AMUNÌ (Compagnia teatrale VOCI ERRANTI)

Teatro Toselli

Martedì 23 febbraio, ore 21 | ore 11 per le scuole

Il comune di Cuneo ospita come spettacolo fuori abbonamento della stagione teatrale 2015/2016
lo straordinario spettacolo con protagonisti i detenuti del Carcere di Saluzzo

 

AMUNÌ

 

“Davanti a me vedo un gruppo di detenuti che si muovono in un grande spazio vuoto. Li osservo e vedo uomini nel pieno della vita, nell’età di essere padri. Basta un gesto involontario o una parola uscita dal controllo e la visione cambia completamente, ora li vedo figli. Figli-padri, padri -bambini, figli difficili e padri assenti, figli senza padri non perché orfani ma in quanto privi di padri autorevoli, testimoni delle responsabilità della vita. Ora vivono nell’attesa del ritorno alla libertà e nel frattempo, diventati loro stessi padri, attendono il ritorno del padre”.

Questo è il punto di partenza del lavoro svolto dalla Compagnia Voci Erranti nel 2013 con i detenuti del Laboratorio Teatrale del carcere di Saluzzo.

Tredici detenuti, diretti da Grazia Isoardi e con la coreografia di Marco Mucaria, portano in scena una storia di figli che attendono il ritorno del padre e nell’attesa, attraverso i ricordi, ritornano a loro volta bambini per poi prendere consapevolezza della propria paternità. E' passato il tempo del padre-padrone e del padre-eroe, ora emerge la necessità di avere padri testimoni di come si possa trasmettere ai propri figli e alle nuove generazioni la speranza nell’avvenire, il senso dell’orizzonte. C’è da chiedersi se esiste un’alternativa alla guerra tra generazioni e all’individualismo senza speranza che caratterizza le relazioni quotidiane.

Lo spettacolo è frutto del Laboratorio Teatrale portato avanti all'interno della Casa di Reclusione “R. Morandi” di Saluzzo.
Questo progetto ha avuto inizio nell’ottobre 2002 per volontà del Direttore, Dott.ssa Marta Costantino, e della Responsabile dell’Area Educativa.
Nato come puro percorso di formazione teatrale, l'attività è diventata man mano un luogo di espressione e possibilità di creazione artistica di grande importanza per la elevata valenza educativa del lavoro artistico e per la possibilità di contatto tra i detenuti e il mondo esterno che esso prevede.
Dal 2004 il gruppo partecipa a Rassegne e Festival teatrali portando gli spettacoli al di fuori delle mura. Inoltre nel 2006 RAI3 ha dedicato al progetto una puntata della trasmissione “Racconti di vita” e la Televisione Belga KVS, nel 2008, ha prodotto un documentario sull’esperienza del gruppo.
Nel febbraio 2008 è stato rappresentato lo spettacolo “Lividi” all’interno della Stagione di Teatro Sociale del Teatro Eliseo a Roma.

L’attività si svolge due giorni alla settimana per un gruppo di 20 detenuti ed è un percorso che sviluppa un programma di lavoro fisico e di educazione vocale.
Il teatro in carcere è cultura che diventa occasione di cambiamento, luogo in cui il detenuto può rivedersi e sperimentare un modo nuovo di relazionarsi, scoprire capacità
espressive e rielaborare il proprio vissuto. Perché come disse, un giorno, Mario “...se invece che pane e pistole avessi mangiato pane e cose belle, oggi non sarei in galera a far credere di essere un grande uomo” .

“Cosa mi piace del teatro?
La solitudine dell’attore in scena.
Le luci spente , il pubblico muto.
In quel momento io divento sordo e non vedo più nulla, tranne un filo invisibile che mi collega alla platea e mi sento come fossi inchiostro mentre il pubblico è la carta bianca.
Con la leggerezza di una piuma scrivo ciò che ho nella mente prima che la musica mi faccia uscire per nascondermi dietro le quinte.
In quel momento mi sento leggero.
Sono altrove.”

Rachid

 


Biglietti € 8 in vendita online su comune.cuneo.gov.it/cultura/teatro.html, presso Palazzo Samone, via Amedeo Rossi 4 e la sera dello spettacolo presso il botteghino del teatro. Info e prenotazioni scuole: 0171.444812-818.

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LE PAROLE RITROVATE

LA RIVOLUZIONE DOLCE DEL FAREASSIEME

NELLA SALUTE MENTALE

 

Prefazione di Fabio Folgheraiter

 

 


Le Parole ritrovate sono un movimento che negli ultimi vent’anni ha cercato di rivoluzionare la salute mentale in Italia. Lo ha fatto    in maniera “dolce”: attraverso la passione e l’impegno quotidiano   di migliaia di persone. Questa rivoluzione si ispira a un principio: dare voce alle persone. Fare in modo che anche utenti e familiari abbiano un ruolo attivo e siano coinvolti nelle decisioni che con- tano attraverso quell’approccio che è diventato noto in tutta Italia come fareassieme. Sembra un principio semplice, ma purtroppo non è scontato. Nell’Italia della salute mentale, che viaggia a molte velocità diverse, ci sono ancora realtà dove le persone che soffrono di disturbi psichici – e le loro famiglie – sono spesso abbandonate    e inascoltate. Lasciate ai margini.

Le Parole ritrovate, in questi vent’anni, hanno messo in atto mol- tissime iniziative per far ritrovare le parole a queste persone. E ascoltare davvero i loro bisogni. Per una salute mentale più umana   e più giusta.

 

Questo libro racconta proprio la storia di Le Parole ritrovategrazie ai contributi – preziosi e variegati – di chi questa rivoluzione l’ha messa in atto con azioni e iniziative concrete: dalle attività nei Dipartimenti, ai convegni, passando per originali traversate dell’o- ceano in barca a vela o viaggi in treno fino a Pechino. Il comune denominatore è che ogni iniziativa ha visto protagonisti medici e utenti, operatori e familiari. Tutti, in questo libro, raccontano un cambiamento possibile. Tante esperienze – in Italia, ma non solo – che prese singolarmente possono sembrare piccole, ma unite l’una all’altra dipingono un quadro di fiducia e speranza.

  Piero Ferrucci

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Teoria e pratica della psicosintesi

 

Astrolabio-Ubaldini Editore

collana: Psiche e coscienza
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Assieme a un'esauriente esposizione della concezione psicosintetica, integrata da molti insegnamenti inediti di Assagioli, questo libro offre numerosi esercizi psicologici di immediata e semplice attuazione. Chiunque li può usare per esplorare i panorami sconosciuti della psiche, trasformare le emozioni negative, dare impulso alla propria evoluzione personale e attingere alle proprie risorse creative latenti.

 

 

 

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