LA MIA ESPERIENZA NEL GIARDINO FORESTA DEL QUARTIERE DONATELLO (Maria Rita Porcu)

IL GIARDINO FORESTA NEL QUARTIERE DONATELLO
Attività a cui partecipa anche il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare

 

 

Sono Maria Rita,
dal mese di Settembre 2015 ho deciso di accettare come utente il percorso di cura ambulatoriale dei pasti assistiti presso il Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare di Cuneo A.S.L.CN1.A questo percorso il Centro sopracitato affianca dopo il pasto diverse attività tra cui,pet therapy,corso di scrittura autobiografica,corso di teatro, espressioni delle proprie emozioni attraverso il disegno, un incontro mensile con la Dottoressa Massimo psicologa con tutto il nostro gruppo per fare il punto della situazione.
Tutte esperienze molto apprezzate da coloro che vi aderiscono. Dal mese di Novembre 2015 sempre affiancate dal Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare abbiamo intrapreso un nuovo modo di curarci attraverso un contatto concreto con la terra,con la realizzazione di un sogno:
Quello del “Giardino Foresta Edibile In Città” unico esempio in Italia in un ambiente urbano(Cuneo), perche esistono altre realtà di giardino foresta ma fuori della città.
Noi utenti stiamo attivamente collaborando ,sempre seguiti dal Centro Disturbi del Comportamento Alimentare con molto affetto, anche con molti gruppi di volontariato che sono molto attivi:il gruppo spontaneo Z di Zappa(di cui anch’io faccio parte con mio marito) di Cuneo di cui fa parte l’agronomo Andrea Sessa che ci dà i ragguagli in merito a cosa fare. Questo gruppo si sta attivando tantissimo insieme ad un rappresentante importante dell’Istituto Italiano di Permacultura Pietro Zucchetti (potete trovare tutto su internet), con il Comitato del Quartiere Donatello di Cuneo che ha ottenuto il permesso dal Comune di Cuneo di usufruire di quest’area verde e dell’Associazione MenteInPace di Cuneo che ci ha sempre sostenuto e continua a farlo. Tutto ciò in assoluto volontariato.
Nel “Giardino Foresta” stiamo seguendo il metodo della Permacultura completamente naturale (reperibile su internet), abbiamo piantato più di cento alberi da frutto anche di varietà rare o dimenticate oltre a varie piante aromatiche. Abbiamo inoltre preparato un semenzaio con oltre 50 varietà di piante aromatiche e leguminose (ricordo che questo è l’anno dedicato alle leguminose) in due occasioni : una nel “Giardino Foresta” e l’altro in occasione della giornata nazionale del “FiocchettoLilla” dedicata alla sensibilizzazione per i disturbi del comportamento Alimentare presso l’ambulatorio dedicato..
Concretamente quest’esperienza che stiamo facendo ci è molto utile a livello psicofisico, lavorando di testa e di braccia, facendoci conoscere e collaborare con altre realtà, con persone mai viste, al di fuori di una pura realtà ambulatoriale, quindi di una concreta comunicazione con altri.
Vi invito tutti a visitare il “Giardino Foresta”che sta nascendo a Cuneo nel quartiere Donatello in Via Rostagni e a cogliere, quando sarà il momento, i frutti di queste piante; vi ricordo che ci saranno anche tanti fiori.
Se qualcuno di Voi ha recepito questo messaggio di comunicazione attraverso la terra lo metta in pratica e vedrà che né trarrà tanta felicità. Grazie

 

Cuneo 13 Aprile 2016 
Maria Rita Porcu 
(pubblicato con il consenso scritto dell'Autrice)

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Commenti: 2
  • #1

    Beatrice (venerdì, 15 aprile 2016 15:34)

    Ciao Maria Rita,
    ho letto con interesse il tuo articolo e ho percepito tanto entusiasmo e voglia di vivere. Bravissima!!! Continua così!
    Anche a me piacciono tanto i fiori e le piante in generale. Prendermi cura di una piantina, anche la più insignificante, è per me fonte di soddisfazioni e mi procura serenità. "Pasticciare" nella terra mi rilassa molto e mi fa star bene.
    Perciò applaudo a questa iniziativa del Centro e auguro a tutte voi di ricavarne tanta forza e felicità.

  • #2

    maria rita (mercoledì, 20 aprile 2016 23:06)

    grazie beatrice delle tue parole scritte con il cuore un forte abbraccio e baci da maria rita ti sono molto vicina

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Farhad Bitani

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«Sono tante, forse troppe, le cose che ho visto nei miei primi trentatré anni di vita. Adesso le racconto. Ho lasciato le armi per impugnare la penna. Traccio i fatti senza addolcirli, senza velarli. Dopo aver vissuto l’infanzia, l’adolescenza e la prima giovinezza nell’ipocrisia, ho un tremendo bisogno di verità».

Inizia così la sconvolgente testimonianza di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito, un giovane uomo che ha attraversato da osservatore privilegiato la storia dell’Afghanistan: dal potere dei mujaheddin ai talebani fino al governo attuale, che vive sotto l’ombrello occidentale.
Farhad nasce a Kabul nel 1986, ultimo di sei fratelli. Suo padre è un generale dell’esercito di Mohammad Najibullah Ahmadzai, il quarto e ultimo presidente della Repubblica Democratica dell’Afghanistan. Ma, con la presa del potere da parte dei 
mujaheddin, nel 1992, le cose cambiano. Solo rinnegando il passato e diventando un mujahed, il padre di Farhad avrà salva la vita.

Da quel momento l’esistenza del giovane Farhad cambia radicalmente. La sua famiglia si trasferisce in una grande casa, presidiata dagli uomini della scorta. È a loro che Farhad chiede in prestito le armi, per i suoi giochi di bambino. Quello che sogna è un futuro da combattente, alla testa di un manipolo di uomini. Sparare, uccidere, avere potere e ricchezza: non c’è nulla che desideri di più. Ma le cose sono destinate a mutare ancora. Quando i talebani strappano il potere ai mujaheddin, la sua famiglia cade in disgrazia. Mentre suo padre si trova in prigione, Farhad conosce la fame, la miseria, l’indottrinamento forzato all’Islam. Condotto allo stadio, viene costretto ad assistere alle lapidazioni del venerdì, le punizioni per gli infedeli, coloro che trasgrediscono le leggi del fondamentalismo. Sarebbe facile cedere all’imbarbarimento, credere a ciò che viene inculcato, diventare come coloro che professano la pace, alimentando la guerra. Ma se fosse possibile un destino diverso? Si può attraversare l’inferno e uscirne redenti?
Da guerriero islamista a dialogatore per la pace, attraverso questo libro possente e drammatico Farhad Bitani offre al mondo il vero volto dell’Afghanistan, raccontando in maniera vivida la guerra civile, la violenza gratuita, le perversioni del potere e l’uso della religione come strumento politico. 

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Federica Giuliani, Gelso nella vita e nel web, la cucina nel DNA e tante cose da raccontare, tra una ricetta e l’altra! Nella mia cucina convivono ordine, precisione e il caos della creatività, citazioni classiche e poeti maledetti, accostamenti insoliti e ricette base, racconti vicini e lontani, dal mito alla leggenda, a volte tristi, a volte dal finale lieto, innaffiati di buon vino e buoni propositi. 

 

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