCA SU:

https://unabloggerincucina.it/apple-cinnamon-tart/