CONSIDERAZIONI CIRCA LE MOZIONI SULLA DGR n.30 (Enrico Di Croce)

Il nostro obiettivo è presentare una proposta dettagliata di modifica della DGR30 alla quarta commissione (più precisamente: “IV Commissione Sanità Assistenza Servizi Sociali, Politiche degli Anziani”), che è un organo del Consiglio Regionale.

E’ importante ricordarci che il Consiglio Regionale è già abbastanza vicino alle nostre posizioni: a dicembre ha approvato, a larghissima maggioranza, due mozioni con le quali impegna l’Assessore a modificare la delibera sulla residenzialità. Le mozioni sono state promosse dai partiti più importanti del consiglio: una della maggioranza, firmata dal capogruppo e segretario regionale del PD Davide Gariglio. L’altra, dell’opposizione, dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Vignale. Il Presidente della IV Commissione si chiama Domenico Ravetti ed è del PD. Il vicepresidente è Davide Bono dei 5 Stelle, che era presente al nostro incontro del 13 gennaio. Della Commissione fanno parte sia Gariglio che Vignale, sia Nino Boeti del PD sia Marco Grimaldi di SEL che erano presenti il 13 gennaio.

Non possiamo certo presentare il nostro documento senza riconoscere quello che il Consiglio ha già sostenuto e che noi approviamo. Dovremmo aggiungere quello che manca, fare presente quello che non condividiamo e, soprattutto, provare ad andare più nei dettagli, visto che le mozioni affermano principi generali.

1)      Una parte degli appartamenti e’ terapeutica (mozione Gariglio e Vignale); la distinzione va fatta su base funzionale (mozione Gariglio). BISOGNA DEFINIRE IL LIMITE FRA APPARTAMENTI TERAPEUTICI (SRP1 e 2) e ASSISTENZIALI (SRP3). Secondo la mozione Vignale sono terapeutici quelli coperti sulle 24 e 12 ore (Il che, secondo me, è del tutto insufficiente e improprio). Secondo la sintesi di Lanteri invece dipende dalle caratteristiche degli utenti inseriti e dal turnover (cioè da quanto gli utenti riescono ad evolvere). Secondo la nostra bozza di manifesto di inizio gennaio dipende anche dal tipo di operatori presenti (prevalenza di operatori sanitari, educatori, psicologi, infermieri). PENSO CHE DOVREMMO PRODURRE UNA NOSTRA PROPOSTA PIU’ PRECISA E DEFINITA.

2)      Negli appartamenti sono sufficienti le caratteristiche di civile abitazione: lo chiede anche la mozione Gariglio

3)      Sono necessari progetti individuali di domiciliarità, alternativi o successivi alla residenzialità, che la DGR30 non cita. Lo chiediamo noi e anche le mozioni Gariglio e Vignale. La mozione Vignale parla esplicitamente di budget di salute: il che significa (si veda la delibera dell’Emilia Romagna che ho condiviso ieri)  che l’ASL PUO’ SPENDERE SOLDI PER PROGETTI MOLTO INDIVIDUALIZZATI E FLESSIBILI, che servono per ore operatori, o per qualunque altro fine considerato utile nell’ambito del progetto individuale, compreso un eventuale INTERVENTO ECONOMICO finalizzato alla cura per chi sta a casa propria, come chiede Daniele Bego. In sostanza il budget di salute consente anche un uso più trasparente  dell’assegno terapeutico. QUESTI PROGETTI DEVONO ESSERE DI NATURA SANITARIA; il che significa che, come in Emilia,, anche se è previsto e utile una compartecipazione di servizi sociali e utenti, quando è indicato, essa viene decisa caso per caso e soprattutto l’Asl può decidere di spendere tutti i soldi che reputa necessari per il singolo progetto, nei limiti del budget complessivo che le è assegnato

4)      Deve essere sempre centrale il ruolo del Csm. Questa centralità, che chiediamo noi e che chiede con forza Carla Soldi non è prevista, se non in maniera formale e burocratico (compilazione del Piano terapeutico individuale) dalla DGR30 e manca anche nelle mozioni Vignale e Gariglio. Io non credo che sia generalizzabile quello che dice la signora Soldi e cioè che i csm sono assenti dalla attività dei gruppi appartamento: dipende da situazione a situazione. Però è vero che la Regione ha sostenuto la posizione opposta per cui NON BISOGNEREBBE creare alcuna commistione fra pubblico e privato e gli operatori del Csm dovrebbero astenersi assolutamente dal prendere parte dalle attività dei GA, perché questo sarebbe uno spreco di denaro pubblico visto che ci sono già gli operatori privati. SU questo punto sono stati presentati addirittura ricorsi alla corte dei conti. E? una questione fondamentale: noi dovremmo sostenere che LA COPROGETTAZIONE, L‘INTEGRAZIONEl lavoro fianco a fianco, di operatori pubblici e privati, E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIA affinché i progetti non si risolvano in una delega a perdere.

5)      Oltre al diritto ad evolvere esiste anche il diritto a scegliere rimanere nello stesso luogo, se ha senso nell’ambito del progetto, evitando deportazioni. Lo sottolinea Carla Soldi. La permanenza a lungo termine pone la questione della compartecipazione e della distinzione fra terapeutico e assistenziale, di cui al punto 1.

6)      La pari ammissibilità dei titoli di studio compare nella mozione Gariglio.

7)      La coprogettazione con utenti e familiari e anche l’istituzione di un’osservatorio.consulta è chiesta sia da mozione Vignale che Gariglio

8)      La questione dei diritti dei lavoratori è assente dalle mozioni e  dovremmo assolutamente  rilanciarla

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Commenti: 2
  • #1

    Nina Anastasio (domenica, 22 gennaio 2017 20:49)


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  • #2

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.