COMUNICAZIONE E RELAZIONI IN FAMIGLIA. Progetto Arcipelaghi (DiAPsi Cuneo)


Associazione Difesa Ammalati Psichici

Di.A.Psi.  Cuneo

Via Mons. Peano 8 b – Cuneo

Email:  diapsi.cuneo@hotmail.it

 

La DIAPSI-Cuneo organizza, nell’ambito del progetto

Arcipelaghi, nella propria sede, tre incontri
dal titolo:

 

COMUNICAZIONE E RELAZIONE IN FAMIGLIA

 

UN'ESPERIENZA DI SOSTEGNO AI FAMILIARI NELLA MALATTIA MENTALE

 

Coordinatrice dr.ssa Susanna CIELO, psichiatra, psicoterapeuta

 

nelle seguenti date:

  • sabato 30 Aprile 2016
  • sabato 21 Maggio 2016
  • sabato 11 Giugno 2016

ore 9,00-13,00

 

La partecipazione è gratuita. Per l'iscrizione telefonare al numero 0171.65366

 

 

L’Associazione DIAPSI è nata a Cuneo nel 1995 per offrire un sostegno ai malati psichici e alle loro famiglie. In questi anni, attraverso l’opera di volontari-amici, si sono svolte attività di gruppo finalizzate alla risocializzazione, in particolare con l’organizzazione di un Laboratorio di attività manuali a cadenza settimanale.

Alcuni volontari sono stati presenti nel reparto ospedaliero, per affiancare i malati e offrire loro ascolto partecipe. In favore delle famiglie sono stati organizzati gruppi di auto-mutuo aiuto, condotti da psicologi, che hanno consentito di confrontarsi e di stringere legami di amicizia e condivisione dei problemi.

Inoltre sono state organizzate Conferenze informative, aperte alla cittadinanza, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi legati alla malattia mentale.

 

Lo scorso anno è stato avviato il progetto denominato “ARCIPELAGHI”, un’esperienza di sostegno ai familiari nella malattia mentale. Questo corso già ampiamente sperimentato a Torino nell’ambito delle attività della DIAPSI Piemonte, ha come obiettivo quello di migliorare la qualità della vita all’interno della famiglia.

Infatti la malattia mentale, se trattata adeguatamente, non impedisce una vita

di relazione, la possibilità di avere un lavoro o di continuare ad apprendere; in altre parole non è incompatibile con la speranza. Difficile pensare in questo modo per partner, parenti, amici che si trovano a convivere quotidianamente con un loro caro che non è più lo stesso. I rapporti interpersonali risultano inevitabilmente sconvolti.

Conoscere, avere le informazioni giuste, confrontarsi con altri che vivono situazioni simili, aiuta a ricondurre ad una dimensione reale quello che sta succedendo, superando l’isolamento e la vergogna.

Non ci sono facili soluzioni o ricette miracolose, ma l’onesto tentativo di ridurre l’impatto delle crisi e dei sintomi più limitanti, valorizzando le risorse e le potenzialità presenti in ogni famiglia. Non potrebbe essere diversamente: la lotta contro questa malattia può essere lunga, fatta di molte battaglie che, l’esperienza ormai ci ha insegnato, non è possibile vincere da soli.

Gli incontri che proponiamo vogliono affrontare il problema della Comunicazione ed hanno come obiettivo il miglioramento delle relazioni all’interno della famiglia, tra i suoi componenti, e tra la famiglia e la società.

Raggiungeremo l’obiettivo se dai partecipanti sentiremo dire “Tra di noi ci si capisce meglio, si riesce a dialogare in famiglia, è migliorato il dialogo con il malato, è tornato il sorriso sulle nostre labbra, riusciamo di nuovo a uscire per strada a testa alta, non siamo più soli”.

“Un alfabeto per capirsi”, per conoscere e utilizzare gli strumenti comunicativi e relazionali che aiutano a superare meglio le difficoltà e le ansie del quotidiano.

L’ invito alla partecipazione è rivolto ai famigliari conviventi, agli operatori sociali, ai volontari e a tutti coloro a cui sta a cuore il benessere delle persone che soffrono di disturbi mentali.

 

 

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ATTIVITA' ASSOCIATIVA 2017
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BILANCIO CONSUNTIVO 2017
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IL PROGRAMMA 2017-2018

http://www.casadelquartieredonatello.it

Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.