UN PARERE SULLA RIABILITAZIONE IN PSICHIATRIA (Daniele Bego)

Dopo aver letto il decreto regionale n°30 e il ricorso medesimo , credo d’aver capito che : il consiglio di stato del 2012 ha ribadito che le regioni hanno il compito di adottare determinazioni di natura autoritativa e vincolante dei limiti di spesa sanitaria ecc, e non una fase concordata e convenzionale ,  sul modello AGENAS- GISM( che cos è questo agenas gism ?).Come è stato già evidenziato nel ricorso, un corretto censimento funzionale aggiornato , permetterebbe in prima  analisi di capire meglio quali siano le reali esigenze degli utenti (ultimo censimento risale agli anni 2000).E’ Anche vero, che i componenti della giunta sono stati eletti per risolvere dei problemi e non per aumentarli . Occorre anche tenere presente che se non si arriva ad un accordo soddisfacente, questo dovrebbe essere chiarito tramite organi d’informazione come stampa e televisione in modo tale che non ci si mischi con decisioni non consensuali .Non bisogna aver aura di  chiedere, anzi in una percentuale numerica si deve sempre partire da 100  per poi arrivare a dei margini soddisfacenti. Il punto nel quale il comune o le famiglie devono contribuire per il 60% delle spese ,in riferimento agli utenti collocati in S.P.R .3,innescano a mio avviso delle domande che sono ;il comune che ha nel suo territorio strutture di questo tipo deve sostenere le rate anche degli utenti che provengono da altri comuni ?A tale riguardo va precisato che le addizionali comunali irpef (imposta sul redito delle persone fisiche) a Torino e nel comune di Settimo To,sono le più alte della regione Piemonte. Come famigliare ,avanzerei due proposte:la prima riguarderebbe gli utenti che sono ospiti di strutture in S.R.P.3(utenza con bassa intensità assistenziale e di copertura, che sono i gruppi appartamento, comunità alloggio,o appartamenti supportati) che dovrebbero avere la possibilità, dopo una verifica del personale competente  e se ci sono i presupposti famigliari ,per essere collocati nella propria famiglia di origine (e non solo ad altre famiglie ,come lo prevedono alcuni progetti ) con un contributo economico.Lo stesso contributo andrebbe esteso anche alle famiglie che hanno in carico famigliari con queste caratteristiche, che tutti i giorni affrontano spese indirette causate dal famigliare,con una forte penalizzazione economica, fisica e psicologica  e che solo le cronache giornalistiche ne evidenziano la loro criticità.Ci sarebbe anche un sostanziale risparmio economico per la sanità pubblica regionale( i costi x S.R.P.3  vanno dai 92 € ai 56 € giornalieri ).Si tenga presente anche, che i D.S.M. non funzionano più bene come gli abbiamo conosciuti diversi anni fa, ma si limitano a gestire le urgenze a mio modesto parere, con la perdita di professionalità e capacità che le avevano contra distinte nel settore sanitario regionale . 2°punto:il lavoro, inteso non come sostentamento ma come la continuazione di un percorso terapeutico come lo sono i farmaci,per un inserimento a pieno nella società. A tale proposito, si dovrebbero garantire alcuni posti di lavoro nelle strutture lavorative della regione,dello stato dei comuni, come avviene per altre disabilità, per una VERA retribuzione. Le borse lavoro che rappresentavano un ottima partenza ,sembrano che non siano più finanziate o alquanto limitate.Il limite di queste borse lavoro sono di una remunerazione insufficiente e qualora si venisse confermati , la remunerazione in genere rimane invariata, ma allo stesso tempo se supera i 4.790 € annui, (circa 400 euro mensile ) non da diritto all’integrazione con la modesta pensione d’invalidità(270 euro circa),ottenuta con i requisiti di legge e inoltre non si possono scaricare  le spese extra come quelle dentistiche, tramite i 730( perchè sono esenti dalle trattenute irpef ). Questo è un sistema nato  non per integrare le persone con disabilità ma per aumentarle le loro criticità.   

 

DANIELE BEGO

Associazione "Più Diritti", Settimo Torinese

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

I LUOGHI DEL POSSIBILE

Fare salute mentale oggi

 

a cura del Consorzio Cascina Clarabella

 

Introduzione
La salute mentale che sogniamo
Claudio Vavassori, Carlo Fenaroli

L’IDEA DI CURA

Mettere tra parentesi la malattia mentale
Nuove (e vecchie) ipotesi per la cura della sofferenza psichica
Intervista a Angelo Barbato a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

Riconoscersi nel destino di fragilità dell’altro
Per curare servono introspezione e immedesimazione
Eugenio Borgna

Perché non bastano gocce e pastiglie
Se la salute mentale è data da casa, lavoro e rete sociale
Andrea Materzanini

La salute mentale tiene le porte aperte
Il sogno di Cascina Clarabella
Intervista a Claudio Vavassori a cura di Roberto Camarlinghi

PER UNA CITTA’ CHE CURA

Il sogno della città che cura
L’attualità della lezione basagliana
Intervista a Franco Rotelli a cura di Roberto Camarlinghi

Di chi sono gli adulti fragili di una città?
Un’esperienza di collaborazione tra servizi a Piacenza
Corrado Cappa, Claudia Marabini

I luoghi buoni della cura
Come mandare avanti la rivoluzione culturale avviata da Basaglia
Intervista a Peppe Dell’Acqua a cura di Anna Poma

Fare inserimenti lavorativi nel tempo della crisi
Una sfida epocale per la cooperazione sociale
A cura di Carlo Fenaroli e Claudio Vavassori

Lavorare con il sogno di una felicità urbana
Senza un’utopia rimane il poco che viviamo quotidianamente
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi e Francesco d’Angella

PER UNA PSICHIATRIA DI COMUNITA’

In salute mentale il sociale è importante
Perché prendersi cura della vita quotidiana
Andrea Materzanini

Rompere l’inerzia psicotica
A cosa serve il budget di salute
Domenico Castronuovo

Il budget di salute in dieci punti
Verso una psichiatria di comunità
Roberto Legori, Greta Manca

Storie in cammino verso l’autonomia
Tre racconti di operatori
Valentina Gaspari, Mauro Peri,Greta Manca

LETTERE AI GIOVANI OPERATORI

A un giovane operatore della salute mentale
Lettera aperta per riconoscerci in una storia che parla al futuro
Peppe Dell’Acqua

Navigare nei mari della salute mentale
Raccomandazioni ai giovani marinai di un intrepido equipaggio
Intervista a Benedetto Saraceno a cura di Roberto Camarlinghi

 

Essere operatore della salute mentale
Idee per un manifesto
A cura degli operatori della Cascina Clarabella

 

   Micheline Cacciatore

  

Quando l'ansia infantile prende il sopravvento

 
Casa editrice: CreateSpace Independent Publishing Platform
pag.118 - € 11,22
 

https://www.amazon.it/Quando-lansia-infantile-prende-sopravvento/dp/1983896691

   

 

Uno psichiatra e una psicologa si confrontano a partire da un libro che racconta l'esperienza di lotta di una madre accanto a una figlia contro l'emetofobia, un'ansia infantile che genera una paura irrazionale.
 
Il libro narra una storia realmente accaduta, raccontata in prima persona da una madre che si trova a dover gestire l'insorgenza dell'emetofobia (paura irrazionale del vomito) nella vita di sua figlia e della sua famiglia. Mentre le condizioni di sua figlia peggiorano di giorno in giorno: diventa sempre più magra, si rifiuta di uscire di casa, utilizza una serie di rituali ossessivi, questa madre si rende conto che le normali sedute settimanali di psicoterapia non sono sufficienti ed è necessario trovare una cura specifica. Nonostante l'emetofobia sia una delle cinque fobie più diffuse, è ancora poco conosciuta e trovare una cura adeguata può essere difficoltoso. Dopo varie ricerche, la madre approda finalmente alla Clinica Universitaria di Miami che propone una terapia mirata: la desensibilizzazione graduale intensiva, che prevede un'esposizione progressiva allo stimolo che provoca la fobia, in questo caso il vomito. Nel corso del libro viene raccontato il percorso terapeutico che porta gradualmente la giovane paziente, ma anche i suoi familiari, a gestire e superare la fobia. In seguito a questa esperienza, Micheline Cacciatore, l'autrice ha aperto un blog “Emetofobia destrutturata” nel tentativo di raggiungere ed essere d'aiuto ad altri genitori che si trovano ad affrontare la stessa problematica.
Quando l'ansia infantile prende il sopravvento è il primo libro di Micheline Cacciatore. Il successo del suo blog, “Emetofobia Destrutturata”, l'ha convinta a scrivere per raggiungere ancora più persone. È cresciuta in Massachusetts e ha frequentato la Walnut Hill School of Arts, dove ha studiato danza classica. Dopo un brutto infortunio, che le ha impedito di proseguire la carriera di ballerina professionista, ha frequentato la scuola di fotografia, dove ha ottenuto il diploma di fotografa e ha conosciuto il suo futuro marito. Dopo aver lavorato alcuni anni come fotografa, è tornata alla sua vera passione, la danza, dedicandosi all’insegnamento. Nel 2010, Micheline ha venduto la scuola di danza in Massachusetts, per trascorrere più tempo con la sua famiglia. Insegna ancora danza e vive a Miami, con il marito e i due figli.