IL "DOPO DI NOI": vicini alle persone per un Welfare più inclusivo (Chiara Gribaudo e Gian Paolo Beretta)

Borgo San Dalmazzo, 2 maggio 2016

Carissimo, carissima, lo scorso febbraio, la Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura la proposta di legge sul “Dopo di noi”. Una legge importante perché intende venire incontro al desiderio dei genitori di persone disabili di assicurare al proprio figlio o figlia tutte le cure e l'assistenza di cui necessita dopo la loro morte. L’obiettivo è dare certezza a quei progetti di vita costruiti negli anni, finora realizzati soprattuto grazie agli sforzi delle famiglie. Quando verrà approvata definitivamente, questa legge potrà assicurare alle persone con disabilità una continuità nella qualità di vita. E’ solo un pezzo della piccola rivoluzione copernicana nelle politiche sociali che vuole favorire il benessere, l'inclusione sociale e l'autonomia delle persone con disabilità. Insieme a questo, viaggia l’impegno per garantire oggi le migliori condizioni di lavoro agli operatori del Terzo Settore, di cui si occupa l’attesa riforma in discussione. Da qui, vorremmo partire per ragionare su come portare avanti a tutti i livelli un nuovo welfare più vicino alle persone e più inclusivo. Insieme al Comune di Borgo San Dalmazzo, abbiamo voluto organizzare una mattina di approfondimento e condivisione tra amministrazioni e realtà attive sul territorio, certi che solo partendo dal dialogo le norme che possano tradursi in cambiamento vero per le persone. La S.V. è pertanto cordialmente invitata all’incontro Il “Dopo di noi”: vicini alle persone per un welfare più inclusivo Borgo San Dalmazzo, Biblioteca Civica ”Anna Frank” - Via Boves n° 4 sabato 14 maggio 2016 ore 9.30 Dopo i saluti del Sindaco di Borgo e Presidente dell'Assemblea dei Sindaci del Consorzio Socio-Assistenziale del Cuneese, Gian Paolo Beretta, interverranno l’assessore comunale al sociale Luisa Giorda e l’Assessore alle Politiche sociali della Regione Piemonte. Conclude la mattinata l’On. Donata Lenzi, già assessore provinciale e presidente della Conferenza sanitaria dei sindaci del bolognese, oggi capogruppo in Commissione Affari Sociali della Camera. Introduce e modera l’On. Chiara Gribaudo. Vi aspettiamo!

 

On. Chiara Gribaudo

 

Gian Paolo Beretta,

Sindaco di Borgo S. Dalmazzo e Presidente dell'Assemblea dei Sindaci del Consorzio Socio-assistenziale del Cuneese

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Commenti: 2
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Mario Maffi

1957. UN ALPINO ALLA SCOPERTA DELLE FOIBE

Gaspari Editore

 

Cinquant’anni dopo, i ricordi della ”missione segreta” emergono dalla memoria di Mario Maffi e si trasformano in racconto scritto, inseriti in una rapida rivisitazione autobiografica a tutto campo. “Scendere” in una foiba è come scendere nella storia, cogliendola in uno dei suoi momenti più spietati: i crani mescolati alla ruggine di una bicicletta, le ossa sparse tra cocci di vetro e pagliericci, sono una visione infernale. Per metà tomba e per metà discarica, la foiba rappresenta il rovesciamento dei valori, l’umiliazione dei corpi morti che si aggiunge alla ferocia sui vivi. È una pagina in più che ci restituisce i contorni di una tragedia lontana, attorno alla quale c’è ancora tanto da studiare e da scoprire: una pagina che porta anche noi lettori al fondo della “foiba”, con la suggestione inquietante di un buio carico di significati e di simboli. (dalla Prefazione di Gianni Oliva).

 

Mario Maffi racconta interessanti aneddoti di storia cuneese nel periodo della seconda guerra mondiale sino al dopoguerra, a cui aggiunge la missione segreta nelle foibe, assegnatagli come alpino esperto in speleologia. 

 

Note biografiche sull'autore

 

Mario Maffi,
(Cuneo 1933-2017) ufficiale esperto di mine ed esplosivi, speleologo e fotografo, viene convocato nel 1957 dal ministero della Difesa per una missione segreta che lo porta a diventare inconsapevole testimone di una delle più atroci pagine del secondo dopoguerra: le foibe. Tale esperienza rimase per 50 anni solo nella sua memoria perché coperta dal segreto militare.
È autore di studi storico militari fra cui L’onore di Bassignano - il maggiore piemontese che non volle fucilare gli alpini del Val d’Adige (Gaspari 2010).