L'ITALIA CHE CAMBIA. UNA NUOVA LEGGE PER LA SALUTE MENTALE (Renzo De Stefani)

ROMA, 7 APRILE 2016, L'ITALIA CHE CAMBIA. UNA NUOVA LEGGE PER LA SALUTE MENTALE PIÙ ACCOGLIENTE, PIÙ GIUSTA.

 

Finalmente la giornata romana è arrivata ed è andata pure bene. L’auletta dei gruppi consiliari era quasi piena; eravamo circa in 250.

Ha introdotto i lavori Ettore Rosato importante Presidente del Gruppo parlamentare PD della Camera.  Un discorso pulito in cui a nome del suo partito si è dichiarato del tutto a favore di una sorta di Basaglia 2, indispensabile per portare equità in un’Italia della salute mentale che deve cambiare! Parole importanti dette da uno dei più importanti dirigenti del PD.

È seguita la relazione dell’on. Casati. Come ha ben imparato a fare in tanti incontri tenuti in tutta Italia ha illustrato il perché della legge e i suoi punti chiave. Lucido ed essenziale ha convinto anche i muri! Doveva seguire il contributo del sottosegretario De Filippo che è venuto meno, pare intrappolato in una trattativa a cui non ha potuto sottrarsi.

A seguire l’intervento di Virginio Colmegna, anche lui convinto della necessità di qualcosa che dia gambe a una salute mentale zoppicante e che si occupi tra le altre cose di quella vasta fascia abbandonata di senza fissa dimora che almeno nel 60-70% dei casi sono persone con gravi disagi psichici di cui peraltro nessuno o quasi si fa carico. Virginio ha avuto più volte richiami di elogio per il lavoro fatto dal Movimento “Le Parole Ritrovate” e lo ringraziamo. A seguire uno degli interventi più attesi, quello di Franco Rotelli, erede designato di Franco Basaglia, ‘ideologo’ si sarebbe detto una volta del mondo triestino e attualmente consigliere regionale PD in Friuli. La maggioranza di noi ricorda che fino a pochi mesi fa quel mondo era stato fortemente critico verso la 181, prima, e la 2233 dopo. Evidentemente l’aria è cambiata e non solo Rotelli si è mostrato del tutto aperto a collaborare alla nuova legge, auspicando contributi migliorativi (e tutti i contributi sono per definizione utili ad allargare il dibattito e alla fine a produrre una legge migliore), ma il “Forum salute mentale”, che è la realtà che rappresenta il mondo triestino, ha fatto un comunicato stampa il giorno prima dell’incontro romano per sposare l’idea di una nuova legge e complimentarsi con “Le Parole Ritrovate” per l’impegno messo nel promuoverla. Una rivoluzione!

Marco D’Alema, direttore di uno dei DSM romani, si è speso sulla situazione critica in cui vive la salute mentale della capitale, nonché dell’Italia, pur in presenza di aree di eccellenza che ci vedono all’estero ancora portatori di messaggi di valore. Lorenzo Toresini, leader del movimento che si batte per abolire la contenzione negli SPDC, ha lucidamente portato il suo contributo; contributo di cui la nuova legge non potrà non tener conto. Stesso discorso per l’elettroshock, argomento  più ostico, ma altrettanto importante. È seguito poi il mio intervento. Raramente mi sono trovato a parlare col nodo alla gola, pieno di commozione nel vedere che quello che il nostro Movimento aveva messo in campo 5 anni fa tra 1000 difficoltà stava finalmente approdando nel porto giusto! Sicuramente non è stato il più brillante dei miei interventi, ma non me ne avranno voluto gli amici presenti che avranno colto che anche i vecchi segretari possono commuoversi…

Il pomeriggio è andato a chiudere con gli interventi più importanti. Quelli dei familiari e degli utenti. Giovanni Fiori, il vetero romano, e Mario Crotti, milanese d’annata. E la richiesta dei familiari non poteva che essere forte e chiara. Vogliamo servizi che siano all’altezza delle tragedie in cui le famiglie ancora troppo spesso sono lasciate sole a se stesse. E la nuova legge deve porvi rimedio.

Hanno chiuso, davvero in bellezza, e non è una frase di circostanza, Maurizio Capitanio, UFE di Trento e Alessio Spadaro, pavese e Presidente della Rete utenti lombardi.  La commozione si toccava con mano e le cose dette da Maurizio e Alessio hanno convinto, se ce n’era ancora bisogno, anche gli eventuali dubbiosi.

Motivo in più che cogliere che il filo rosso che nella legge mette l’utente e il familiare al centro è il filo giusto.

Alle 17.30, in perfetto orario, abbiamo chiuso con alcune riflessioni di Donata Lenzi, Capogruppo PD alla Commissione Affari Sociali della Camera. Che è la Commissione a cui prima o poi dovrà approdare la nostra legge. La Commissione ha 3 leggi importanti che deve licenziare (Terzo settore, Dopo di noi, Povertà). I tempi sono incerti, ma la percezione che tutti abbiamo avuto è che in Commissione la Legge, mese prima mese dopo ci arriverà e che il Parlamento nel corso del prossimo anno la licenzierà davvero!

Un sogno di tanti che sta diventando realtà.

Siamo consapevoli che la strada sarà ancora lunga e non priva di ostacoli. Primo tra tutti trovare la quadratura del cerchio tra posizione che non sono sempre convergenti. Che anzi in alcuni casi, fino a poco fa, erano in piena rotta di collisione. Ma passi già ne sono stati fatti in questa direzione ed esercitando la virtù della pazienza e l’inevitabile arte della mediazione arriveremo al traguardo!

A Roma c’era anche Mila la nostra ciclista di ferro che sta attraverso l’Italia sempre più vicina a Lampedusa, punto arrivo finale.

E qui mi fermo. Se dei tanti presenti a Roma qualcuno vorrà aggiungere e dire la sua sarà bello!

Intanto continuate a ricordare che il 27 maggio saremo ad Albano Laziale per la 7^ Giornata ufologica nazionale e dal 6 all’8 ottobre a Trento per il 17° Incontro nazionale di parole ritrovate.

 

Ultima importante notizia. L’ANSA, grazie all’amico Martino – l’uomo che è venuto con noi nel mitico viaggio in Cina – ha costruito un Magazine dedicato tutto alla 2233. Merita andare a leggerlo perché è ricco di informazioni, interviste, ricerche.

Andate a pescarlo su   http://www.ansa.it/sito/notizie/magazine/numeri/2016/04/05/salute-mentale-anno-zero_2adb1f46-c3fe-4586-965f-133b72e49c34.html

e diffondetelo. Ne vale la pena! E Grazie Martino!!!

 

 

Renzo De Stefani

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IL PROGRAMMA 2017-2018

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Josè Saramago

SAGGIO SULLA LUCIDITA'

Feltrinelli

IV edizione, 2015

 

Leggere Saramago non è agevole; la sua scrittura è originale, come una lunghissima riflessione fatta a voce alta o meglio a voce stampata.

Pur essendo la punteggiatura volutamente anomala si capisce il senso dei dialoghi. Questo romanzo, pur ambientato a Lisbona, è molto attuale se si guarda l'esito delle ultime elezioni politiche in Italia.

Cosa potrebbe succedere di fronte ad una vera e propria rivolta dei votanti, pur nel rispetto del formalismo elettorale? Come potrebbe reagire il potere istituzionale?

Vorrei citare due frasi che ritengo paradigmatiche.

 

"Se avevano votato come avevano votato era perché erano delusi e non trovavano altro modo per far capire una volta per tutte fino a che punto arrivava la delusione".

(pag. 96)

 

"Si domandino davanti allo specchio se magari non siano di nuovo cieche, se questa cecità, assai più vergognosa dell'altra, non le stia deviando dalla giusta direzione, spingendole verso il disastro estremo che sarebbe il crollo forse definitivo di un sistema politico che, senza che ci fossimo accorti della minaccia, conteneva sin dall'origine, nel suo nucleo vitale, cioè, nell'esercizio del voto, il seme della propria distruzione o, ipotesi non meno inquietante, di un passaggio a qualcosa di completamente nuovo, sconosciuto, tanto diverso che, lì, allevati come siamo stati all'ombra di routine elettorali che per generazioni e generazioni sono riuscite a schivare quello che ora vediamo essere uno dei suoi assi più importanti...".

(pag. 165)

 

Le elezioni di cui parla l'Autore hanno dato un esito possibile ma significativo: una maggioranza schiacciante, attorno all'ottanta per cento, di schede bianche. Ciò determina reazioni esagerate da parte dei partiti, specie di quello al governo. 

Questo romanzo è da leggere dopo aver letto l'altra opera di Saramago, Cecità, poiche è praticamente la sua continuazione.

 

Gianfranco Conforti

 

Cosa succede a un paese se alle elezioni i cittadini decidono in massa di votare scheda bianca? Quali ingranaggi vengono sollecitati fino alla rottura, quali contromisure andranno messe in atto? Se lo chiede José Saramago con questo straordinario romanzo, avvincente come un giallo e penetrante come un’analisi (fanta)politica. L’ipotesi più accreditata è che ci sia un legame fra questa “rivolta bianca” e l’epidemia di cecità che, solo quattro anni prima, si era diffusa come la peste. Gli indimenticabili protagonisti di Cecità fanno quindi ritorno, per condurci in un viaggio alla scoperta delle radici oscure del potere. Un viaggio che ci fa gettare uno sguardo nuovo e spietato sui meccanismi del mondo nel quale esercitiamo (o crediamo di esercitare) ogni giorno la nostra libertà.